lunedì 1 novembre 2010

Ruby, interrogato il questore di Milano E lei dice: "Non ho paura della giustizia"


Nel giorno del suo diciottesimo compleanno Ruby, la giovane di origine marocchina al centro dell'inchiesta scandalo condotta alla procura di Milano 1, festeggia a Portofino e dice: "Al pm ripeterò quello che ho già detto, non ho paura della giustizia". Dunque Karima El Mharoung, questo il suo vero nome, continua a mostrare sicurezza mentre il suo avvocato Massimo Dinoia chiede tranquillità: "Non ha ricevuto alcuna convocazione per questa settimana negli uffici del tribunale milanese dice il legale - e ha solo bisogno di una boccata d'aria".

Una richiesta, la sua, difficile da accogliere, dopo il polverone che si è sollevato in particolare sull'intervento a favore della ragazza trattenuta in questura con l'accusa di furto. Proprio su questo aspetto (e su altri) riferirà il ministro dell'Interno Roberto Maroni mercoledì in Parlamento. Stamattina intanto nella caserma a poca distanza dal tribunale di Milano è stato ascoltato come testimone il questore Vincenzo Indolfi - presente anche Ilda Boccassini come procuratore aggiunto. Il funzionario, per due ore e un quarto, è stato chiamato a ricostruire come andarono le cose quella sera del 27 maggio negli uffici di via Fatebenefratelli. Due giorni fa erano stati ascoltati il capo di gabinetto e il commissario capo che si occuparono dell'identificazione di Karima e che ricevettero la telefonata che ne chiedeva l'immediato rilascio in quanto - si diceva - la giovane veniva identificata come nipote del presidente egiziano Hozny Mubarak.

Se dalle stanze della Procura non trapela nulla, la giovane torna a parlare. "Non significa molto avere compiuto 18 anni, perché io mi sono sempre sentita donna. Donna e basta, né bambina, né ragazza. Donna. E ho sempre badato a me stessa". Karima spiega: "Di quello che dice la gente non mi importa nulla, possono chiamarmi come vogliono, darmi dei 'titoli'. In Marocco si dice: chi pensa a ciò che dice la gente non si riempie il piatto. E io la penso esattamente così".

La ragazza, raggiunta al telefono dall'agenzia di stampa Agi, dice di trovarsi a Portofino: "Sono qui, in un posto tranquillo, bellissimo, insieme ai miei amici, persone che mi vogliono bene. Milano è una città che in questi giorni è meglio non frequentare..." ironizza. E assicura: ieri non è stata sentita dai pm milanesi.

"ho già parlato con loro - spiega Karima - se vorranno risentirmi lo faranno. Ci andrò e ripeterò quello che ho già detto. Non ho altro da aggiungere. E non ho paura della giustizia italiana né della giustizia in genere. Perchè l'unico che può giudicare è Dio". Quanto all'attesa festa di compleanno, spiega: "Ho fatto festa la notte scorsa. Festeggerò stasera e tutti i giorni a venire. E le settimane a venire. Per me la vita è una festa".

Nel frattempo Niccolò Ghedini, legale del premier e parlamentare Pdl, annuncia querele a Repubblica. "Mi si accusa 2 2 espressamente di aver commesso gravi reati quando invece nella massima trasparenza, alla presenza di colleghi e collaboratori, mi sono limitato a svolgere quelle attività che la legge prevede".

(01 novembre 2010)

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

QUANDO SI DICE "MIGNOTTOCRAZIA"!