martedì 19 ottobre 2010

Masi respinge le accuse di censura. "Nessuno stop a Fazio-Saviano"


Nessuno stop alla trattativa tra Rai ed ospiti di 'Vieni via con me', il programma di Rai3 previsto in 4 puntate e dovrebbe andare in onda nel tardo autunno affidato a Roberto Saviano e Fabio Fazio. Il direttore generale di viale Mazzini Mauro Masi smentisce "nella maniera più ferma e decisa" quanto contenuto in alcuni articoli apparsi sui quotidiani in merito alla trattativa relativa agli ospiti della trasmissione "Vieni via con me" 1. "Non c'è alcuno stop -sottolinea Masi, in una nota- ma soltanto un doveroso approfondimento portato avanti dagli uffici competenti, come giusto che sia, in merito a richieste economiche per Rai molto significative (in un caso 250 mila euro per una sola puntata)".

"Al riguardo -aggiunge Masi- c'è più che il sospetto che alcune notizie vengano fatte filtrare accampando inesistenti motivazioni politiche per 'forzare' la trattativa economica. Si è comunque fiduciosi -conclude- nel recupero di ragionevolezza e quindi nel buon esito della trattativa stessa".

Ma una secca smentita viene da Lucio Presta, agente di Roberto Benigni (uno degli ospiti "congelati" della trasmissione). "I soldi non c'entrano, Benigni andrebbe anche gratis. La questione dei soldi è una scusa per mettere i bastoni fra le ruote al programma". Questa la ricostruzione di Presta: "Quando sono andato in Rai per aprire la trattativa sulla partecipazione di Benigni a Vieni via con me per la prima volta nella mia vita non ho chiesto una cifra, ma mi sono limitato a chiedere quale fosse l'offerta dell'azienda per la presenza di Roberto. Mi è stata fatta un'offerta e io l'ho accettata subito, senza discutere. Poi ho chiesto se potevano essere conservate le clausole, diritti compresi, che abitualmente vengono inserite nei contratti per Benigni. Mi è stato risposto: ti faremo sapere. Poi mi hanno dato il via libera, fatta eccezione per i diritti su quel passaggio tv che sarebbero rimasti alla Rai. E io ho accettato ancora una volta, dando l'ok alla stipula del contratto. Poi nel pomeriggio mi ha chiamato un importante responsabile dell'ufficio scritture per comunicarmi un'offerta pari a un decimo di quella pattuita, prendere o lasciare: una decurtazione, mi è stato spiegato, chiesta dalla direzione generale. E naturalmente ho lasciato. E' chiaro però che i problemi di natura economica mi sono sembrati una scusa". Da ambienti Rai, però, filtra l'indiscrezione che l'attore avrebbe chiesto per partecipare alla trasmissione, 250mila euro.

Le parole del direttore generale non convincono l'Idv. "Masi stavolta si è superato e ha messo in atto una censura da Oscar - afferma il portavoce IdV, Leoluca Orlando - Chi ha paura di un simbolo della lotta a tutte le mafie come Roberto Saviano? Anche un premio Oscar come Benigni non ha diritto di essere ospitato in Rai e lo si lascia senza contratto. Garimberti e Zavoli intervengano, con Masi l'azienda ha letteralmente toccato il fondo".

Anche Farefuturo critica l'agire di Masi, allargando il giudizio sullo stato dell'informazione italiana. "A guardare in faccia gli scherani di Silvio Berlusconi li vedi terrorizzati da qualsiasi voce alternativa. E allora hanno attaccato qualsiasi nemico potesse dar fastidio al manovratore". Filippo Rossi, direttore di Ffwebmagazine, ricorda i casi Boffo, sottolinea il "massacro mediatico" di Fini. Poi arriva ad Annozero di Michele Santoro. "Adesso stanno cercando di togliere l'ossigeno alla trasmissione di Roberto Saviano. Non sopportano chi spariglia le carte, non sopportano chi vuole ragionare senza obbedire. Non sopportano che vuole raccontare il paese che è e non per quello che vorrebbero loro. Non sopportano la complessità" attacca Rossi.

(19 ottobre 2010)



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