

BARBARESCHI: “CE NE ANDIAMO. SIAMO TUTTI STUFI DI ESSERE ESCLUSI DAI POSTI CHIAVE”
di Sara Nicoli
C’è tempo fino a lunedì. Poi, forse, la legislatura cambierà. “Vorrei sentire risposte, non si può avere un partito a trazione leghista”, ha detto Fini durante una riunione in cui erano presenti i suoi fedeli più stretti, ovvero Briguglio, Bocchino, Urso, Menia, Bongiorno, Perina, Buonfiglio, Raisi, Laboccetta e Mazzocchi.
”E così, tra l'altro - ha proseguito, secondo quanto racconta Laboccetta - si buttano nel cestino i temi tradizionali di 50 anni di destra”. Ma soprattutto, prosegue ancora Laboccetta, “a Fini non è andata giù neanche la strategia portata avanti sulle riforme, quella scelta di tenerlo all'oscuro, di discutere della bozza prima con Renzo Bossi che con chi ha cofondato il Pdl”.
Raccontano che nel momento più caldo del pranzo, quando ormai si era consumata la rottura, Berlusconi abbia chiesto a Fini di “dimettersi dalla carica di presidente della Camera - racconta Quagliariello - in caso di conferma alla formazione di nuovi gruppi; non so dare torto al presidente del Consiglio e dovrebbe essere anche una sensibilità di Fini il prendere le dimissioni in considerazione”.
“A questo punto può succedere di tutto - racconta ancora il finiano di ferro - perché il presidente della Camera è stato chiaro; con questo Pdl qui lui non si sente rappresentato”. Lo stupore, però, pervade soprattutto l'area dei falchi del partito. E mentre Giorgio Stracquadanio, l'animatore del sito internet "Il Predellino", dà per scontato che Fini ritornerà indietro perchè non “può andare da nessuna parte”, sempre Quagliariello mostra assai meno convinzione. “Io non sono in grado di dire cosa abbia fatto saltare il tappo - commenta - ma questa mossa è in netto contrasto con la carica che Fini ricopre e con la sua storia; il suo è un errore politico madornale e spero si renda conto che, in questo modo, non fa che accelerare la chiusura anticipata della legislatura anche se dice il contrario; lo vuole davvero? Bisogna vedere quanto va avanti”.
“Va avanti, va avanti”, conferma con grande soddisfazione Luca Barbareschi: “Quando sono arrivato alla riunione dei finiani - racconta - lui mi ha guardato e mi ha detto: sei pronto?”. Pronto a cosa? “Ad andare da soli, ovvio”. Convinti davvero? “Siamo tutti stufi - racconta ancora - siamo un gruppo di persone che 'scalpita' da un po', che è stufa di vedere che nei posti chiave alla fine viene messo qualcuno non si sa perché. Ora bisogna contarsi e definire le competenze. Basta con la storia che 'è colpa della Lega', la Lega lavora benissimo sul territorio. Noi invece non lo sappiamo fare, ed è responsabilità di Berlusconi; io mi vergogno a sentire chi passa davanti alla Camera e pensa che ci sono solo troie. È l'ora di andare da soli, Fini è davvero determinato, il Cavaliere lo sappia”.

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