domenica 13 giugno 2010

«Niente azioni di facciata I detenuti sono persone da recuperare davvero»


2010-06-13

di SILVIA BALDUZZI

— LODI —

«UN DETENUTO, imputato, condannato o internato, è prima di tutto un uomo. È dovere di chi lo tiene in detenzione occuparsi e preoccuparsi del suo stato di salute, fisica e mentale, e favorire un percorso di recupero sociale, sempre molto problematico, senza indulgere ad operazioni di sola facciata». Sono queste le parole di Luigi Morsello, 72 anni, direttore di sette carceri, tra cui la casa circondariale di Lodi dal 1997 al 2005, mandato in missione in altri 22 istituti durante la sua carriera. Morsello ha pubblicato, in aprile, un libro dal titolo «La mia vita dentro-Le memorie di un direttore di carceri» per sensibilizzare e trasmettere la propria quarantennale esperienza alle giovani generazioni perché, come spiega, «la storia passa anche, e forse in alcuni casi soprattutto, attraverso le prigioni».

La Casa Circondariale di Lodi è stata per lei l’ultima sede di lavoro. Come è arrivato in città?

«Quando ero ad Alessandria, Lodi era legata a noi dal punto vista contabile. Nell’inferno delle carceri alessandrine (brigatisti, pentiti e dissociati e pericolosi detenuti comuni) pensavo a Lodi come una piccola sede tranquilla, serena e sognavo un giorno di esservi assegnato. Accadeva tra il 1981 e il 1983. Ho dovuto aspettare fino al 1997 perché il mio desiderio fosse esaudito».

Come le è parso, a primo impatto, il carcere di Lodi?

«L’avevo già visitato qualche volta e mi era piaciuto da subito».

Che cosa l’ha impressionata in positivo?

«Era tranquillo con una capienza di 80 posti che, al momento del mio pensionamento nel 2005, in condizioni di sovraffollamento ospitava al massimo 110 detenuti. Viste le condizioni in cui versano le carceri oggi, la definirei decisamente una buona situazione».

E in negativo?

«Quando sono arrivato a Lodi ero a conoscenza dei lati positivi, ma non sapevo dell’esistenza di una sezione protetta per detenuti responsabili di reati sessuali e di pedofilia. Confesso che ero molto prevenuto nei confronti degli autori di questi ignobili reati, ma è evidente che pur sempre di esseri umani si trattava. A capirli sempre di più sono stato aiutato da due valenti psicologi, tutt’ora in servizio a Lodi: Pierluigi Morini e Marika Romanini. Mi sono stati utilissimi perché, anche se gradualmente, ho superato i miei pregiudizi fino al punto che, anni dopo, agli inizi degli anni 2000, ne ammisi due al lavoro esterno».

Ha avuto coraggio...

«Sì, almeno così pare. Però è andata bene. I due esperimenti sono andati a buon fine e i due detenuti a fine pena furono scarcerati (avvenne dopo il mio pensionamento) e uno di essi vive ancora a Lodi. Bisogna avere coraggio, ma questo sentimento deve essere razionale».

Nella sua carriera, quali detenuti sono rimasti più impressi nella sua memoria?

«Le mie preferenze sono sempre andate ai detenuti anonimi, che erano quelli che avevano maggior bisogno di aiuto. Ma ho anche incontrato detenuti «noti», tra i quali ricordo Gianni Guido, uno dei tre protagonisti della strage del Circeo, Ermanno Buzzi, imputato per la strage di piazza della Loggia a Brescia e Marco Donat-Cattin, brigatista di Prima Linea».

Quali sono oggi le principali problematiche legate all’universo carcerario?

«Sicuramente il sovraffollamento, seguito da una crescita esponenziale della violenza, meglio dell’uso illegittimo della forza, in particolare nelle sezioni detentive esterne al carcere (camere di sicurezza, celle degli uffici giudiziari, reparti detentivi di ospedali civili). Oggi ciò che le persone erano nella vita libera non ha alcuna rilevanza sul come devono essere detenuti dopo l’arresto: è questa coscienza che sembra essere smarrita».

ANNOTAZIONI DI LUIGI MORSELLO

Ritengo opportuno ed appropriato allegare il link della casa editrice, relativo al libro, che sembra avere ricevuto dalla stampa e dalla televisione, ivi compresa una conferenza-stampa nella sala del Senato della Repubblica, una accoglienza inaspettata e lusinghiera:

http://www.infinitoedizioni.it/prodotto.php?tid=89

A questo punto è doveroso ringraziare i lettori del blog come anche tutti coloro che hanno acquistato il libro (oggi del costo estivo di 11 euro), del quale da più parti pervengono sollecitazioni ad una ristampa, rinnovata, con immagini originali dell'autore ed una seconda prefazione di un altro autorevole magistrato.

Grazie.

luigi morsello

4 commenti:

Anonimo ha detto...


L'ultimo carcere da te diretto, con la sezione per 'sex offenders' e la CURA DELL'ORCO!

http://ilgiornalieri.blogspot.com/2009/02/nel-carcere-dei-sex-offenders.html

Niente male questa intervista!
ciao
Madda

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

GRAZIE MADDA, MANCO ME LO RICORDAVO PIU'!;-)

anna ha detto...

Complimenti Luigi, sono contenta per tutti i riconoscimenti che, il tuo libro, sta meritatamente ricevendo.
Un abbraccio

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

GRAZIE ANNA. SAI QUAL E' LA MIA FORTUNA? CHE NON MI SONO MONTATO LA TESTA!