

Il Pd dovrebbe presentare una mozione di sfiducia contro Sandro Bondi dopo il crollo della Schola Armaturarum 1. E' quanto si apprende da fonti del partito e del gruppo parlamentare. Dopo l'intervento in Aula del ministro, confermato dallo stesso Bondi per mercoledì prossimo, il Pd deciderà il da farsi. Ma sia nel gruppo che nel partito si dà per scontata la presentazione di una mozione di sfiducia individuale.
"Il Gruppo del Partito Democratico ha chiesto che il governo venga urgentemente a riferire in Aula sui vergognosi fatti di Pompei. Stiamo attendendo la risposta da parte del ministro Bondi ed è evidente che la gravità dei fatti fa ritenere che tra le cose possibili all'esito della informativa vi sia una mozione di sfiducia che naturalmente valuteremo insieme agli altri gruppi parlamentari", ha detto stamattina il presidente dei deputati del Pd, Dario Franceschini.
La risposta di Bondi non si è fatta attendere: "Sulla base della richiesta del Pd di riferire al Parlamento, mercoledì mi presenterò alla Camera dei deputati per spiegare ciò che è accaduto a Pompei e quello che è necessario fare nel futuro, con serietà e senza scaricare la responsabilità su nessuno". L'informativa è prevista alle 11.
Anche l'Udc critica con forza l'operato (o meglio i mancati interventi) di Bondi: "Dovrebbe dimettersi da coordinatore del Pdl per fare meglio il ministro dei Beni culturali - afferma il deputato e membro della commissione Cultura della Camera, Enzo Carra - Bondi nella sua carriera di ministro ha tollerato e chinato il capo ai tagli di Tremonti. Non si può dire che il ministero dei Beni culturali abbia brillato per iniziative". Quanto alla vicenda di Pompei, per Carra "è la metafora di una nazione e la carta d'identità di questo governo. Io non cerco mai un caprio espiatorio perché in questo paese è difficile e forse sono troppi".
Anche i finiani dicono no al doppio incarico, che avrebbe impedito a loro giudizio a Bondi di esercitare al meglio la sua importante funzione di ministro. "Anche per il mondo culturale - si legge in un articolo pubblicato su Ffweb, il magazine online di Farefuturo - si è deciso di procedere con effetti annuncio, maquillage di marketing, ma i problemi non sono stati toccati. Ed ecco quindi le vergogne dei disastri di Pompei e Roma".
"Ma come giustamente ricorda il capo dello Stato, 'chi ha da dare delle spiegazioni non si sottragga al dovere di darle al più presto e senza ipocrisie'. Speriamo non parta la solita politica dello scaricabarile (anche se qualche segnale è già giunto). Qui non vi sono solo responsabilità tecniche, ma politiche. E quando si raggiunge questo livello il dado si deve trarre. Bondi, oltre a trovare giustificazioni, ha detto che se fosse colpa sua si dimetterebbe. Lo rimettiamo al suo tribunale interiore, alla sua coscienza".
(08 novembre 2010)

1 commento:
MAGARI!
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