

L'accelerazione del governo Berlusconi sul piano di riforme in materia di giustizia porta al primo, concreto approdo in Parlamento. Il disegno di legge sul processo breve, attualmente all'esame della Commissione giustizia, sarà all'esame dell'aula della Camera dal 28 marzo prossimo, secondo quanto ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Calendarizzato per il 7 marzo anche il ddl sul testamento biologico.
Sulla calendarizzazione del processo breve si è espresso in senso contrario il capogruppo del Pd, Enrico Franceschini, perché "su richiesta della maggioranza è stato inserito il ddl alla fine del mese, contrariamente a quanto dichiarato". Quasi adirato, replica il capogruppo Pdl, Fabrizio Cicchitto: "Non avevamo annunciato niente di ufficiale". E risuonano le recenti parole con cui il Guardasigilli, Angelino Alfano, motivava l'archiviazione momentanea del ddl perché potenziale elemento di "rottura mentre lavoriamo alla riforma costituzionale". Ironico il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: "Ma non avevano detto che lo rinviavano? Ora voglio vedere cosa fa
Invece il ddl sul processo breve approderà in Aula, nonostante le critiche e le argomentazioni provenienti dai diversi ambienti del sistema giuridico italiano. Due giorni fa, in Commissione giustizia, i procuratori generali di Napoli, Carlo Alemi, e di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, avevano evidenziato il rischio prescrizione, con l'avvento della riforma, per Calciopoli e altri processi di mafia. E appena ieri
Lo scorso 17 febbraio era toccato ai sei presidenti delle Corti di Appello di Roma, Ancona, della prima sezione penale di Firenze, di Torino, di Cagliari e di Brescia sfilare in Commissione giustizia per denunciare nel processo breve "un processo, in realtà, 'interrotto in itinere'" contrastante con la finalità di una disciplina "intesa a regolare la durata ragionevole del processo, che non può essere quella di limitare il corso della giurisdizione interrompendo bruscamente i processi nel loro svolgimento, ma di studiare modi per concluderli nel più breve tempo possibile".
In Commissione, i sei presidenti avevano portato anche i numeri dei procedimenti che sarebbero estinti. Solo a Firenze, per 2.127 processi è già stato superato il termine dei due anni e altri 1.597 si avvicinano alla scadenza. E Ancona, con 7 giudici, deve fare fronte a 9mila processi pendenti e altri 3.300 in arrivo, con il pericolo che molti procedimenti vadano a estinzione.
Oggi è il turno di Magistratura Indipendente, la corrente più moderata delle toghe, di dichiarare apertamente la sua "grande preoccupazione" e "contrarietà" alla riforme annunciate in materia di giustizia, che non solo non porteranno "benefici", ma contribuiranno a "vulnerare la possibilità stessa di rendere giustizia", come affermano il segretario Cosimo Ferri e il presidente Stefano Schirò. Si tratta, dichiarano, di riforme "che non rispondono all'esigenza di una giustizia più rapida e disattendono le aspettative dei cittadini, in quanto compromettono l'efficienza del processo e la stessa possibilità di rendere giustizia". Quanto al processo breve, sottolineano i magistrati, sostituisce "a una giustizia, purtroppo spesso tardiva, una inaccettabile giustizia negata".
(23 febbraio 2011)

1 commento:
QUESTI SPARANO CON I CANNONI DA 405 MM. DI DIAMETRO, GLI ALTRI SI OSTINANO A USARE I FUCILETTI A TAPPO!
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