

di Furio Colombo
Grazie alla diretta di Sky, ho visto e ascoltato il discorso di Berlusconi a conclusione della sua “direzione nazionale”. Come le inquadrature mostravano, per Berlusconi “direzione nazionale” di un partito politico è una platea schierata che fa tutto ciò che devono fare le comparse: applaude quando deve applaudire, ascolta con il viso proteso in alto, verso il capo, scatta in piedi al momento giusto.
Ma la televisione non è il cinema.
L’occhio impassibile della telecamera ti fa vedere chi non applaude (non pochissimi, ma, ovviamente niente nomi, Berlusconi è vendicativo). Al capo farà piacere sapere che Gasparri iniziava l’applauso sempre un attimo prima e finiva sempre per ultimo e così forte che ti sembrava di udire, distinto, il suono pesante del suo “clapping”.
L’atmosfera però era drammatica. Vedevi benissimo che i membri di quella disciplinata legione detta “direzione nazionale”, si rendevano conto che il discorso era disperato.
Molti devono avere capito che il regime è già entrato in una affannata fase finale in cui la parola “popolo”, benché usata con piglio da golpe, risuonava come una invocazione.
La frase che spinge i gerarchi a scattare in piedi, è questa, la più estranea alla legalità costituzionale:
“lo dico chiaramente: se volete archiviare Berlusconi dovete chiederlo al popolo, non potete farlo con una congiura di palazzo e non potete farlo perché gli italiani non ve lo permetterebbero”.
Poco prima aveva detto: “Noi e
Aveva ragione Veronica Lario. Berlusconi non sta bene e avrebbe bisogno di amici.

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