

di FILIPPO CECCARELLI
Ai tempi della Prima Repubblica poteva capitare che il Movimento sociale italiano tornasse utile al potere in termini di voti, mezze alleanze, persone divenute scomode da sistemare in Parlamento.
A perenne monito ed esecrazione di tale andazzo, dai ranghi stessi della fiamma si usava un'immagine invero un po' forte, oltre che legata a un'utensileria ormai fortunatamente scomparsa, anche per ragioni igieniche, per cui in quel modo lì il Movimento sociale italiano finiva per essere "la sputacchiera della Dc".
A tanti anni di distanza, in un paesaggio politico dominato dai segni del consumo e dalle suggestioni della pubblicità, l'ennesimo e retrattile riconoscimento del presidente Berlusconi alla Destra di Francesco Storace fa sì che quest'ultima rischi di configurarsi come "il partito kleenex" del Cavaliere, un classico dell'usa e getta, sia pure addolcito da sfondi azzurrini e dalle morbidezze che stanno a cuore agli inserzionisti, giacché tali fazzolettini di carta, come rende noto lo slogan, "ti accompagnano in ogni occasione e di prendono cura di te".
Tutto insomma cambia per restare uguale a se stesso. Se poi si considera che tra le motivazioni a suo tempo addotte dalla Daniela Santanché per la nascita della Destra c'era l'urgenza di un partito "con la bava alla bocca", ecco, senza ulteriormente indugiare sulla merceologia, tantomeno sulla fisiologia, si comprenderà come alla soffice leggerezza del kleenex si ispiri la concessione di un sottosegretario, nella persona del pur degno Musumeci, in vista di un non meglio identificato, ma forse imminente rimpastino.
E a questo punto la questione non è quanto
Il punto, come spesso si dice, è politico e verte sul fatto che sia per i fascistoni che per Berlusconi oggi tutto davvero fa brodo. Ma proprio in questo senso il mistero è come Storace, che pure è un tipo sveglio, ancora si possa fidare di un'alleanza che il Cavaliere ha stretto e poi gettato nel cestino almeno due o tre volte.
Sembra ieri - in realtà era l'autunno del 2007 - quando in precoce funzione anti-Fini il Cavaliere andò ad assistere alla nascita della Destra. Proclamò: "Il mio cuore vibra con voi". Si coprì la faccia per non far vedere che rideva quando Storace fece una battutaccia su Fini a Gerusalemme e il fascismo male assoluto. E applaudì anche quando sul palco i dirigenti improvvisarono una torcia dando fuoco a un giornale attorcigliato. Li fece sfogare, si prese alcuni saluti romani, gli diede in prestito
Eh, bastasse un registratore! Nell'autunno del 2008
C'era un metodo, in realtà, in quella specie di pedagogia a corrente alternata. O meglio: il dispositivo alla base del kleenex entrava nella sua operatività a seconda dei rapporti tra il Cavaliere e Fini. Se le cose tra loro bene o male marciavano, Storace era inutile, e infatti alle Europee del 2009 nessuno si fece scrupolo di alzare la soglia uccidendo i partitini come quello della fiaccola; così come alle amministrative dell'anno seguente nei listini del Pdl si trovò posto per la segretaria di Scajola o per
Ma da quando il rapporto con Fini si è spezzato, e proprio sulla casa di Montecarlo, a proposito della quale Storace e i suoi avevano fatto il diavolo a quattro, ecco che Berlusconi riscopre l'alleato e gli regala pure uno strapuntino. O almeno: promette. L'onorevole Musumeci intanto fa gli scongiuri per paura di mancare il traguardo. Le passioni del resto passano. Controlli di coerenza non se ne fanno più. E se da sempre il potere vive anche di scarti, il salviettino è soffice e in un trionfo di allegria promozionale "libera le tue emozioni".
(06 febbraio 2011)

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