lunedì 8 novembre 2010

Le risposte di Fini


di Antonio Padellaro

Per sancire, sul serio, la fine della Seconda Repubblica imperniata su Berlusconi e sul berlusconismo (come annunciato dai suoi colonnelli) oggi, a Perugia, Gianfranco Fini non potrà evitare due questioni essenziali. La prima riguarda l’attuale premier, il caso Ruby e il comune senso della decenza politica. “Chi fa certe cose non può restare a Palazzo Chigi”, ha dichiarato il leader pd Bersani uscendo finalmente dal riserbo sugli scandali sessuali di B. Sui convogli di ragazze reclutate per i piaceri del satrapo ci ride appresso il mondo intero: una realtà che la terza carica dello Stato non potrà liquidare tanto facilmente. Rivolgendosi a una platea formata soprattutto da giovani, come potrà Fini confermare l’appoggio a un governo guidato da un siffatto personaggio?

Fini non potrà neppure evitare di rispondere all’accusa di complicità che i berluscones gli rinfacciano riguardo a tutte le leggi (comprese quelle ad personam) da lui votate, sempre, nel quindicennio trascorso. È apprezzabile che non voglia più farlo. Ma non basta. Dica di aver sbagliato e si faccia promotore di un’iniziativa parlamentare per abrogare le più nefaste. Infine: se intende chiudere con il passato potrà restare Fini presidente della Camera? Lasciare quella poltrona alla mercè del nemico in rotta potrebbe essere un errore politico. Ma un grande gesto simbolico.

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

L'INIZIATIVA DI ABROGARE TUTTE LE LEGGI 'AD PERSONAM' NON L'HA AVUTA. NON HA MANIFESTATO ALCUNA INTENZIONE DI LASCIARE LA PRESIDENZA DELLA CAMERA.
MA NON POTEVA FARE, IERI, LE DUE COSE RICHIESTE DA PADELLARO: FINI E' UN POLITICO BRAVISSIMO TATTICO CHE STA DIMOSTRANDO DI AVERE ANCHE UNA STRATEGIA.
NON E' POCA COSA.