sabato 21 agosto 2010

Pivetti: disgustata dal killeraggio contro la Tulliani


«Lo so, vi piacerebbe un sacco poter scrivere che alla sottoscritta, alla Irene Pivetti, mancava la politica...».
Non è così?
«No. O almeno: non mi mancavano i riti della politica, la politica dei partiti e del politichese. Però mi mancava, questo sì, l'idea di lavorare per qualcuno, per il bene di qualcuno. In fondo posso dire d'aver accettato di fare...».
L'assessore all'Immagine di Reggio Calabria...
«Le sembra strano? È una scommessa, d'accordo. Ma io credo che a Reggio si possa fare molto. C'è qualcosa di commovente e scandaloso, in quella città. È la culla della Magna Grecia eppure molte sue risorse artistiche sono sottovalutate, a cominciare dai Bronzi di Riace».
Una ex leghista che scende ad aiutare una città del Sud.
«Strana la vita, eh?... Però le ricordo che io venni espulsa dalla Lega proprio perché quando loro cominciarono con Pontida e le ampolle e persino con Federico Barbarossa, quando insomma iniziarono a parlare di secessione, io fui nettissima nel dire no, scusate, ma io non ci sto».
Umberto Bossi l'aveva presentata al partito come «l'Ornella Muti della Lega».
«La battuta non fu sua, ma di una cronista di costume».
Però il Senatur era letteralmente intrigato da lei.
«All'inizio, sì, l'intesa fu notevole».
L'ha mai corteggiata?
«Mah... lui si pavoneggiava, diceva d'essere un grande conquistatore...».
Non era vero?
«Uff...».
Era vero o no?
«Vuole la verità?».
La verità.
«Era purissimo marketing. Ai leader politici italiani piace spacciarsi per spietati sciupafemmine. In realtà, in quegli anni, Bossi fece un solo gesto davvero virile».
Quale?
«Presentarsi in Sardegna, a Porto Rotondo, nella villa di Berlusconi, in canottiera».
Appena trentunenne, nel 1994, la fece comunque eleggere presidente della Camera. La più giovane di questa Repubblica.
«Già... e... senta: mi sta per caso portando sull'argomento Fini?».
.
«Per me non deve dimettersi. Non doveva farlo un mese fa, quando ruppe politicamente con Berlusconi, perché il presidente della Camera è espressione del Parlamento, non del governo... e non deve farlo adesso».
Continui.
«La vita privata deve restare privata. Tanto più che nella storia della casa di Montecarlo non mi sembra sia girato denaro pubblico, al massimo il denaro di un partito...».
Forse Fini potrebbe...
«Dare qualche spiegazione? No. In certe situazioni è più strategico tacere. Purtroppo, capisco anche che il suo silenzio lascia nel tritacarne quella povera Tulliani».
La conosce?
«No, io conoscevo la Daniela Di Sotto, l'ex compagna di Fini... ma questo non cambia: umanamente, la Tulliani è sottoposta a una quotidiana tragica azione di killeraggio».
Essere donna, nel centrodestra, in Italia, in un modo o nell'altro rischia d'essere sempre complicato.
«Mah... Mi sembra un luogo comune. Le chiacchiere che circolarono ad esempio su Palazzo Grazioli avevano un obiettivo: Berlusconi. In realtà, ora vedo in azione tante brave donne che fanno i ministri... e poi lei crede che nel centrosinistra vada meglio? Cosa fecero alla Anna Serafini, due anni fa, solo perché era la moglie di Piero Fassino? Piuttosto...».
Cosa?
«No, niente, m'è venuto in mente un aneddoto su Berlusconi e...».
La prego, racconti.
«Dovevo condurre "Liberi tutti", un talk-show su Retequattro. Allora lo incontrai per chiedergli consigli... lui fu netto, e mi disse: "Voglio toni accesi, anche urla, ma non spariamo mai sulle persone, intesi?". Poi adesso vedo le porcherie che stanno facendo alla Tulliani e...».
(Alla fine dell'intervista, siamo finiti a parlare di cognati - tipo Giancarlo Tulliani - di parenti dei parenti che fanno fortuna in Rai. Allora Irene Pivetti ha creduto di dover ricordare la storia di sua sorella Veronica, che oggi è una brava attrice. «Fabio Fazio organizzò una puntata di "Quelli che il calcio" proprio sui parenti famosi, e invitò anche mia sorella. Che risultò piuttosto simpatica. Fazio decise così di invitarla ancora e a quel punto fu notata da Verdone, che le chiese di recitare nel film "Viaggi di nozze"... Insomma: quando passò il treno della fortuna, Veronica dimostrò di avere talento»).

Fabrizio Roncone
19 agosto 2010

Nessun commento: