

"Una scossa per l'economia dal consiglio dei Ministri? Queste misure non danno una scossa alla situazione e non gli fanno nemmeno il solletico. Ci troviamo di fronte ad un insieme di norme astratte, ordinamentali, di calendari, di rinvii a nuove norme e non c'è nulla di concreto". Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, durante una conferenza stampa nella sede del partito, ha commentato le misure varate oggi dal Consiglio dei ministri. ''Berlusconi dice che muoveranno l'1,5% del Pil. Se è così - ha aggiunto Bersani - io prendo il saio e vado ad Arcore perché secondo me non muove neanche lo 0,15% del Pil''. E proseguendo nel suo attacco, Bersani ha aggiunto: ''È tutta un'operazione di distrazione. Per dare una scossa all'economia serve qualcosa che metta mano all'economia reale: una manovra economica, una manovra fiscale e un certo numero di riforme per la crescita. La scossa - aggiunge Bersani - si dà facendo le riforme e non quando un pur volenteroso Ferrara scrive un articolo per il Corriere''.
Liberalizzazioni, mega lenzuolata sul web. Bersani ha insistito sulla necessità di norme concrete: ''Si facciano 41 norme concrete sulle liberalizzazioni. Ora ne mettiamo subito in rete 34-35 e chiediamo a chi ha esperienze di vita vissuta delle idee, di interloquire con noi. Si può fare una mega lenzuolata''. Pierluigi Bersani lancia sul web la sfida al governo sul tema delle liberalizzazioni, annunciando un'iniziativa del Partito democratico su Internet.
Il segretario del Pd, poi, ha criticato gli ultimi interventi del governo in fatto di economia, rimproverando allo stesso presidente del Consiglio di non porsi i problemi reali del paese. ''Quando si ha una psicologia da miliardario non si può capire come vive il paese''. ''Quando Berlusconi dice che le liberalizzazioni non sono servite a niente, chieda a chi ha un mutuo, perché un quarto dei mutui è stato trasferito grazie alle nostre liberalizzazioni, chieda a un pensionato o a chi compra dei pannolini cosa vuol dire andare in una parafarmacia'', ha aggiunto il segretario del Pd.
Premier non più credibile, abbandoni il campo. ''La magistratura farà il suo dovere. Io non parlo di caso Ruby sì, caso Ruby no. Non mi interessa. Il punto per me è la credibilità, che è la materia prima in politica e senza di questa non si può chiedere nulla, mentre oggi c'è da rimboccarsi le maniche davvero''. ''Qui non c'è solo una questione di magistratura. Qui arrivano segnali disperati da imprenditori che lavorano all'estero in una condizione avvilente. C'è un punto che si chiama credibilità e questo problema se lo devono porre urgentemente le classi dirigenti di questo paese perché così non si può più andare avanti. Serve un'assunzione di responsabilità collettiva'', ha aggiunto Bersani, che ha concluso: "Berlusconi? Se fosse uno statista leverebbe il problema e sgombrerebbe il campo".
Federalismo, si sta perdendo occasione storica. "Si sta perdendo un'occasione storica. Fermatevi, non rovinate la possibilità di avere un federalismo che possa tenere insieme il paese", ha esortato Bersani, rivolgendosi alla Lega e definendo il federalismo che sta venendo fuori "una forzatura". Se i decreti sul federalismo dovessero essere approvati in queste condizioni, ciò porterebbe solo a "esiti incerti e a pasticci":
Patto ricostruttivo oltre Berlusconi. Il Partito democratico offre una ''proposta larga che si rivolge alle forze di opposizione, un patto ricostruttivo che vada oltre Berlusconi''. Pierluigi Bersani ha evidenziato quale deve essere il ruolo del Partito democratico in questa fase politica tenendo sempre presente quale deve essere la prospettiva del partito. ''Noi siamo pronti con la nostra proposta politica, con un progetto di riforma chiaro che dice A, B e C, un progetto che ha aspetti costituzionali, istituzionali, civici e che comprende una serie di riforme liberali -ha detto il segretario del Pd- Noi ci attrezziamo per fare il nostro dovere, ci muoviamo come una forza di governo temporaneamente all'opposizione''.
(09 febbraio 2011)

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