giovedì 26 agosto 2010

L’estate dei veleni. A Fini dicono: “Ti affoghiamo”


CORRIERE E REPUBBLICA PUBBLICANO LA NOTIZIA DI UN’AGGRESSIONE AL PRESIDENTE DELLA CAMERA, CHE SMENTISCE

di Stefano Caselli

Una spedizione di pericolosi energumeni o un’innocua battuta da spiaggia? È mistero su quanto accaduto lunedì mattina sul litorale di Ansedonia dalle parti dell’ombrellone – ormai celebre – occupato dalla famiglia Fini-Tulliani. Secondo quanto riportato da Repubblica e Corriere della Sera (ripresi con rilievo da Dagospia) un gruppetto di almeno quindici persone (“nonni e nipoti, con l’accento romano”, secondo le testimonianze raccolte tra i bagnanti) sarebbe penetrato minacciosamente all’interno dello stabilimento “Strega sul mare” alla ricerca del presidente della Camera con intenzioni, sempre secondo testimoni, non esattamente amichevoli: “Dov’è ‘sto Fini, che lo affoghiamo” sarebbe la frase incriminata pronunciata minacciosamente da uno dei bagnanti.

Chissà, forse gli stessi che sul lunotto impolverato della Mercedes presidenziale – invece che il più classico dei “lavami” – avevano poco prima scritto “ladro”. Visto il clima non esattamente disteso che in queste ultime settimane circonda la vita (anche privata) del cofondatore del Pdl, ce n’è abbastanza per allarmarsi. Ma l’entourage di Fini si è affrettato (anzi, per la verità ci ha messo diverse ore) a smentire: “In relazione alla notizia riportata da alcuni organi di stampa – si legge in una nota – secondo cui alcune persone in spiaggia ad Ansedonia si sarebbero avvicinate con fare minaccioso e rivolgendo frasi intimidatorie al presidente della Camera, Gianfranco Fini, le forze dell’ordine preposte alla sua sicurezza così come anche gli uffici territoriali della Polizia di Stato smentiscono l’accaduto che quindi è destituito di ogni fondamento”. La versione dell’equivoco è confermata da una persona molto vicina all’ex leader di An: “Ho parlato personalmente con il presidente – confida un parlamentare Fli – è mi ha detto senza mezzi termini che si tratta di una cavolata”. In pratica, secondo la versione di Fini, la frase incriminata altro non sarebbe che l’innocua battuta di un gruppo di bagnanti, del tipo “occhio Gianfrà a fare il bagno, che qualcuno ti affoga...”. In effetti, stando alle testimonianze raccolte dai cronisti, il presidente della Camera, in quel momento, si trovava in acqua insieme a Elisabetta Tulliani.

Eppure, secondo i cronisti, il racconto dei vicini di ombrellone – buoni amici della famiglia Fini-Tulliani – era inequivocabile. Il gruppo di persone, proveniente dalla vicina spiaggia libera, aveva l’aria molto minacciosa, “un’accozzaglia di barbari” che avrebbe meritato l’intervento della scorta. Il presidente li avrebbe fissati senza battere ciglio. Una parola contro l’altra. L’unica cosa certa è la tradizionale vacanza sul mar Tirreno – tra “scoop” quotidiani e teleobiettivi spianati – si è trasformata in qualcosa di poco rilassante. E che le corde siano più che mai tese lo dimostra bene questa vicenda.

A scanso di equivoci, la coppia più odiata dai berluscones, avrebbe deciso di evitare la spiaggia preferendo il largo a bordo di un gommone. Le passeggiate e i bagni di folla a Orbetello, invece, sono già da tempo soltanto un ricordo delle passate estati.

Nessun commento: