

"Discorso deludente e tardivo, sono parole senza prospettiva". Duro il commento di Gianfranco Fini al discorso prouninciato da Silvio Berlusconi alla direzione del Pdl. Parole che coronano le reazioni dei fedelissimi del presidente della Camera. "Discorso deludente figlio della debolezza, domenica si decide ma nulla può restare come adesso" dice il capogruppo di Fli Italo Bocchino. Oggi il Cavaliere ha sfidato i finiani: "Pronti a patto di Legislatura ma diteci subito se volete andare via. Nel caso la sfida è nelle urne". E Bocchino, annunciando l'arrivo di circa 1000 circoli della Libertà, replica: "Ha riconosciuto l'esistenza della terza gamba nel Pdl? A Napoli si direbbe 'e ci voleva la zingara?'. Berlusconi ha dovuto prendere atto della realtà, di una realtà che esiste dal 29 luglio e che è certificata dai numeri". Quanto alla minaccia elettorale il dirigente finiano non ha dubbi: "Le urne? decide il capo dello Stato". D'altra parte Bocchino già in mattinata aveva avvertito: "C'è una maggioranza alternativa per fare le riforme". Negativa anche la reazione di Adolfo Urso, coordinatore del comitato promotore di Fli: "E' una reazione chiaramente difensiva, non completamente consapevole dei problemi e delle aspettative degli italiani. In questo senso la giudichiamo deludente". Unanime la reazione della maggioranza. "Discorso di grande apertura" dicono i ministri Gelmini e Matteoli. "Con Fli si apre una competizione positiva" rincara Sandro Bondi. Durissimo Antonio Di Pietro. "Berlusconi parla di vendetta mafiosa? Visto le sue frequentazioni direi che è un regolamento di conti"
L'incontro a sorpresa. Intanto all'Altare della patria, a sorpresa, Berlusconi si sfoga con Gianfranco Fini. Berlusconi sembra rivolgersi all'amico e non all'avversario politico: "E' incredibile", si carpisce delle prime battute della conversazione. Il leader di Fli ascolta con attenzione mentre annuisce con il capo.
Il Cavaliere si lascia andare: muove le mani mentre spiega le sue ragioni. "E' maggiorenne", dice ancora Berlusconi e poi aggiunge la parola "incensurata". Tutti riferimenti che lasciano pensare che il riferimento sia ad una delle protagoniste femminili di queste vicende. Di certo non si tratta di colloqui formali dovuti alla circostanza. Fini risponde ed ascolta il premier che continua a parlare. Poi il discorso cambia, Berlusconi fa anche un riferimento "alla maggioranza" ma arriva Napolitano per le celebrazioni e il colloquio, durato un paio di minuti, si interrompe.
(04 novembre 2010)

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