mercoledì 20 ottobre 2010

Corte dei conti sulla crisi economica. “Corruzione dilagante, a rischio le istituzioni”


Lo ha detto il nuovo presidente Luigi Giampaolino per il quale lo Stato ogni anno deve misurarsi con una perdita di 70 miliardi l'anno. In questa situazione appare difficile ridurre le tasse

La politica di bilancio, dopo gli effetti della crisi “deve misurarsi con una perdita permanente di entrate per circa 70 miliardi, di prodotto per circa 130 miliardi e con una spesa pubblica crescente nelle prestazioni essenziali”. Questa la fotografia scattata oggi dal nuovo presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino.

Nonostante la crisi renda “obbligata una linea di attenta gestione di finanza pubblica”, occorre comunque sostenere i redditi più bassi. Lo ha ribadito il nuovo presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino che prosegue: “Un vincolo di nuova natura: la prolungata bassa crescita del Pil che rende difficile conservare obiettivi di spesa espressi in quota del prodotto, soprattutto in una condizione socio economica che alimenta istanze non comprimibili di sostegno dei redditi più bassi e di garanzia delle prestazioni essenziali alla collettivita’’.

“Gli episodi di corruzione e dissipazione delle risorse pubbliche, talvolta di provenienza comunitaria, persistono e preoccupano i cittadini ma anche le istituzioni il cui prestigio e affidabilità sono messi a dura prova da condotte individuali riprovevoli”. Il nuovo presidente evidenzia quindi come “cura” il retaggio di valori dei quali la Corte dei Conti è depositaria: l’onestà degli intenti e dei comportamenti, l’etica del servizio, il corretto agire delle ubblica amministrazione, il perseguimento del bene dell’uomo e della collettivita’’. Valori che “hanno conosciuto e verosimilmente sempre conosceranno offese e offuscamenti, ma hanno sempre finito e sempre finiranno per rifulgere di un loro proprio, nitido splendore”.

Presente alla cerimonia anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni letta per il quale il processo di riconsiderazione dell’assetto dello Stato che porta al federalismo passa attraverso l’operato della Corte dei Conti, “chiamata a indirizzare e controllare l’attività delle Regioni e degli enti locali nell’esercizio delle loro nuove competenze”. Letta ha aggiunto: ”Il Governo, in un contesto di leale cooperazione istituzionale, vede nello svolgimento delle delicate competenze giurisdizionali della Corte un supporto importante, cui ricorrere anche oltre i limiti strettamente imposti dalla legge, ad esempio avvalendosi della facolta’ di avviare alcuni rilevanti provvedimenti al controllo preventivo di legittimita’ della Corte”. Il sottosegretario ha poi salutato la nomina di Giampaolino, “uno dei pochi giuristi che possono vantare una cosi’ profonda conoscenza della Corte” e che sara’ un’”autorevole guida”.