
DI TIZIANO TONIUTTI
La manifestazione dei metalmeccanici? "Insieme a un possibile sciopero generale è una risposta moderna, come stanno dimostrando anche in Francia". I veti di Casini a un accordo? "Mi addolorano, perché lo stimo molto e così non si riesce nemmeno a iniziare a discutere". La macchina del fango? "E' da tempo che opera, e io ne so qualcosa". Non si sottrae Nichi Vendola alle migliaia di domande dei lettori di RepubblicaTv, ospite in studio di Massimo Giannini. I temi vanno dalle condizioni del Paese alla modernità di una manifestazione come quella della Fiom, vista come piattaforma per ripensare il centrosinistra. E poi il welfare come idea dell'Europa, lo sciopero generale, i precari della scuola, la tv tra Santoro e Masi, Ghedini e Gabanelli.
L'Italia smidollata di oggi. "Siamo di fronte a un guasto non solo del vertice, ma dell'intero paese" attacca Vendola,"Un virus che corrode lo spirito pubblico. Il problema non è solo Berlusconi e il berlusconismo, ma appartiene alla cultura e all'immaginario, non c'è reazione adeguata a quello che accade". E il fango travolge l'Italia, come "artiglieria per colpire gli avversari che tracima dal palazzo del regime". Ma come sta il Paese? "Se il premier considera Putin un dono di Dio e interloquisce con Gheddafi, la fotografia che ne viene è un paese a rischio, smidollato, disossato. Che meriterebbe un'alternativa seria". Il pericolo viene "Non solo da Berlusconi, che è solo un pezzo del meccanismo, su cui peraltro i giornali devono fare il loro lavoro": il cuore del problema secondo Vendola è "la macchina del berlusconismo, che produce modelli culturali".
La manifestazione della Fiom. Violenze alla manifestazione del 16 ottobre non ce ne sono state. E su questo Vendola risponde ampliando il discorso: "Quelli di Maroni sulle possibili violenza non erano allarmi, erano desideri. Si costruisce un'immagine per cui il dissenso sociale manifestato pacificamente rappresenta automaticamente un problema di ordine pubblico. E si costruisce una campagna per cui le posizioni della Fiom diventano eversive a prescindere", ma un allarme violenza ha comunque un peso. "I 'cattivi' ci sono ma non sono in quella piazza", argomenta vendola spostando il riflettore su luoghi diversi: "I cattivi sono nei palazzi in cui si pensa che il lavoro sia un principio arcaico, e che vada liberato da una serie di tutele e diritti conquistati negli anni, come la legge 626. E domani probabilmente il parlamento voterà quello che potremmo chiamare un 'processo breve' per i lavoratori: i licenziati non avranno più diritto a un giudice, ma entreranno nel campo dell'arbitrato. L'italia non è più una Repubblica basata sul lavoro: diventa una Repubblica televisiva basata sul licenziamento".
Gli attacchi alla Cisl. "E' difficile per mondi complessi irregimentare chi vuole esprimere le proprie idee. Ma attaccare e aggredire una sede sindacale è comunque deprecabile, non ci può essere esitazione nel condannare un atto di violenza". Questa la posizione del Governatore sui recenti attacchi a sedi e manifestazioni del sindacato di Bonanni. "Quando si pensa che altri interlocutori sindacali stiano sbagliando bisogna rilanciare il dialogo. Siamo di fronte a una partita decisiva per la storia democratica del paese. E' ora, in questo momento, che dobbiamo parlare con lavoratori e lavoratrici, guai se rinunciassimo all'idea di un'unità sindacale". Ma le posizioni della Cisl nella vicenda di Fiat e degli operai di Pomigliano è materia diversa. "La solidarietà alle sedi Cisl non può essere una convergenza su quello che dice Bonanni della manifestazione Fiom: non era solo un atto politico. Se un sindacato non difende i diritti di base, se non guarda lo stato del lavoro in Italia, se non rilancia sull'innovazione ma pensa di ridurre solo tutele e diritti, rischia di diventare un pezzo di parastato". La piazza di sabato 16 ottobre a Roma è insomma una piattaforma: "
La tv e il paese. La politica secondo Vendola "E' silente, un silenzio che rimbomba. La destra pensa che solo l'impresa privata possa fare l'industria, e di fronte ai problemi del paese Berlusconi pensa alla televisione, a Santoro, a Report". E poi si scivola sempre verso altri temi, che non sono quelli chiave: "Dovremmo sapere che rapporti ha Berlusconi con le banche e le società off shore, queste sono le domande a cui dobbiamo ottenere risposta. Non per farci i fatti suoi, violando una privacy che io rispetto, ma perchè l'uomo più ricco d'Italia, il premier, deve delle spiegazioni al popolo" se viene accusato di rapporti opachi con il mondo dell'economia.
