

L'inchiesta sul caso Ruby rappresenta «un atto di persecuzione, spionaggio e invadenza senza precedenti nella storia della Repubblica italiana, con la casa del presidente del Consiglio tenuta sotto osservazione da più di un anno». E' l'appassionata difesa del premier da parte del ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, stamane a Palazzo Chigi.
Quasi un contraltare all'affondo di Famiglia cristiana, secondo la quale «La vera gogna mediatica è quella di un Paese sbertucciato nel mondo, con credibilità al ribasso e danno d’immagine che si farà fatica a recuperare. Non certo per colpa dei media che ’mettono a nudo il re. I nostri ragazzi all’estero sono apostrofati come "italiani bunga bunga", e non è una lusinghiera definizione». Lo scrive il direttore, don Antonio Sciortino, che ospita quattro pagine di lettere di protesta dei lettori verso il premier e le notizie relative agli scandali e alle inchieste che lo riguardano. «Per guidare il Paese - spiega ancora il direttore di Famiglia cristiana - occorre compostezza e decoro. Oltre alla coerenza tra principi e comportamenti privati. Altrimenti, crolla la credibilità. Mentre ipocrisia e opportunismo non aiutano il Paese a crescere. E non solo a livello morale». «Il Paese - prosegue don Sciortino - è bloccato da mesi sul pettegolezzo e su vicende personali. Miseramente. Nessuno parla più della grave crisi economica. Nè serve l’invadente controffensiva mediatica (con l’immolazione di ’eroici difensorì ed eroine che, tra pianti e urla, entrano ed escono dai dibattiti televisivi) a coprire l’immobilismo. O a difendere l’indifendibile». Famiglia cristiana ricorda poi i pronunciamenti critici del Papa, del cardinale Tarcisio Bertone e del cardinale Angelo Bagnasco.
Scadono intanto domani gli 8 giorni concessi alle ragazze della Dimora Olgettina per lasciare liberi gli appartamenti, ma nessuna di loro, a quanto si apprende oggi, ha intenzione di andarsene. Giovedì scorso le giovani coinvolte nella vicenda Ruby per aver partecipato ad alcune serate ad Arcore, avevano infatti ricevuto un telegramma dall’amministratore che le invitava a sgomberare per danno al decoro del palazzo. «Io non me ne vado, ho fatto subito scrivere all’immobiliare dal mio avvocato che mi ha garantito che posso stare tranquilla - ha detto Marysthelle Garcia Polanco -. Credo che lo stesso faranno le altre ragazze, noi siamo vittime di questa situazione, non abbiamo nessuna colpa, io inoltre ho una bimba di 5 anni che frequenta qui vicino la scuola, non so dove dovrei portarla».

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