lunedì 14 marzo 2011

Le mani sui TG


Nel regime che Silvio Berlusconi ha instaurato in Italia di libertà d’informazione ce ne è sempre stata poca: non per niente siamo piazzati in coda alle classifica mondiale, allo stesso livello del Bourkina Fasou. Ma da quando Berlusconi ha iniziato a sentire sempre più minacciato il suo potere la situazione è ulteriormente peggiorata ed è ormai del tutto intollerabile.
Nello scorso mese di gennaio Berlusconi ha occupato i Tg del servizio pubblico per oltre 400 minuti, più del doppio di tutti i leader dell’opposizione messi insieme. Se poi non si conta la sola presenza in video ma “il tempo di parole”, quello in cui non solo si vedono i leader ma li si ascolta pure, il risultato è altrettanto clamoroso. Berlusconi ha parlato tre volte più di Bersani e Casini e sette più di Fini. Nessuno però è stato censurato e cancellato dal video quanto il sottoscritto: 25 minuti in tutto il mese gennaio!
A Berlusconi aver occupato i tg in questa maniera indegna non basta. Vuole mettere le mani anche sui pochi spazi d’informazione che ancora sfuggono al suo controllo. Per questo la Commissione di vigilanza ha approvato l’assurda proposta Butti che vorrebbe affidare la conduzione dei progammi di approfondimento non allineati, una settimana sì e una no a qualcuno dei suoi tanti maggiordomi travestiti da giornalisti. Un’idea che farebbe ridere se non ci fosse invece da piangere.
E’ il modus operandi di Silvio Berlusconi: adoperare le televisioni del servizio pubblico per raccontare un sacco di fandonie sui risultati meravigliosi che dice di aver raggiunto e per far scomparire chi, come l’Italia dei Valori, contrasta il suo regime e si oppone sul serio al suo modo di governare a favore solo di se stesso.
Io personalmente lo prenderei pure come un titolo di merito: se la censura di regime ha tanto bisogno di cancellare la mia persona, è segno che io e l’Italia dei valori abbiamo lavorato bene e stiamo facendo il nostro dovere come partito di opposizione intransigente.
Però non possiamo permettere che un servizio pubblico asservito continui a disinformare così i cittadini e che i direttori di telegiornale si comportino come killer pagati per fare fuori chi dà troppo fastidio al presidente del Consiglio.

Per questo abbiamo deciso di presentare un esposto al’Agcom, che ha il dovere istituzionale di intervenire per ripristinare un minimo di correttezza democratica e per impedire che Berlusconi continui a usare i mezzi d’informazione del servizio pubblico come Gheddafi usa l’aviazione. Per difendere il proprio regime e far fuori chi chiunque lo contrasti.

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