venerdì 28 gennaio 2011

Minetti e le altre, mignottocrazia vista dall’interno. Nel segno di Mara Carfagna


DAVIDE VECCHI

Per Nicole Minetti l’esempio politico è Mara Carfagna. Entrambe ballerine con un passato nelle trasmissioni Mediaset, entrambe lanciate da Silvio Berlusconi nel Pdl. Minetti, igienista dentale oggi consigliere regionale, pensa al suo futuro al parlamento italiano. Gliel’ha promesso il premier, come aveva promesso l’elezione alle prossime comunali di Milano a Barbara Faggioli. Le due sono amiche, parlano frequentemente e in una delle conversazioni intercettate si confrontano sul loro futuro.

La telefonata è del 20 agosto 2010, quando Ruby era ancora una marocchina sconosciuta e il bunga bunga era noto solo a chi vi partecipava. Politicamente il problema era rappresentato dall’addio di Gianfranco Fini al Pdl e dalla denuncia dei Radicali contro le firme false presentate per le liste di Roberto Formigoni. Nicole Minetti e Barbara Faggioli potevano ancora credere nelle promesse che “papi” aveva loro fatto. Così parlano liberamente di futuro e speranze.

Parlando di politica la Minetti dice di essere fortunata perché ha fatto un po’ di gavetta. Faggioli sembra poco convinta e l’igienista dentale ribatte: “Non pensare che Mara ne abbia fatta tanta di più”. Al ché l’altra risponde: “Ma stai scherzando? Prima di diventare ministro è stata un anno in Parlamento”. Insomma, Carfagna ha una grande esperienza romana. Prosegue Faggioli: “Non è una questione di gavetta o meno, te l’assicuro. Io, in questi giorni che son stata con lui, anche al telefono a Giancarlo (l’onorevole Serafini, ndr) ‘mi raccomando seguimele tu; seguimele tu perché lei e la Nicole le voglio portare lì’”. E’ lecito dunque fare progetti e la valletta di Canale 5 è informata. “Le regionali sono tra cinque anni, e non penso che ho la voglia di aspettare”, dice. “A trent’anni. No, no. Le parlamentari (elezioni politiche, ndr) o son tra due anni e mezzo o sono adesso o sono di nuovo tra cinque anni per me; quindi io devo sperare di entrare adesso o tra due anni, senno devo proprio cambiare strada”. Anche perché il posto in Consiglio comunale che Berlusconi le ha garantito non è il massimo per Faggioli, lei punta più in alto. “Che cazzo faccio sto in Comune per altri cinque anni? A guadagnare 600 euro”. Meglio il parlamento in effetti.

Ma la politica a Minetti non interessa. Non vuole andare a Roma. “Io sto troppo bene a Milano, me ne sto lì dove sono (al consiglio regionale della Lombardia, ndr), sto da Dio”. A Roma “alla fine guadagnerei uguale, perché guadagni duemila euro in più, chi se ne frega per duemila euro”.

Eppure l’ex valletta Mediaset ai giornali dice di essere “innamorata della politica”. In un’intervista pubblicata da Il Giorno il 24 ottobre 2010, due giorni prima delle notizie sul caso Ruby, Minetti definiva il suo primo impatto con il mondo dei Palazzi “bellissimo, mi piace la politica, la trovo appassionante”. E’ un lavoro impegnativo “ci sono tanti argomenti da trattare e bisogna essere sempre aggiornati, studiare e ancora studiare”. Ancora: “Ogni giorno c’è qualche difficoltà da affrontare, testa bassa e grande impegno”. L’intervista, con altre di simile tenore, è pubblicata nella rassegna stampa del sito www.nicoleminetti.it aggiornato fino al 24 novembre. Perché da allora i giornali riportano articoli che raccontavano tutta un’altra Minetti. Emergono i rapporti con le persone che hanno partecipato alle serate ad Arcore, il suo interessamento per la gestione degli appartamenti di via Olgettina 65, Milano 2, per conto delle ragazze del bunga bunga, il suo impegno costante per il pagamento di fatture, cure mediche e bollette varie delle giovani ospiti del premier attraverso il tesoriere di fiducia del Cavaliere, Giuseppe Spinelli.

2 commenti:

L'angolo di raffaella ha detto...

Ma queste ragazze, non ce l'hanno i genitori???

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Sono anche peggiori delle figlie, di quelle figlie.