domenica 6 febbraio 2011

Interviste «sdraiate», guerra Tg1-Tg3 Garimberti sbotta: «No al fuoco amico»


Il Tg1 finisce nella bufera per l'intervista «sdraiata» a Silvio Berlusconi, andata in onda mercoledì sera, nel corso della quale il giornalista Michele Renzulli ha posto al presidente del Consiglio alcune domande che sono apparse più che altro come degli assist all'interlocutore. Per respingere le accuse di servilismo, mosse da diversi esponenti dell'opposizione e sottolineate dal quotidiano il Fatto Quotidiano, il telegiornale diretto da Augusto Minzolini ha pensato bene, nell'edizione delle 13,30 di venerdì, di recuperare un brevissimo spezzone di un'intervista fatta nel luglio 2007 a Romano Prodi, allora premier, dal vicedirettore del Tg3, Pierluca Terzulli. Anche in quel caso il giornalista pose una domanda tutt'altro che insidiosa al potente di turno. «Ma nessuno ebbe nulla da dire» commenta oggi il tg della prima rete.

«GRAVE SCORRETTEZZA» - Non lo avesse mai fatto. Il Tg3 non ha gradito l'essere stato chiamato in causa e per bocca del proprio direttore, Bianca Berlinguer, parla di «grave scorrettezza» e di «una battuta estrapolata» «nel tentativo di dimostrare che "siamo tutti uguali", cioè incapaci di fare i giornalisti, di porre domande vere ai membri dell'esecutivo». «Un comportamento a dir poco sleale - puntualizza Berlinguer - perchè rischia di scatenare un conflitto intestino tra testate della stessa azienda e perchè fondato sull'estrapolazione di un frammento di pochi secondi da un contesto di un'intervista ben più ampia, compiendo così un atto di vera e propria falsificazione». Sul sito del Tg3 viene oggi anche riportato il testo integrale dell'intervista a Prodi del 2007. Anche il Cdr della testata della terza rete prende posizione sottolineando che «mai un telegiornale, tantomeno appartenente alla stessa azienda (e pagato con gli stessi soldi dei cittadini, trattandosi di servizio pubblico) si è scagliato con tanta sottile violenza contro un altro tg andando a ripescare un'intervista di anni fa, tagliandone 10 secondi da un totale di tre minuti di domande "vere", per argomentare: il Berlusconi del TG1 di oggi è come il Prodi del TG3 di tanti anni fa».

Duello in casa Rai

«NESSUN KILLERAGGIO» - La segreteria di redazione del Tg1, dal canto suo, ha replicato spiegando che non era sua intenzione fare «killeraggio mediatico» contro Terzulli ma che il servizio voleva essere un «esempio delle decine di volte in cui un tg Rai ha intervistato il capo del governo. O forse - aggiunge il tg della rete ammiraglia - il Tg3 si vergogna delle interviste che ha fatto?». Inoltre, fa notare il Tg1, il servizio nasceva proprio come risposta alle critiche del Fatto e non era un attacco diretto al telegiornale «cugino».

IL CONFRONTO - Le domande ai due premier nelle interviste di Tg1 e Tg3

«NO AL FUOCO AMICO» - Lo scontro intestino alle testate della tv pubblica non piace al presidente della Rai, Paolo Garimberti, che parla di «totale assenza di buona creanza aziendale». «Trovo inaccettabile il "fuoco amico" di una testata su un'altra. Da giornalista e presidente di un'azienda di servizio pubblico, credo che sia mio dovere richiamare tutti al rispetto della buona creanza. Parafrasando un testo sacro mi verrebbe da dire: sarebbe opportuno pensare di più alla trave che è nel proprio occhio. Meglio preoccuparsi dei risultati piuttosto che delle polemiche».

«NON VEDO LO SCANDALO» «Ad essere precisi i colleghi Francesca Oliva e Mario Prignano, a cui va tutta la mia stima, non hanno attaccato il Tg3, ma solo citato un'intervista dell'ottimo collega Terzulli a Romano Prodi. Non vedo lo scandalo» dice poi lo stesso Augusto Minzolini che replica indirettamente a Garimberti. «Semmai lo scandalo - aggiunge Minzolini - è che per il Tg1, da mesi sottoposto ad attacchi concentrici fuori e dentro l'azienda il presidente della Rai non abbia mai speso una parola».

Redazione online
04 febbraio 2011

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