

Sul "Ruby-gate" il Pdl cambia strategia.
Forti dei numeri con i quali ieri è stata bocciata la mozione di sfiducia al ministro della Cultura Sandro Bondi, la maggioranza tenta quindi il tutto per tutto adottando una linea che potrebbe portare, alla fine, anche alla nullità di tutti gli atti messi in essere dalla procura di Milano. Questo, in estrema sintesi, il quadro che si sta delineando.
La maggioranza, insomma, non teme più il voto segreto. E incassa un segnale definito «importante». Si tratta dell’intervista del finiano Giuseppe Consolo nella quale si sostiene che competente a giudicare sul premier sia il Tribunale dei ministri. L’intervista e l’assenza di Consolo in Giunta dimostrerebbero che anche l’opposizione non sarebbe più così granitica nel riconoscere la competenza dei pm di Milano. Allora nel Pdl decide di giocare la carta originaria: quella dell’incompetenza. Cioè del rinvio di tutti gli atti alla Procura con l’idea, in caso di contrasto con le toghe lombarde, di sollevare poi conflitto di attribuzione.
Se invece si fosse seguita la strada del "fumus persecutionis" e cioè del dire solo sì o no alla richiesta di perquisire gli uffici del ragioniere del premier Giuseppe Spinelli, il voto sarebbe stato segreto. E anche questo, come si fa notare nel Pdl, avrebbe potuto comportare dei rischi. Quindi oggi il deputato-avvocato del Pdl Maurizio Paniz, a sorpresa, forza la mano rispetto a quanto sostenuto dal relatore Antonio Leone («che si era lasciato aperto più strade»), puntando tutto sulla competenza del Tribunale dei ministri. La tesi è semplice: Berlusconi ha telefonato al capo di gabinetto della Questura di Milano Piero Ostuni in qualità di presidente del Consiglio perchè credeva davvero che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Lo ha detto «lui nella telefonata», sottolineano i "tecnici", «lo ripete lei nella dichiarazione ai difensori del premier Piero Longo e Niccolò Ghedini».
Poco importa poi se la ragazza in tv a "Kalispera" ha detto di non essere stata lei a raccontare al Cavaliere quella storia perchè al premier «gliela potrebbe aver raccontata anche chi gli ha presentato la ragazza» e cioè «Lele Mora o Emilio Fede». Quindi Berlusconi con Ostuni, «era in assoluta buona fede», ribadisce un "tecnico" Pdl, e il reato non può che essere "ministeriale". Se alla «fine venisse confermata la competenza del Tribunale dei Ministri» si potrebbe giocare anche la carta del ’fumus persecutionis’:

1 commento:
NON SO DIRE SE SONO9 ALLA DISPERAZIONE O SE UN VIRUS DI FOLLIA SI SIA PROPAGATO NEL PARLAMENTO. PESSIMA LA FIGURA DI GIUSEPPE CONSOLO.
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