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Oggi Bossi pone le sue condizioni a Berlusconi: niente Udc in maggioranza o elezioni subito
di Gianni Barbacetto
Elezioni al più presto. No all’ingresso dell’Udc nella maggioranza. Queste le due richieste della Lega che Umberto Bossi ripeterà oggi a Silvio Berlusconi, durante l’incontro a Villa Campari, sul lago Maggiore. Ieri pomeriggio si sono incontrati in via Bellerio, nella sede storica della Lega a Milano, Bossi, il ministro Roberto Calderoli e il segretario nazionale del Carroccio Giancarlo Giorgetti: un vertice per preparare l’incontro tra Silvio e Umberto? I leghisti sorridono: non c’è stato alcun vertice, è stata una giornata di routine. È normale che i capi del partito si trovino a lavorare in via Bellerio, chiusa la stagione degli impegni di governo a Roma. “E poi Calderoli è sempre con Bossi: non hanno mica bisogno di una riunione il giorno prima per dirsi quello che pensano sulle elezioni, su Berlusconi e sull’Udc”.
Il momento magico della Padania
BOSSI, SI SA, è un grande improvvisatore. Un maestro dello “stop and go”, che sa alternare toni duri e capacità di mediazione. E Berlusconi è un grande venditore e un incantatore di serpenti. Così ogni incontro tra i due può avere esiti imprevedibili. Sta di fatto che
La posta in gioco per Berlusconi
ANCHE PERCHÉ potrebbero seguire alcune conseguenze di grande peso politico: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in caso di sostanziale parità Pdl-Pd e di Senato senza maggioranza, non darebbe l’incarico di formare il nuovo governo all’attuale presidente del Consiglio. Lasciando il Cavaliere nella peggiore delle situazioni: fuori da palazzo Chigi e senza “processi brevi” e “lodi salva-premier”, con il rischio concreto di finire condannato in qualcuno dei processi milanesi. Un incubo. Sarebbe piuttosto Giulio Tremonti – dicono gli esperti dei riti e degli umori del Quirinale – il candidato ideale a guidare un esecutivo attento ai conti e alla crisi. Quel Tremonti che ha un asse privilegiato con Bossi, tanto da aver fatto andare Berlusconi su tutte le furie, come garantisce anche un giornale ben informato in materia come il Foglio di Giuliano Ferrara, che ipotizza a carico del ministro dell’Economia manovre per “preparare la propria successione a Berlusconi”. Secondo il Foglio, che cita non meglio identificati “berlusconiani”, “Bossi e Tremonti preparano una trappola. Stanno danneggiando Berlusconi”. Altro che Fini. Il vero problema per il presidente del Consiglio sarebbe dunque il suo ministro dell’Economia, in combutta con gli amici leghisti, che a parole si dichiarano i più fedeli alleati del Pdl, veri e propri pretoriani di Silvio, ma nella realtà lavorerebbero a scenari alternativi. Tremonti al vertice di venerdì scorso a palazzo Grazioli ha portato le posizioni della Lega (“Elezioni prima possibile”). Mentre Berlusconi ha ormai sfumato le sue posizioni, ben comprendendo che dalle urne potrebbe uscire per lui qualche brutta sorpresa.

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