sabato 5 febbraio 2011

Berlusconi: avanti col federalismo "Voto anticipato sarebbe un danno"


"Andremo avanti con la grande riforma del federalismo fiscale". Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con il primo convegno del Movimento di responsabilità nazionale, organizzato a Roma da Domenico Scilipoti. Il premier ha aggiunto: "Riformeremo il fisco con una grande operazione che permetterà di avere un unico codice fiscale e che ridurrà il prelievo sulle imprese". E sulle elezioni ha ribadito: "Andare al voto ora sarebbe un grave danno" e la campagna elettorale, con le tensioni di questi giorni "sarebbe infuocata". Le parole del premier arrivano dopo la bocciatura da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del decreto sul federalismo approvato il giorno prima dal Consiglio dei ministri e che oggi anche il presidente del Senato Renato Schifani, ha sottoscritto: "Condivido le obiezioni procedurali del Capo dello Stato", ha detto.

"Per una riforma come quella del federalismo municipale - ha spiegato Schifani - deve avvertirsi l'esigenza di avere un dibattito completo da parte del Parlamento, in maniera tale che la massima assise rappresentativa degli italiani possa conoscerlo bene ed eventualmente votarlo". Per il presidente del Senato: "Si tratta di una questione di trasparenza: stiamo cambiando il Paese ed è giusto che l'intero Parlamento condivida o meno questa scelta".

"Sono sereno e fiducioso". Dopo essersi definito "sereno" e "innocente" rispetto alle accuse che gli vengono mosse, Berlusconi ha assicurato che andrà "avanti" anche perché, ha detto, "ho la pelle dura e sono assolutamente convinto che sia necessario continuare a portare avanti il mio impegno politico". Inoltre "secondo il sondaggio di lunedì di Euromedia sono al 51%. Pdl, Lega e destra al 45%, quindi assolutamente vincenti. E questo ci dà fiducia", ha spiegato. In precedenza, con una lettera inviata a Francesco Storace, Berlusconi aveva annunciato il prossimo ingresso della Destra nell'esecutivo.

"Ruby? Ho giurato su figli e nipoti". Nella telefonata con i 'responsabili', il premier ha quindi toccato tutti i temi. Giustizia, intercettazioni, crisi economica, Fini, nuove alleanze. Puntando il dito contro l'opposizione, animata da "odio e invidia", ha incalzato: "hanno individuato in Silvio Berlusconi l'ostacolo alla possibilità di tornare al potere e lo vogliono eliminare con tutti i mezzi in questo momento", ha accusato Berlusconi elencando le "104 indagini" a cui è stato sottoposto da parte dei "loro magistrati di sinistra" e i "29 processi" a suo carico. Ma "sono di più i giudici veri", ha riconosciuto il presidente del Consiglio spiegando che per questo ha avuto "10 assoluzioni e 14 archiviazioni". Quindi, i "processi-farsa" ancora in piedi: "Sono assolutamente sicuro - ha detto il presidente del Consiglio - che verrò fuori con il segno dell'innocenza e l'assoluzione più completa perché il fatto non sussiste, l'ho giurato su figli e nipoti, quindi vado avanti assolutamente sereno".

"Intercettazioni non da Paese civile". Il premier poi è tornato a parlare di intercettazioni e di riforma della giustizia ("E' assolutamente fondamentale fare la riforma sia per il Paese che per la nostra vita di tutti i giorni", ha detto). Era Fini ad ostacolarlo su questi temi, "perché schierato con certi pm". "Quando noi portavamo queste nostre riforme a Gianfranco Fini lui ce le bocciava in partenza perché era sempre e comunque dalla parte dei magistrati, di certi magistrati. E quindi non abbiamo potuto farle", ha detto il premier al telefono. Aggiungendo: "Quando siamo al telefono nessuno di noi ha più la certezza di non essere spiato. Nessuno di noi ha più la certezza dell'inviolabilità di ciò che dice e questo significa che non viviamo in uno Stato veramente libero. Questo deve essere cambiato assolutamente".

