martedì 24 agosto 2010

Vogliono fregarci


Sono sempre più convinto che questo Governo cadrà solo quando lo vorrà Berlusconi.L'area finiana ha altri obiettivi. Vuole organizzarsi, prima di andare alle urne. Per questo ribadisco che il voto è una chance imperdibile per un centrosinistra che può vincere le elezioni. Di seguito una mia intervista pubblicata oggi dal quotidiano La Repubblica.

«Tra i due litiganti il terzo (polo) gode». Antonio Di Pietro non perde il gusto per i proverbi. Il leader dell'Idv è con vinto che se si allungano i tempi per andare alle urne a trarne vantaggio saranno Gianfranco Fini e PierFerdinando Casini.

LA REPUBBLICA: E l'alleanza costituzionale che propone Darlo Franceschini?
ANTONIO DI PIETRO: «È una truffa che Fini e Casini stanno tentando ai danni della coalizione riformista. Quei buontemponi del Pd non se ne stanno rendendo conto».

LA REPUBBLICA: L'Idv non sarebbe disponibile a un'alleanza del genere?
ANTONIO DI PIETRO: «L'Idv è pronta ad allearsi col diavolo, pur di liberarsi di Berlusconi. Peccato che né Casini né Fini vogliono una coalizione di centrosinistra. Ognuno ha un suo obiettivo: Fini vuole creare una nuova coalizione di centrodestra e Casini ne vuole una di "interdizione". Più tempo avranno a disposizione più saranno un problema. A quel punto, in una gara a tre il centrosinistra rischia di arrivare ultimo».

LA REPUBBLICA: Ma il Pd è convinto che per vincere siano indispensabili i voti dei centristi.
ANTONIO DI PIETRO: «Per sposarsi bisogna essere in due e dall'altra parte c'è una donna della prima Repubblica che ha esercitato il mestiere più antico del mondo e lo vuole continuare a esercitare in autonomia».

LA REPUBBLICA: Sveliamo la metafora.
ANTONIO DI PIETRO: «Casini già alle ultime elezioni è andato da solo e così farà ancora. Vogliono creare un altro polo. L'Udc non può tornare da Berlusconi per i veti di Bossi, Fini ormai è Berlusconi a non volerlo più. Faranno un'alleanza moderata che porterà via voti al centrodestra. E finirà come in Puglia».

LA REPUBBLICA: Cioè?
ANTONIO DI PIETRO: «Lì alle regionali il centrodestra si divise e Vendola vinse».

LA REPUBBLICA: Anche per lei il centrosinistra ha chance di battere Berlusconi.
ANTONIO DI PIETRO: «Sì. Bastiamo noi, il Pd, Vendola e gli altri pezzi di sinistra che sono fuori dal parlamento».

LA REPUBBLICA: E se il terzo polo ruba voti anche a voi?
ANTONIO DI PIETRO: «I loro sono voti strutturati: è gente che fino a ieri ha votato Fini. Non gli si può chiedere di votare per Vendola. Rincorrere la chimera-Casini è di una cecità assoluta. E più pensiamo a governi tecnici, più questi avranno tempo per fregarci».

LA REPUBBLICA: Nemmeno Berlusconi vuole governi tecnici.
ANTONIO DI PIETRO: «Lui vuole andare a votare perché non è scemo. Sa che Fini ha bisogno di almeno un anno per organizzare sul territorio il suo partito. E così vuole fare come Erode».

LA REPUBBLICA: Berlusconi come Erode?
ANTONIO DI PIETRO: «Vuole ammazzare il bambino, cioè il partito di Fini, finché sta nella culla».

LA REPUBBLICA: E l'opposizione che farà?
ANTONIO DI PIETRO: «Sarebbe meglio mettersi oggi attorno a un tavolo per decidere programma e leadership».

LA REPUBBLICA: Con le primarie?
ANTONIO DI PIETRO: «Non siamo contrari alle primarie ma siamo disponibili anche a scelte secondarie, da concordare con i partiti».

LA REPUBBLICA: Se ci fossero, lei sarà uno dei candidati?
ANTONIO DI PIETRO: «L'Idv ci sarà sicuramente: abbiamo le professionalità per partecipare o per appoggiare qualcuno. Solo che il Pd mi sembra che queste primarie non le voglia fare».

LA REPUBBLICA: E se invece si riuscisse a mettere insieme un governo per fare la legge elettorale?
ANTONIO DI PIETRO: «Se qualcuno mi offre uno shuttle per andare sulla luna io ci vado volentieri. Ma non ci sono i numeri per avere una legge elettorale diversa».

LA REPUBBLICA: Lei però la cambierebbe?
ANTONIO DI PIETRO: «Certo, se fosse per noi faremmo collegi elettorali maggioritari di coalizione. Va bene anche il mattarellum. Sa che qualcun altro pensa a un sistema alla tedesca, con sbarramento, magari al 4%. Noi siamo disponibili a ragionare ma vogliamo prima vedere la proposta».

LA REPUBBLICA: Si andrà a votare a dicembre?
ANTONIO DI PIETRO: «A settembre i finiani voteranno la fiducia e il tira e molla andrà avanti finché vorrà Berlusconi. Finché non deciderà che è arrivato il momento di andare a votare».

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