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di Gianni Barbacetto e Antonella Mascali
Foto hard delle ragazze del bunga-bunga e prove della presenza ad Arcore di una seconda minorenne, Iris Berardi. Sono questi gli elementi più pesanti tra quelli contenuti nei nuovi documenti sul caso Ruby depositati dalla Procura di Milano e consegnati venerdì ai difensori di Silvio Berlusconi. Sono i risultati dei nuovi atti d’indagine compiuti dalla procura, come prevede la legge, dopo la decisione del gip Cristina Di Censo di disporre il giudizio immediato per il presidente del Consiglio, accusato di concussione e di prostituzione minorile. La copisteria di Padova che collabora con lo studio degli avvocati Piero Longo e Niccolò Ghedini ha lavorato anche di notte per stampare su carta i nuovi atti. Dai dischetti informatici consegnati dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini ai due legali sono usciti infatti altri 23 faldoni di circa 1.500 pagine ciascuno, che si aggiungono ai 22 già depositati a febbraio, insieme alla richiesta di giudizio immediato per Berlusconi. Una parte consistente dei documenti è composta da brogliacci, richieste e proroghe delle intercettazioni: carte burocratiche che servono a dimostrare la correttezza delle procedure, ma hanno scarso peso investigativo. Ci sono però anche molti elementi che la procura ritiene utili per suffragare le ipotesi d’accusa. Tra questi ci sono, come anticipato ieri dal Fatto Quotidiano, la documentazione bancaria sulle spese di Berlusconi per le ragazze delle feste di Arcore ; le testimonianze di un sottufficiale della Guardia di finanza in contatto con l’agente delle veline Lele Mora; e il resoconto della vicenda che riguarda un progetto di Nicole Minetti, l’igienista dentale imposta da Berlusconi come consigliere regionale della Lombardia, che aveva intenzione, con un considerevole investimento economico, di aprire uno studio dentistico per vip.
MA GLI ELEMENTI più rilevanti riguardano le foto e Iris Berardi. Nei nuovi atti ci sono fotografie, file audio e video che gli investigatori hanno estratto dai telefonini sequestrati durante le perquisizioni del 14 gennaio alle “arcorine” più assidue, quelle che abitavano negli appartamenti di via Olgettina, a Segrate, con affitto pagato da Berlusconi. L’avvocato Longo nega che ci siano immagini imbarazzanti: “Dobbiamo ancora analizzare le migliaia di pagine dei nuovi atti”, dichiara al Fatto, “ma escludo che ci siano scatti compromettenti. Sono foto familiari, gite in barca...”. Invece le memorie dei telefonini hanno conservato traccia di immagini hard delle “papi girl”, che ritraggono particolari del corpo e parti anatomiche che solitamente sono coperte dai vestiti. Non sono foto ambientate, da cui si possa capire il luogo dove sono state scattate (come erano invece le immagini di Patrizia D’Addario nei bagni di Palazzo Grazioli). Ma la traccia dell’ora e del giorno dei file, che resta fissata nelle memorie elettroniche, prova che quelle foto sono state scattate nelle notti di Arcore. Dimostrerebbero dunque che quel “bunga-bunga” rivelato da Ruby ai magistrati che la interrogavano non era un innocente modo di dire per indicare serate tranquille e divertenti tra amici, come dichiarato da Berlusconi, ma era invece un rito sessuale, con le ragazze impegnate in pratiche autoerotiche e baci lesbo. Longo nega anche che ci siano contestazioni nuove al suo assistito, che possano riguardare la presenza alle feste di Arcore di una seconda minorenne.
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È Iris a battere cassa presso Berlusconi con queste parole: “Amore inizio questa lettera ringraziandoti di cuore per avermi cambiato la vita. (...) Ho però un forte bisogno di un lavoro (...) perché mantengo praticamente tre famiglie (...). Mi vergogno tantissimo a dover sempre chiedere qualcosa, ma non vorrei mai tornare ad andare a letto con persone che non mi piacciono...”. È la stessa Iris a scrivere però in un sms: “Sto andando alla festa tesorino mamma mia e incredibile lo schiffo k fa il denaro, in questo momento mi sto faccendo schiffo da sola!”.

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