venerdì 11 marzo 2011

A PENSAR MALE NON CI VUOLE POI MOLTO


di Bruno Tinti

Il Fatto ha scoperto che qualcuno ha tentato di corrompere “Fatima” per falsificare gli atti dello stato civile di Fki Ben Salah e invecchiare Ruby di 2 anni. Così B. si sarebbe accoppiato con una puttana, su questo non ci si può fare niente, ma maggiorenne: niente prostituzione minorile.

Siamo bravissimi? Bè si; ma è anche vero che, dopo l’annuncio delle ennesime indagini difensive in Marocco, non ci voleva molto a pensare male.

Adesso però si apre l’ennesimo baratro tra la vita di tutti i giorni e il processo penale. Nella vita di tutti i giorni il cittadino pensa: eccolo là, beccato!

Nel processo penale si apre un percorso a ostacoli allucinante.

Art. 9 del codice di procedura: chi commette all’estero un delitto per il quale la pena minima è inferiore a tre anni, è punito a richiesta del ministro della Giustizia. I soldi sono stati offerti a “Fatima” in Marocco, dunque all’estero; e fino a qui ci siamo. Lei non li ha accettati e quindi il reato commesso è quello di cui all’art. 322 del codice penale, istigazione alla corruzione, punito da 1 anno e 4 mesi a 3 anni e 3 mesi.

Stando così le cose, la storia finisce qui: voi ce lo vedete Alfano che richiede alla Procura di Milano di procedere contro B.?

Ah, già, perché la chicca è che la competenza appartiene, anche per questo reato, alla Procura di Milano: lo dice l’art. 10 del codice di procedura: se il reato è stato commesso interamente all'estero, la competenza è determinata successivamente dal luogo della residenza, della dimora, del domicilio, dell'arresto o della consegna dell'imputato. E B. risiede a Milano.

Ma, anche se il processo cominciasse (hai visto mai, nuove elezioni, B&C vengono cacciati a scopate, la nuova maggioranza è fatta di persone serie, il ministro della Giustizia chiede che si proceda), ci sarebbero problemi mica da poco. Prima di tutto: chi si deve iscrivere nel registro degli indagati?

Tutto quello che “Il Fatto” ha scoperto (fino ad ora) è che si trattava di due italiani; altro non si sa. Allora, si iscrive un procedimento contro ignoti? È vero che sarebbe la soluzione tecnicamente più corretta; ma: chi diavolo va fino a Fki Ben Salah per corrompere “Fatima” di sua iniziativa, per intenderci senza un preciso mandato di chi vi ha interesse? E fino a qui si può essere d’accordo: chi ha interesse a corrompere “Fatima” deve essere iscritto come indagato. Ma, chi ha interesse a corrompere “Fatima”? B, certamente. E i suoi C che dipendono da lui e che, se B. viene condannato, si ritrovano in mezzo a una strada, costretti a lavorare per vivere? E quelli dei C che addirittura, se vengono buttati fuori dal Parlamento, finiscono in galera? Tutta questa gente (qualche centinaia) potrebbe benissimo aver pensato di fare un favore a B., magari senza nemmeno dirglielo. E magari mettendosi in tasca la fotocopia dell’atto originale, pronti, a cose fatte, a monetizzare il frutto della loro dedizione.

Che fare, dunque?

Io comincerei a iscrivere un procedimento contro ignoti e poi manderei l’informativa ad Alfano: caro ministro, vorrebbe richiedere la punizione del colpevole di questo grave reato? E lascerei un posto libero sul caminetto per appendervi la risposta incorniciata.

1 commento:

Francy274 ha detto...

Si , ormai non resta che prenderli a scopate, non se ne può più di questi sciacalli, tutti protesi ai loro interessi.
Ora se ne va girando con un cerotto sulla guancia, per un dente, che bamboccio!