

Il governo autorizza la fiducia sul decreto milleproroghe. Ma ad una condizione, quella che lo stesso Consiglio dei ministri prepari un maxiemendamento. La decisione del Cdm, di cui peraltro non c'è stata comunicazione ufficiale, è venuta dopo il nulla di fatto in Comitato dei 18 delle Commissioni affari costituzionali e bilancio della Camera sul decreto. I gruppi non hanno trovato un accordo sulla possibilità di modifiche come suggerito dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Il testo torna quindi in Aula senza nessun intervento delle commissioni e la 'palla' torna al titolare di via XX Settembre. Al termine della riunione del comitato dei 18, che era sta convocata da Gianfranco Fini, dopo le comunicazioni di Tremonti, i deputati dell'Mpa e di Fli spiegano che "è compito del governo trovare una soluzione". Ora sarà la capigruppo a dipanare il prosieguo dei lavori.
Se ci sarà o meno la fiducia sul decreto milleproroghe "dipende dalla discussione con l'opposizione", aveva detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, spiegando che "se ci sarà un emendamento unico o se ci saranno alternative dipende dai tempi che vuole occupare in Aula". Il ministro ha aggiunto: "I cambiamenti non saranno sul testo base, ma sul testo del Senato. C'è l'impegno di tutti al mantenimento del testo base'', quindi il provvedimento, aggiunge il ministro ''sarà migliorabile, ma non addizionabile''.
Stamani, dopo i rilievi arrivati dal Colle Tremonti è salito al Quirinale formalmente per aggiornare il Capo dello Stato sulla situazione economica in vista del G20. Poi ha incontrato Gianfranco Fini e i capigruppo di maggioranza: Fabrizio Cicchitto (Pdl), Marco Reguzzoni (Lega), Luciano Sardelli (Iniziativa responsabile). Al termine della riunione, alla quale ha partecipato anche il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, il ministro dell'Economia aveva annunciato che il Governo era "disponibile a modifiche".

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