

Pansa all’attacco di De Benedetti: “È un frustrato”. E con l’occhio a Repubblica: in Italia “un clima pre-guerra civile”
di Luca Telese
I giornali di opposizione possono alimentare il rischio di un rigurgito di violenza? Repubblica usa dei toni che potrebbero alimentare gesti folli e sconsiderati? La tesi è come minimo stupefacente. Ma ieri Giampaolo Pansa, ha sparato con il cannone di una infuocata articolessa per affermarla.
Intercettazioni e veleni.
Sull’Italia, ha spiegato Pansa, spira “una bufera malvagia iniziata da un contrasto, assolutamente legittimo, sulla legge che dovrebbe regolare le intercettazioni telefoniche. È oggi arrivata - ha aggiunto il più noto dei giornalisti italiani con tono grave - a un punto di non ritorno che fa tremare. Un punto che bisogna avere la franchezza di chiamare con il suo nome: un clima da pre-guerra civile” (il corsivo è mio). Non solo. Secondo l’autore de il Bestiario (la rubrica nata sulle pagine de L’Espresso e oggi traslocata su quelle de Il Riformista e di Libero) intorno a questo imbarbarimento di cui parla, prende corpo il rischio di un nuovo terrorismo. La parola non è citata esplicitamente, ma è sottointesa da una considerazione sul rischio di attentati politici.
Le minacce a Gasparri. Contro chi? Pansa fa un esempio con un nome e un cognome: “Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, ha denunciato ai carabinieri di ricevere minacce continue e pesanti, sempre a proposito della legge sulle intercettazioni. Un'escalation, cito Il Corriere della Sera, che ha raggiunto il picco nelle ore del voto di fiducia a Palazzo Madama su quella legge”. Pansa dà credito all’idea di un rischio serio per l’ex ministro delle Tlc: “Conosco abbastanza Gasparri - ha scritto su Libero il decano dei giornalisti italiani - per poter dire che è il contrario del pavido. Da collaudato missino, ne ha viste, fatte e patite di tutti i colori. Di solito, è un signore di umore allegro, ottimista e indifferente alla violenza verbale. Per questo, di certo non può essersi fatto intimidire da qualche e-mail o da un po' di telefonate minatorie. Ci deve essere - osserva il giornalista - qualcosa di più. Forse una brutta sensazione che si respira nell'aria. La stessa che avvertiamo in tanti”.
Accusa a Repubblica. Ma dopo aver evocato lo spettro di un attentato, Pansa si spinge più in là. Spiega che Ezio Mauro ha intrapreso una battaglia campale contro Silvio Berlusconi, una lotta in cui la posta della partita è “la vita o la morte”: aggiunge che il quotidiano di Largo Fochetti è diventato “un giornale guerriglia”. Che il suo unico obiettivo è affermare una sola idea. Quella che “la nuova legge conferma che in Italia la democrazia è morta, Berlusconi è il nuovo Mussolini e il popolo italiano deve difendere la propria libertà”. Quindi arriva la considerazione più drastica: “È facile prevedere che Mauro continuerà nell'offensiva a testa bassa. Che ha due sole alternative: la vittoria di Repubblica o quella di Berlusconi. Come andrà a finire non lo sa nessuno. Ma c'è un dato di fatto che conosciamo già: il clima politico del paese diventerà sempre peggiore”.
Stoccata a De Benedetti. È qui che sorge un problema per l'Ingegnere. Si è mai domandato, il grande Cdb - ironizza Pansa - che cosa potrebbe accadere all'Italia quando dalla guerra civile di parole stampate e gridate si passasse a una guerra combattuta con altri mezzi? Si è mai chiesto, sempre Cdb, che cosa accadrebbe ai padroni come lui? Non avverte il peso terribile di puntare sullo sfascio del Paese?”.
Duello serrato. Qui ovviamente per spiegare che cosa stia accadendo occorre una piccola integrazione per il lettore. Dopo anni di grandissimo riserbo sulle sue opinioni politiche (passò alla storia la battuta sulla “tessera numero uno del Pd”), in questo finale di stagione, De Benedetti si è prodotto in diverse esternazioni assai sapide. A partire dal libro-intervista scritto con Paolo Guzzanti (Guzzanti vs De Benedetti) per arrivare all’intervista pubblica con Antonello Piroso, l’Ingegnere si è prodotto in un crescendo: considerazioni impietose nei confronti di Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani, e persino qualche stoccata al curaro per lo stesso Pansa (“È un po’ in aceto”). Dopo l’uscita del libro, era stato lo stesso Pansa a rilanciare con un’intervista ad Aldo Cazzullo de Il Corriere della Sera: “Carlo De Benedetti è sceso in campo. Si prepara a fare politica in prima persona, come fece nel ’94 il suo avversario storico, Silvio Berlusconi. Oggi come allora, l’Italia è nel caos, la tempesta giudiziaria infuria, i partiti si stanno frantumando”. Ieri il padre del bestiario ha rincarato la dose regalando al suo ex editore altre righe impietose: “Come tutti i signori anziani e frustrati, non sa vedere al di là del proprio naso. Gli preme soltanto di non sparire dietro il profilo roccioso del direttore di Repubblica. Mauro non è anziano né frustrato. Per di più, vuole passare alla storia come il nuovo liberatore dal nuovo Mussolini. Per questo - aggiunge caustico Pansa - a Ezio non frega nulla delle esternazioni del suo editore. L'Ingegnere dica e scriva ciò che gli pare”. Sta ai lettori diramare questa complicata matassa di idee e relazioni: Guzzanti, ex firma prediletta di Scalfari, scrive un libro-intervista con il suo ex editore, che è un rito di elaborazione del lutto e dell’abbandono. Pansa, ex condirettore de L’Espresso e firma di Repubblica, cesella corsivi di fuoco contro il suo ex giornale e il suo ex editore. De Benedetti prende a ceffoni il partito di riferimento del giornale che possiede. Tutto legittimo: ma più che anni di piombo, forse, si tratta di anni di inchiostro.

3 commenti:
OT!
letto tua richiesta su mio blogghetto!
richiesta gioiosamente data!
un onore per me!
buondì per tutto il dì!
MANDI, NON RIESCO AD ACQUISIRE IL TESTO. ME LO MANDI TU?
GIOCO DI PAROLE INVOLONTARIO! ;-)
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