La controffensiva degli avvocati di B.
Le verità doppie di Ruby e Mora
di Gianni Barbacetto e Antonella Mascali
La controffensiva dell'avvocato Niccolò Ghedini per far dimenticare il bunga-bunga è composta di 29 verbali che raccontano un’Arcore da favola, con feste tranquille, cene composte, ospiti educati, buona musica e un tocco d’allegria, ma senza esagerare. E un padrone di casa sobrio e gentile, ma soprattutto generoso: tanto da aiutare con migliaia di euro le povere ragazze in difficoltà. Niente sesso, per carità.
La favola del benefattore di Arcore, dipinta dal maestro Ghedini da Padova, contrasta in maniera così stridente con quanto raccolto dai magistrati della procura di Milano, da sembrare il Paradiso in contrapposizione all’Inferno. Eppure nelle due cantiche, quella della difesa e quella dell'accusa, i personaggi sono gli stessi.
Ruby, innanzitutto, ovvero Karima El Mahroug, ospite minorenne delle feste di Arcore. “Ho conosciuto l’onorevole Berlusconi in data 14 febbraio 2010. Quel giorno sono stata invitata da Lele Mora a presenziare a una cena”. Arriva ad Arcore in auto, a bordo c’è anche Emilio Fede. “Non ho avuto alcun tipo di rapporto sessuale con l’onorevole Silvio Berlusconi”. Niente soldi in cambio di sesso, ma “ho ricevuto da lui, come forma di aiuto, vista la mia particolare situazione di difficoltà, alcune somme di denaro (nonché qualche regalo)”. “Ho detto di avere 24 anni, di essere di nazionalità egiziana... di essere figlia di una nota cantante egiziana e nipote del presidente Mubarak... ripudiata dalla mia famiglia di origine dopo che mi ero convertita al cattolicesimo”.
Tutta un’altra musica nelle telefonate di Ruby intercettate dai magistrati. “Ascolta una cosa. Mi sono sentita con lui”, dice Karima al suo “fidanzato” Luca Risso il 7 ottobre 2010. “Lui! Lui... luiiii, Gesù... M’ha chiamato proprio tre minuti fa, poi dopo m’ha chiamato Rubba. Mi ha detto cheeee, s’è sentito con con Lele (Mora), che io ho fatto, ho scritto tutte le cose, con l’avvocato, e m’ha dettoooo che ha saputo che ho ho detto tante cose. Le ho detto, guarda, io ho detto tante cose, ma ne ho nascoste tantissime... Mi fa, ma noi non siamo in pericolo, noi siamo in difficoltà, mi fa, però sono cose da superare. Le ho detto sì, però io ti volevo fare un’altra domanda, le ho detto, che è quella che m'interessa di più. Mi fa, dimmi, le ho detto, cioè, io voglio che almeno da tutta questa situazione io ne esca con qualche cosa... Lui fa, è normale...”.
Lui, il “Gesù” a cui Ruby si è convertita, le dice che “è normale” che la ragazza “esca con qualche cosa” da questa storia di racconti e ritrattazioni, ricatti e menzogne. Il giorno prima, 6 ottobre, Ruby era stata sotto-posta a uno strano “interrogatorio” da un misterioso “avvocato”: interrotto, secondo quanto racconta al telefono Luca Risso, a un punto delicato: “Lei è su, che si son fermati un attimino perché siamo alle scene hard con il Pr... con con una... con la persona”.
“La cosa più oscena che si faceva era cantare”, dichiara invece Lele Mora. Eppure nel racconto addomesticato e perfetto dei testimoni di Ghedini resta una contraddizione plateale: Mora dichiara di aver conosciuto Ruby ad Arcore, ma nel 2009, non nel 2010. La ragazza allora aveva 16 anni. È quanto ha testimoniato, sotto giuramento, anche il carabiniere Floriano Carrozzo, che aveva frequentato Ruby, la quale gli aveva anche detto che Silvio era a conoscenza della sua vera età.
Più lunga la testimonianza giurata di Nicole Minetti, soubrette tv e consigliere regionale. Racconta di aver conosciuto Ruby “alle cene di Arcore”. E di essere poi stata chiamata dalla escort brasiliana Michelle Oliveira in questura, il 27 maggio 2010, dove Ruby era stata fermata per furto. Quella sera “ho appreso con grande stupore che Ruby, la quale aveva detto a noi che aveva 24 anni... in realtà era ancora minorenne”. Poi offre una spiegazione perfetta alle dicerie sul bunga-bunga: è Michelle a riferirle che Ruby le aveva raccontato della lap dance ad Arcore, degli spogliarelli, dei soldi ricevuti. “Mi disse altresì che la ragazza era una bugiarda cronica e che a suo parere faceva uso di sostanze stupefacenti e che lei riteneva che si prostituisse”.
La generosità del Capo è testimoniata da Giuseppe Spinelli, il ragioniere che tiene il portafoglio personale del presidente del Consiglio. “Il dottor Berlusconi spesso mi invia delle persone bisognose, da lui conosciute anche in tempi remoti”. Su mandato del Capo, Spinelli regala alla ragazza 8.500 euro in tre tranche. Poi subisce i continui assalti di una aggressiva Karima sempre a caccia di soldi e le dà gli spiccioli per il taxi o poco più, 100, 300 euro.
Se per Nicole Minetti l’atteggiamento di Silvio è “affettuoso e corretto”, per Licia Ronzulli, l’infermiera diventata parlamentare europea, è “rispettosamente galante e ospitale”. Per la soubrettina Maria Ester Garcia Polanco è “gentile e interessato a tutti”, “protettivo e paterno”. Per Mariarosaria Rossi, deputata Pdl, è un uomo “molto stanco” che organizza cene innocenti. Eppure nelle telefonate intercettate diceva a Emilio Fede: “Ah che palle che sei, due amiche, quindi bunga-bunga, 2 de mattina, io ve saluto eh?”.
Ha fatto un bel lavoro, Ghedini. Ed è stato rapido e preveggente: ha cominciato le sue indagini difensive il 21 ottobre, cinque giorni prima che il nome di Ruby finisse sui giornali.


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