Masi. "Il dg non ne sbaglia una. Stasera va a Porta a Porta per attaccare AnnoZero, che dovrebbe esse un fiore all'occhiello del servizio pubblico. Nello stesso giorno scopre che bisogna avere cautela in tv, dopo due mesi di costruzione del turismo dell'orrore sui fatti di Avetrana, con la lente d'ingrandimento televisiva su personaggi e scenari". Conclude Vendola: "Credo che il direttore generale stia facendo male il proprio mestiere e non difenda le ragioni del servizio pubblico".
Il Pd in piazza. "In questi giorni non ho voluto rispondere alle domande sul Pd in piazza con
Lo sciopero generale. Prosegue Vendola, sull'eventualità di uno sciopero nazionale di tutte le categorie. "Guardiamo cosa succede in Francia, cosa è moderno, la caccia agli zingari o gli scioperi che in nome del welfare bloccano quel paese? Arcaica è la caccia al rom, arcaico è quando la vita non vale niente. Ma l'idea che guida le proteste popolari in Francia è moderna perchè fondativa di un'altra idea di Europa. L'Europa è la rivoluzione francese e il movimento operaio: due cose che hanno messo in piedi il welfare. Se L'Europa nel nome della crisi e della recessione si indebita per salvare le banche, e poi presenta il conto ai ceti popolari chiedendo che sia il welfare a caricarsi il peso della ripresa, stiamo andando in un altro continente rispetto a quello che abbiamo conosciuto".
I 150mila precari della scuola. "L'anno scorso e quest'anno ho messo 25 milioni di Euro e ho impiegato 25mila precari licenziati dalla Gelmini, su un progetto mirato alle scuole più povere nei quartieri a rischio, nelle aree periferiche. Una struttura che ha lavorato come un esercito sul tema dell'apprendimento dei bambini". Vendola sottolinea l'arretratezza di alcune zone del Paese: "Il problema oggi non è solo il Digital Divide, ma anche che in alcune parti d'Italia che i bambini non leggono e non scrivono". "E' un progetto della Puglia che altre regioni stanno seguendo: Il berlusconismo ha iniziato a vincere quando la scuola ha iniziato a perdere. Per sconfiggere il berlusconismo bisogna rimettere al centro la scuola pubblica, l'Università, la ricerca e l'innovazione. E i precari sono quelli che l'istruzione pubblica l'hanno tenuta in piedi, patendo ogni giorno la condizione della scuola. I precari sembrano i colpevoli della precarietà, ma in realtà sono le vittime, come i poveri sono vittime della povertà".
Il mondo politico e le compatibilità. Sulle alleanze, Vendola è chiaro: "Il centro e la sinistra si devono alleare. Il berlusconismo è una forma di oltranzismo di destra. E l'egemonia culturale di un nuovo centrosinistra può venire dal rimettere al centro il lavoratore e non farlo sentire come merce. Questo è tutto". Ma cosa dice il centro? Pierferdinando Casini, presidente dell'Udc, ha dichiarato che Vendola è persona stimabilissima ma in netto contrasto con le possibilità di un'alleanza. Risponde Vendola: "Mi addolora il modo di interloqure di Casini, che stimo, ma non entra mai nel merito delle questioni. Mi sono posto il problema su come è oggi la vita di chi ha manifestato per il family day, e con quelli dobbiamo interloquire. Dobbiamo iterlloquire con il popolo delle partite Iva, illuso e ingannnato da Berlusconi. Il popolo della Fiom parla della vita, di un debito economico che precipita sulle giovani generazioni. L'ergastolo è "fine pena mai", la condizione dei giovani oggi un sociologo la descriverebbe con le parole "lavoro mai". Discutiamo dell'Italia, dei soggetti che emergono da questa buia notte del paese, per offrire delle soluzioni. Discutiamone e tiriamo fuori un disegno vincente". Ma il centrosinistra non può vincere senza rivendicare un elemento di qualità a partire dal linguaggio: la destra l'ha avvitato sulla barbarie anche comunicativa".
Le primarie. C'è chi chiede a Vendola di farsi sponsor di Bersani, chi invece dice di sbaragliare tutto. "Ho letto di tutto, ho subito un bombardamento mediatico incredibile quando mi dicevano che avrei fatto vincere la destra in Puglia", risponde il Governatore, "ma io Fitto, che è un'estensione di Berlusconi, l'ho battuto, in una regione che è un vero e proprio laboratorio per la destra. Dicono che si vince al centro, ma cos'è il centro? Io sento solo un'incredibile domanda di cambiamento, non pretendo di incarnarla, ma so anche che il centro sinistra viene percepito come un agglomerato di cose vecchie. Le primarie sono uno strumento per ritrovare un popolo, rudimentale e rozzo, per recuperare un popolo e una politica.
(18 ottobre 2010)

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