

ELEONORA BIANCHINI
Maroni annuncia che l'anno prossimo il decreto Pisanu non verrà più rinnovato. Ma rimane l'obbligo di identificazione per chi si collega da una rete pubblica
L’annuncio del mancato rinnovo del decretoPisanu al 31 dicembre è stato accolto da grida di giubilo da parte della politica, ma per il mondo di Internet si tratta di tanto rumore per nulla. Almeno fino all’approvazione del nuovo testo di legge.
In vigore dal
Nessuna ombra e ovazioni bipartisan, al contrario, nel mondo della politica. Per la maggioranza le dichiarazioni di Maroni sono l’approdo ufficiale alla Rete libera, mentre l’opposizione accoglie con favore i propositi del governo. “Il wi-fi libero? E’ una promessa mantenuta, non un decreto Pisanu camuffato: il governo ha mantenuto la parola e ha deciso di abolire la burocrazia cartacea relativa all’identificazione degli utenti”, spiega Antonio Palmieri, responsabile Web del Popolo della Libertà. “Non ho ancora visto il testo che è al vaglio degli esperti”, prosegue Palmieri, “ma l’uso della carta di identità è superato. Siamo alla ricerca di sistemi moderni e tecnologici che permettano di individuare il dispositivo in caso di reati di pedofilia e terrorismo”. Il piano B di nei progetti del governo non prevede più la fotocopia del documento di identità ma la sim card, che tuttavia taglia fuori, ad esempio, i turisti. Quelli insomma che più di altri avrebbero bisogno di usare hot spot e connessioni libere. “Quello della sim è solo un passaggio di transizione, poi troveremo una via anche per gli stranieri. Ciò che importa è ridurre a impatto zero il cartaceo”. Quale sia poi il mezzo è ancora un mistero. E non è chiaro se gli esercenti dovranno mantenere il registro degli accessi.
Fiducioso delle prospettive di liberalizzazione è anche Paolo Gentiloni del Partito Democratico che insieme a Luca Barbareschi (Futuro e Libertà), a Linda Lanzillotta (Api), Udc e Italia dei Valori aveva presentato una proposta di legge bipartisan per l’abolizione dell’articolo 7: “Maroni ha emesso un comunicato con la promessa di non reiterare il decreto Pisanu e ha avvisato che è in corso la preparazione di un decreto ad hoc che non sarà più limitante rispetto a Internet. Sono soddisfatto delle promesse ma voglio vedere il testo. So che il governo sembrava orientato a introdurre un regime diverso per l’accesso pubblico e gli esercenti, tuttavia Maroni ha rinviato la comunicazione per approfondimenti tecnici. Se la promessa verrà mantenuta saremo i primi a rimettere nel cassetto la proposta abrogativa. Per ora la teniamo in piedi”. Certo, l’identificazione rimarrà il principio cardine per l’uso del wi-fi anche con l’abrogazione dell’articolo 7. “E’ un bene che comunque avvenga senza richiedere alcun particolare adempimento da parte dell’utente con l’uso, ad esempio, della sim. Ed era ora di abolirlo: anche secondo lo stesso Pisanu, il bilancio di questi anni non ne ha dimostrato l’efficacia nella lotta al terrorismo e lui stesso sarebbe il primo ad opporsi alla sua proroga. In più ha solo creato caos sulla possibilità del wi-fi”. Eppure anche il centrosinistra di Giuliano Amato era stato complice della sua proroga nel 2007 perché, secondo le valutazioni dei tecnici di allora, “non era ancora chiara la sua inutilità”, conclude Gentiloni. Oggi questo è stato appurato visto che i dati raccolti negli internet point e con il blocco del wi-fi non si sono rivelati dirimenti nella lotta al terrorismo. Eppure l’identificazione in Rete, per la politica nostrana, rimane il leit motiv di qualsiasi riforma che riguarda Internet.

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