

Il presidente della Camera, prima dell'intervento all'Assemblea della Confindustria ravennate, ha incontrato gli amministratori locali: "Non si può continuare a dire che la ricerca, la tecnologia d'eccellenza e alcuni settori avanzati sono il nostro biglietto da visita, e poi non adottare politiche conseguenti"
"La libertà deve essere considerata il punto di riferimento di ogni buona politica": il presidente della Camera Gianfranco Fini, prima dell'intervento all'Assemblea della Confindustria ravennate previsto nel pomeriggio, ha incontrato gli amministratori locali. Nel discorso ha fatto precisi riferimenti alla situazione di governo e alle ultime polemiche in materia di libertà di stampa.
"Questa libertà - ha aggiunto - viene meno nel momento in cui non si rispettano le istituzioni, non si riconosce l'avversario, non si cerca di privilegiare l'interesse generale rispetto al pur legittimo interesse di parte. So che non è sempre facile, ma credo che sia un dovere in primo luogo per chi ha delle responsabilità".
Il presidente ha anche aggiunto che "ci si può dividere su tutto ma non nel ritenere l'interesse generale l'obiettivo da raggiungere, anche se da posizioni diverse. La democrazia funziona a pieno regime quando maggioranza e opposizione, nella diversità dei ruoli, sono consapevoli di avere un obiettivo comune".
Prima del suo intervento, il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci aveva ricordato che in comune sono conservati i busti di Boldrini e Zaccagnini, riscuotendo un accenno di applauso da parte del presidente della Camera.
Il presidente ha anche sottolineato la necessità che, pur all'interno di una politica economica di sacrifici, non si trascurino i settori strategici, terreno di una competitività sempre più spinta. “La congiuntura internazionale impone sacrifici a tutti e non posso e non devo entrare nel merito di quello che ha fatto il governo e di quello che farà il Parlamento - ha detto - ma c'è la necessità di individuare, nell'ambito di una politica di controllo della spesa e di rigore, quei settori strategici. Perchè gli altri non aspettano. Perchè gli altri Paesi, che come il nostro sono alle prese con condizioni difficili, investono. Non si può continuare a dire a ogni piè sospinto che la ricerca, la tecnologia d'eccellenza e alcuni settori avanzati sono il biglietto da visita che l'Italia può giocare in una competizione globale - ha concluso - e poi non adottare politiche conseguenti. Le sfide del domani già oggi bussano alla porta".
(07 luglio 2010)

2 commenti:
ma come solo 140 copie non vale così io ancora lo devo compra' uffa !!!
sicuramente ci sarà la ristampa vero?
E' MOLTO IMPROBABILE. VAI (O MANDA QUALCUNO) ALLA FELTRINELLI, DOVREBBE AVERNE ANCORA QUALCHE COPIA.
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