

Saranno processati per direttissima intorno alle 12.30 di oggi al Tribunale di Monza, Giacomo Sicurello e Simone Cavalcanti, arrestati ieri pomeriggio ad Arcore (Monza) nel corso degli incidenti con la polizia a margine di una pacifica manifestazione indetta dal "Popolo viola" per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nei pressi di villa San Martino.
Il milanese 23enne che farebbe riferimento all'area antagonista e il blogger lodigiano 21enne, sono accusati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Ad avere la peggio negli scontri di ieri è stato un funzionario della polizia che si trova ricoverato in ospedale dopo essere stato colpito alla testa da una bottiglia lanciata dallo spezzone di circa 150 giovani che hanno dato il via agli scontri. Altri cinque agenti e un numero imprecisato di manifestanti si sarebbero fatti refertare in diversi Pronto soccorso. Intanto le immagini dei tafferugli sono ancora al vaglio degli uomini della Digos di Milano. Altri potranno così finire in questura quando le forze dell'ordine avranno finito di visionare i filmati.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto al Ministro dell’Interno informazioni sui gravi episodi di scontri tra dimostranti e polizia verificatisi nei pressi della residenza del Presidente del Consiglio ad Arcore. È risultato che i promotori della manifestazione, rispettando le modalità concordate con le autorità di polizia, sono rimasti estranei a ogni deviazione dal percorso stabilito e a ogni violenza. Il Presidente della Repubblica ha convenuto che «l’esercizio del diritto costituzionale a manifestare pacificamente non degeneri - specie in un momento di tensione politica e istituzionale come quello attuale - in inammissibili disordini e scontri provocati da gruppi estremisti».
Il tema infiamma il dibattito politico. Il ministro Maroni, interpellato a Varese dai giornalisti, ha affermato: «Quelli di Arcore sono fatti che vanno colpiti e continueremo a farlo: oggi c’è il processo per direttissima e spero che chi si è reso responsabile dell’aggressione ai poliziotti subisca una condanna esemplare». «Le manifestazioni davanti alla casa di Berlusconi ad Arcore non sono certo la risposta giusta da dare al governo ed al presidente del Consiglio», dice Pier Ferdinando Casini che invita a «lasciar perdere i violenti, che è meglio che stiano nelle patrie galere e non agli eventi politici». «Ma - osserva il leader Udc - l’idea stessa di protestare con quelle modalità ed in quel luogo, rischia di essere l’altra faccia della medaglia del degrado che stiamo vivendo. L’opposizione deve dare un’altra idea dell’Italia non la stessa, eguale e contraria. Con tutto il rispetto per gli altri - conclude - non siamo né in Tunisia né in Egitto e non vogliamo finirci».

1 commento:
Due osservazioni.
Prima: possibile che ci sia ancora qualcuno che definisce le carceri italiane “patrie galere”?
Seconda: che razza di avvocato è o sarebbe stato Bobo Maroni, ineffabile Ministro dell’Interno, che chiede e definisce le condanne esemplari? Una ‘condanna esemplare’ è sempre una condanna ingiusta, perché presuppone la parzialità del giudice terzo e il venir meno di questa terzietà che è garanzia del contemperamento degli equilibri fra difesa ed accusa. Quando Bobo Maroni azzannò alla gamba un poliziotto a Varese, fatto per il quale è un pregiudicato, venne condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni di reclusione per resistenza (pena edittale reclusione da sei mesi a cinque anni) e oltraggio a pubblico ufficiale (pena edittale reclusione fino a tre anni), ricevette una condanna giusta, sarebbe stata esemplare se fosse stato condannato a una pena detentiva molto superiore alla condanna inflitta. Immagino che avrebbe strillato come un’aquila in tal caso.
Adesso taccia, per favore!
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