

di Roberto Ormanni
I libri di storia, quelli delle scuole, raccontano che il Settecento fu il Secolo dei Lumi. Spiegano, agli studenti, che si contrappose ai Secoli Bui, ossia al Medioevo.
I libri di storia, quelli delle scuole, non sempre dicono cose giuste. O meglio, non sempre dicono tutto. Ma non è un difetto, è una scelta. Sarebbe complicato dire tutto, agli studenti. Ci vorrebbe troppo tempo, e la scuola non ne ha. Deve pensare alla “ottimizzazione”. Proprio come un’azienda.
La verità è che non è vero, non è del tutto vero, che il Settecento fu il secolo della Ragione.
E’ senz’altro vero, invece, che l’Illuminismo non fu solo una corrente di pensiero (sebbene abbia in realtà caratterizzato un’epoca storica: il punto è che da questa caratterizzazione sono discese delle conseguenze) ma sarebbe riduttivo verso centinaia di pensatori, umanisti e scienziati vissuti in epoche precedenti – da Euclide, Solone e Aristotele in poi – ritenere che sia stato semplicemente la scoperta della ragione.
E’ stata piuttosto una scuola che ha fatto della ragione, nel senso della conoscenza critica, un modello da non riservare, per l’appunto, alla filosofia e alle scienze ma da applicare, diciamo così, nella vita quotidiana.
D’altra parte non è un caso che l’Illuminismo altro non fu che la sistemaizzazione di quanto sosteneva già Cartesio nella prima metà del Seicento, e poi John Locke a cavallo tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento.
La maggior forza e la maggior diffusione della teoria del sapere critico alla metà del Settecento fu dovuta, essenzialmente, dalla necessità sempre più avvertita di arginare la politica assolutista e teleologica. E a sua volta questa necessità (oggi la chiameremmo coscienza civica) veniva favorita da un fenomeno del tutto nuovo per l’epoca: la comunicazione.
Se per 150 anni dalla sua invenzione, la stampa a caratteri mobili (quella di Gutenberg, perché esempi di stampa su carta ma con caratteri fissi e d’argilla c’erano in Cina fin dal 1041) era rimasta appannaggio di monasteri e ricchi signori, proprio nella seconda metà del Seicento nascono in Europa i primi giornali.
Richelieu, grande stratega e comunicatore, fondò nel 1643
Tuttavia tutto questo lo dicono altri libri, che a scuola è difficile trovare. E allora, cosa potrebbero dire i libri di scuola di domani? Se il diciottesimo continuerà, per maggiore semplicità, a essere considerato il Secolo dei Lumi, il ventunesimo potrebbe essere, sempre per semplicità, definito il Secolo delle Lucciole. Come l’illuminismo condizionò la politica, l’economia e la cultura tra la fine del Seicento e la fine del Settecento, così le lucciole condizionano la politica, l’economia e ciò che resta della cultura tra il ventesimo e il ventunesimo secolo. Di luce ne faranno un po’ meno eppure c’è qualcuno che quando le vede s’illumina d’immenso.

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