martedì 19 ottobre 2010

Alfano prova a convincere Fini


UGO MAGRI

Fino a domattina Berlusconi se ne starà ad Arcore, e raccontano che sia tutto preso dalla preparazione dei prossimi appuntamenti internazionali (vertice Nato a Lisbona, G20 a Seul). La figlia Barbara lo attendeva a un party con molti invitati vip, ma lui non si è concesso. Gli umori berlusconiani sono un mistero agli intimi, figurarsi per gli americani. Corre voce di ambienti d’Oltreoceano che, cautamente, vanno in giro chiedendo notizie, informandosi con alcuni nostri opinion leader sui possibili sbocchi del duello con Fini... Da Villa San Martino al momento filtra solo un grosso fastidio del premier per i riflettori accesi sulle sue ville, e dubbi tardivi circa l’intervento a gamba tesa di Ghedini per fermare «Report».

Alfano «esploratore»
Nell’attesa che Berlusconi torni a occupare la scena, sarà lui il protagonista. Difatti stasera il ministro presenterà a Fini la «grande, grande, grande riforma della Giustizia» (definizione del Cavaliere), perlomeno nelle sue linee-guida. Dall’accoglienza che il Guardasigilli riceverà a Montecitorio capiremo meglio la sorte della XVI legislatura. Da parte «futurista» per il momento non affiorano veti, anche perché Alfano presenterà la sua riforma a Fini (ma pure a Schifani) come un cantiere aperto, anzi apertissimo. E dunque non si impiccherà su «dettagli» tipo: con quale maggioranza la Consulta potrà bocciare le leggi incostituzionali? Invece si può scommettere che, quando Berlusconi gli chiederà com’è andata, per prima cosa Alfano parlerà del Lodo, e riferirà l’atteggiamento di Fini, sullo scudo processuale.

Big bang nel Pdl
Sostengono gli ottimisti che domani sera, all’Ufficio di presidenza, nascerà il nuovo partito, quanto meno scoccherà la scintilla che dovrebbe portare prima o poi a rivoluzioni tipo elezione democratica dei dirigenti e addirittura del coordinatore unico, l’Erede Designato. Si assiste a un vortice di incontri conviviali, ma soprattutto è in atto una scomposizione delle vecchie alleanze interne che rimodella la mappa del mondo berlusconiano. Prevale la spinta centripeta, la tendenza a cercare compromessi. Addirittura qualcuno vede prendere corpo in queste ore un nuovo grande «correntone» centrale, all’ombra del Cavaliere si capisce, con la benedizione di due personaggi esterni, Letta e Confalonieri. Ne farebbero parte praticamente tutti i berlusconiani di buona volontà: dagli ex-An Gasparri e La Russa fino ai «picciotti» siciliani di Alfano, passando per i pretoriani di LiberaMente. «Macchè correntone», sorridono altri più scettici, «al massimo qui c’è solo il grande attivismo della Gelmini che organizza incontri a tutto spiano... La verità», aggiungono, «è che al Capo di tutta questa agitazione non importa un fico».

Bossi e Casini
Il primo abbassa i toni, il secondo li alza. Al Consiglio federale della Lega prevale la prudenza, tanto che il presidente dei deputati Reguzzoni ora sostiene: se il Tar del Piemonte boccerà Cota, non ci saranno contraccolpi sul governo (esponenti autorevoli del Carroccio sostengono il rovescio). Forse la Lega aspetta il verdetto del Consiglio di Stato, che si pronuncerà stasera. Casini invece sente odore di bruciato, le urne sono sempre dietro l’angolo, e rafforza il profilo centrista dell’Udc: mai, dice, con una sinistra che insegue la piazza.

2 commenti:

Francy274 ha detto...

Bravo Casini, gira al largo dalla piazza.. sei sgradito!

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

PER ME IL SENATUR L'HA CAPITO MEGLIO!