
La commissione Affari costituzionali ha approvato con 15 voti a favore e 7 contrari l'emendamento del relatore Carlo Vizzini al lodo Alfano in base al quale "i processi nei confronti del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio, anche relativi a fatti antecedenti l'assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare".
Hanno votato a favore 13 senatori del Pdl e Lega più il senatore finiano Maurizio Saia e il senatore dell'Mpa. L'opposizione ha detto che con questo emendamento si è creato un mostro giuridico. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha definito le modifiche al Lodo Alfano introdotte al Senato "una vergogna": "Viaggiamo ai limiti dell'assurdo. E' indecoroso e vergognoso pensare di procedere ad una assoluzione per via parlamentare. Faremo le barricate con tutte le forze che abbiamo". "Non ci stupisce, la norma era fatta per quello. E' una vergogna, ora devono spiegare", ha commentato il capogruppo del Pd, Dario Franceschini.
Indignato anche l'Idv: "C'era da aspettarselo. Poco più di cinque minuti. - ha detto il presidente del gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario - Tanto è durato, in commissione Affari Costituzionali, il dibattito sulla riforma della legge elettorale. Poi si è subito passati a quello che era il vero provvedimento importante per il centrodestra: il Lodo Alfano costituzionale. È una vergogna". "E' una scelta sbagliata", ha detto il leader Udc, Pierferdinando Casini.
I finiani hanno confermato che anche alla Camera voteranno l'emendamento Vizzini: "Non condivido affatto le polemiche sulla retroattività del lodo Alfano. - ha chiarito Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia della Camera, ed esponente di Fli - Ed infatti, la finalità del cosiddetto Lodo Alfano costituzionale è quella di salvaguardare la serenità nello svolgimento delle funzioni da parte delle alte cariche dello Stato che, ovviamente, potrebbe essere compromessa nel caso in cui non venissero sospesi processi per fatti antecedenti all'assunzione della carica".
Anche Bersani ha chiamato in causa i finiani, rilevando che il loro 'sì' all'emendamento odierno 'è un elemento di incoerenza". "C'è - dice il segretario di Fli - un grosso deficit di coerenza" da parte del gruppo 'Futuro e Libertà. Ancora più critico nei confronti di Fli il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, secondo il quale il sì dei finiani al lodo Alfano al Senato "smaschera il finto ritorno alla legalità di Fli". "Facciamo un ulteriore, estremo, appello al presidente Fini affinché dica ai suoi al Senato e poi alla Camera di non cedere a questo che oggi sembra un ricatto o una compravendita. Alla Camera vogliamo guardare in faccia uno per uno gli esponenti di Fli", aggiunge Di Pietro parlando con i cronisti a Montecitorio.
''Al di fuori dei casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione - si legge nell'emendamento - i processi nei confronti del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio dei ministri, anche relativi a fatti antecedenti l'assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare secondo le disposizioni della presente legge costituzionale''.
L'approvazione dell'emendamento in questione segue al via libera della precedente proposta di modifica sempre a firma di Vizzini che la settimana passata aveva equiparato presidente della Repubblica e presidente del Consiglio nella tutela dello scudo e inserito fatti e reati anche extra funzionali tra quelli suscettibili di copertura. I lavori della commissione proseguiranno domani e giovedì pomeriggio con l'esame ed il voto sugli emendamenti.
Riforma giustizia. Intanto è iniziato intorno alle 18.30 alla Camera l'incontro tra il ministro Alfano e il presidente della Camera Gianfranco Fini. Alfano illustrerà i punti guida della riforma della giustizia al presidente di Montecitorio. Questa mattina il Guardasigilli ha incontrato il presidente del Senato, Renato Schifani.
(19 ottobre 2010)

1 commento:
E' FINITA LA GRANDE ILLUSIONE! E' STATO SMASCHERATO L'INGANNO DI GIANFRANCO FINI E DI FLI! ADESSO SI CHE SI DEVE DIMETTERE. MA NON LO FARA' MAI!
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