lunedì 14 marzo 2011

Ma che destra abbiamo in Italia?


di Eugenio Scalfari

La Russa, che celebra a teatro il neofascismo. Gianfranco Fini, che nessuno capisce dove voglia andare però ci va. Sallusti e Bocchino, che si insultano per dieci minuti in tivù. Che strani "conservatori" abbiamo in questo Paese

(12 marzo 2011)

Il mondo politico italiano è pieno di tipi strani. Dico strani nel senso che tanti e così fuori dalle regole più elementari dell'etica pubblica non se ne trovano nelle democrazie dell'Occidente e dell'Europa in particolare.

Ce ne sono in tutti gli schieramenti. Vi ricordate
Pecoraro Scanio? Vi ricordate Diliberto? E Mastella?
Ma tanti come ce ne sono a destra non se ne trovano in nessun'altra parte d'Italia e del mondo. Un primato di cui si farebbe volentieri a meno ma che c'è e rappresenta purtroppo uno dei "fondamentali" della nostra vita pubblica.

Tra le figure strane (
Silvio Berlusconi a parte, poiché è il leader indiscusso di quel lungo corteo) primeggiano da qualche tempo il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, il presidente della Camera, Gianfranco Fini e il vicepresidente del partito Futuro e Libertà Italo Bocchino.

Faceva effetto domenica scorsa assistere alle "performances" di questi tre "eminenti" delle destre (le declino al plurale per le loro diversità accomunate però dalla stranezza) rispettivamente al cinema Adriano di Roma, al teatrino San Babila di Milano e - per quanto riguarda Bocchino - la trasmissione di Telese su La 7.

La Russa celebrava Giorgio Almirante, antico dirigente del partito fascista di Salò, poi fondatore del Msi e patrono del neofascismo del dopoguerra. Erano pochi i celebratori perché il teatrino non ospita più di cento persone. Sul palco, oltre a La Russa, c'era soltanto
Donna Assunta, la vedova storica del patrono, che dopo aver coccolato per vent'anni il successore del consorte, adesso ha seguito le evoluzioni della Santanchè e sta nel novero dei berlusconiani di ferro.

Faceva effetto vedere quei "populisti della libertà" con l'icona di Almirante in mano perché, almeno in teoria, ci dovrebbe essere un'assoluta contraddizione tra Almirante e il Msi da un lato e Berlusconi e il Pdl dall'altro. In realtà - se ci pensate bene - la contraddizione non c'è e la celebrazione di San Babila ha avuto se non altro l'effetto di farcelo capire.

Intanto all'Adriano il leader di Futuro e Libertà si dava da fare spiegando che le due debolezze e le due anomalie italiane sono Berlusconi da un lato e la sinistra dall'altro, due formazioni conservatrici e stantie a fronte delle quali si erge il progetto della destra finiana, democratica, liberale, portatrice di valori nuovi e di nuovi programmi. Quali non l'ha detto ma ha detto: "Sarà una traversata del deserto e la faremo da soli". I sondaggi attuali gli assegnano un 3,5 per cento di consensi. Per traversare il deserto va benissimo perché in molti non ci si va, ma per trasformare il Paese è un po' poco. Qualche incontro lungo la strada lo dovranno pur fare, ma non diranno con chi nemmeno sotto tortura.

La sera di quella benedetta o maledetta domenica Bocchino si è scontrato con il direttore del "Giornale",
Alessandro Sallusti nella trasmissione di Telese. I due hanno passato non meno di dieci minuti, cioè un'eternità televisiva, urlando insieme in contrappunto. Urlando. Insieme. Bocchino urlava: "Devi dirmi quanto ti paga di stipendio Berlusconi per scrivere quello che scrivi". Sallusti urlava: "Devi dire quanto guadagni come parlamentare mantenuto con i soldi degli italiani".

Dieci minuti così, senza che il conduttore della trasmissione mettesse fine a quel miserando spettacolo. Osservo di passaggio che, secondo la tesi di Sallusti, i parlamentari sono tutti parassiti e mantenuti il che è un po' forte per chi dirige il giornale del presidente del Consiglio il quale - in quanto deputato - sarebbe anche lui un parassita e mantenuto. Forse in questo Sallusti dice cosa vera.

Telese guardava ogni tanto l'orologio e sbuffava senza intervenire. Passati dieci minuti ha interrotto l'alterco con la pubblicità. A quel punto ho cambiato canale.

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