

La richiesta di giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile nell’ambito dell’inchiesta sulle feste ad Arcore, non sarà inoltrata oggi al gip. I magistrati si stanno infatti ancora confrontando sulle scelte processuali da assumere.
Al momento non ci sono contatti con la procura di Napoli che ha avviato un’inchiesta parallela a quella milanese su un presunto "reclutamento" di ragazze per le feste ma nel capo di imputazione che sarà notificato al premier rischia di essere indicata come parte offesa, dopo Ruby, un’altra ex minorenne: Iris Berardi, la giovane escort brasiliana che, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre 2009, quando non aveva ancora compiuto la maggiore età, si sarebbe trovata ad Arcore. Il suo telefonino «aggancia» la cella di Arcore nella notte precedente al ferimento del premier da parte di Massimo Tartaglia.
Non sono però gli accertamenti sulla Berardi a far slittare di almeno un giorno la richiesta di giudizio immediato, ma problemi di diritto e di ordine logistico. «La vicenda è controversa e come tutte le questioni opinabili va studiata», ha spiegato il capo della procura di Milano Edmondo Bruti Liberati: il "nodo" che i pm sono chiamati a sciogliere nelle prossime ore è quello relativo alla scelta sul rito con cui chiedere il processo per il premier. «La concorrenza di riti speciali (come il rito immediato e la citazione diretta, ndr) - ha detto ancora Bruti - è un argomento inesplorato in dottrina». Un altro problema che i magistrati devono affrontare è quello relativo alla mole enorme di fotocopie di atti che dovranno essere depositati con la richiesta di processo.
Sempre secondo quanto si apprende da qualificate fonti giudiziarie, l'orientamento della procura sarebbe quello di chiedere il giudizio immediato per il reato più grave, quello di concussione, per poi decidere la citazione diretta in giudizio per il reato di prostituzione minorile. Tutti nodi che i magistrati titolari dell'inchiesta dovranno sciogliere in queste ore, e comunque prima di avanzare al gip, Cristina di Censo, la richiesta di rito immediato per Berlusconi. Il gip, poi, avra' cinque giorni a sua disposizione per il verdetto definitivo. Bruti sottolinea l’eseguità del personale giudiziario che può essere impiegato per fare le fotocopie, tanto che a supporto degli impiegati che lavorano negli uffici dei magistrati titolari dell’inchiesta sono state chiamate persone impiegate in uffici di magistrati estranei all’indagine. «Abbiamo comunque interesse a chiudere nel più breve tempo possibile», ha assicurato Bruti Liberati.

2 commenti:
Vorrei vederlo in manette, ma so già che sarà un'utopia. Mi vengono in mente i criminali nazisti che pur condannati a morte dalla Corte Internazionale, finirono i loro anni a casa ben curati e tranquilli, mentre i soldati tedeschi morirono trattati in maniera atroce nei campi di concentramento, che prima furono degli ebrei.
Vale a dire che i potenti se la cavano sempre, ahimè!
ANCHE SE FOSSE CONDANNATO IN CARCERE NON LO VEDRAI MAI E NEMMENO IN MANETTE. UNA RIFORMA PRO-PREVITI PREVEDE CHE GLI ULTRA-SETTANTACINQUENNI NON FINISCONO IN GALERA NE' POSSONO ESSERE AMMANETTATI!
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