"Cancellare burocrazia per la ripresa". Subito dopo è toccato alla "ripresa economica", che, secondo Berlusconi, c'è in tutti i paesi europei compresa l'Italia, ma è ancora "lenta". "Presenteremo al prossimo Cdm un piano straordinario per dare, come si dice, una frustata al cavallo dell'economia. Abbiamo vissuto una crisi economica che ancora non è passata", ha assicurato. Il piano "comprende nuove leggi per liberalizzare le attività economiche, a cominciare dalla revisione dell'articolo 41 della Costituzione, e anche nuove norme per il rilancio del Sud, con l'obiettivo di arrivare entro 5 anni a un incremento importante", ha elencato Berlusconi. "Faremo una riforma dei servizi pubblici locali e cercheremo di smantellare la mentalità statalista e assistenzialista" della sinistra e "dei suoi avversari di un tempo oggi suoi alleati". Soprattutto "vogliamo cancellare questo medioevo burocratico, stabilendo che "per le imprese è lecito fare tutto ciò che non è espressamente proibito dalle troppe leggi". I controlli, insomma, "non dovranno essere più preventivi", sottolinea Berlusconi, con intervento "soltanto ex post alla realizzazione dell'opera".

Rimpasto di governo, Musumeci sottosegretario. Dopo aver descritto la Lega come "un alleato solido e leale", Berlusconi ha poi annoverato tra gli alleati anche la destra di Storace e il gruppo dei responsabili di cui fa parte Scilipoti, "che è la terza forza che darà alla nostra maggioranza la possibilità di lavorare bene in parlamento". "Ora con una maggioranza numericamente inferiore ma molto più unita e coesa, abbiamo la possibilità di usare questi due anni per fare un buon lavoro e introdurre quelle riforme che sono necessarie per essere una vera e completa democrazia".

Il rimpasto dell'esecutivo Berlusconi dopo l'abbandono dei rappresentanti di Fli riparte da destra. E infatti proprio "La Destra" di Francesco Storace entrerà al governo con Nello Musumeci, onorevole siciliano, a cui verrà affidata la poltrona di sottosegretario. Ad annunciarlo è stato oggi lo stesso Storace, che ha ricevuto un messaggio dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in occasione del comitato centrale del movimento, che si tiene questa mattina a Milano.

"Considero la Destra che tu hai fondato - scrive il premier - un alleato importante, oggi per il prosieguo dell'attività di governo, domani in una comune battaglia elettorale per sconfiggere ancora una volta questa sinistra demagogica". La Destra sarà per il Pdl un "alleato importante" per "battere definitivamente chi ha rinnegato e tradito la storia e la tradizione migliore della destra italiana, fino a confondersi con la peggiore sinistra che la storia d'Italia ricordi", scrive ancora Berlusconi nella lettera pubblicata stamani sulla pagina Facebook di Storace e distribuita poco fa all'hotel Cavalieri di Milano.

La lettera è una risposta a un messaggio a inviatogli dal leader de La Destra "in cui lo incitavamo ad andare avanti con l'azione di governo", ha spiegato Storace. Che definisce la missiva "cortesissima" e che "conferma la volontà di inserire un nostro esponente nel prossimo rimpasto di governo, una conferma della presenza di una destra leale dopo il tradimento di Fini". Ma su quale poltrona siederà Musumeci, non ha voluto esporsi: "Lo so, ma non vi dico quale delega perché sarebbe irrispettoso nei confronti del presidente del Consiglio e del capo dello Stato". Nella lettera, ha spiegato ancora l'ex governatore laziale, Berlusconi "dice che dobbiamo concludere la legislatura e se si dovesse andare al voto ci vuole al suo fianco".

(05 febbraio 2011)

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

LA PATTUMIERA D'ITALIA.