domenica 24 aprile 2011

IL REFERTO C’È MA CERONI ANNUNCIA QUERELA




Al pronto soccorso con la sorella la moglie raccontò delle percosse

di Sandra Amurri

Ieri Vittorio Feltri dalle pagine di Libero ha definito l’articolo pubblicato da Il Fatto sull’onorevole Remigio Ceroni (“Vuole riformare la Costituzione e mena la moglie”, questo il titolo) “lacunoso” e privo di “particolari utili per comprendere l’accaduto”. Facendo seguire una serie di domande: “Dove Ceroni ha menato la moglie fino a renderne necessario il ricovero al pronto soccorso? In quale ospedale la poveraccia è stata medicata? Quale prognosi i medici hanno emesso? Quali le cause del pestaggio?”. Concludendo: “Neanche un cenno di risposta ai basilari interrogativi.

Pazienza. A volte anche i cronisti provetti e i loro capi lavorano maluccio e con risultati deludenti...”

È VERO A VOLTE anche i giornalisti provetti e i loro capi lavorano maluccio ma non è questo il caso, visto che il Fatto Quotidiano ha pubblicato una notizia dopo averla verificata e documentata esattamente come è in grado di dimostrare. “È facile sbagliare - ancora Feltri - l’importante è riparare. Il problema è un altro e ben più grave. La signora Ceroni alla domanda sulle percosse postale da Libero, ha sorriso ed ha risposto candidamente anche un pò stupita e un po’ divertita: “L’unica volta che sono stata in un letto d’ospedale è stato quando ho partorito”. Allora, conclude Feltri, le ipotesi sono due o Il Fatto o la sposa del deputato ha detto una bugia pietosa...

Quando un parlamentare che fino a un giorno prima era un “signor nessuno” fa una battaglia politica, a prescindere che la faccia al servizio di Berlusconi o meno, è normale che ci si chieda chi sia quest’uomo, che si raccolgano notizie, che se ne tracci un ritratto. E quando si fa un ritratto si può scoprire di tutto. Anche, come in questo caso, che l’onorevole Ceroni ha usato violenza sulla moglie. A quel punto si ha il dovere di pubblicare la notizia seppure non c’entri nulla con la modifica della Costituzione da lui proposta. Lo abbiamo fatto con il dispiacere e la malinconia del cronista che indaga su fatti a volte illuminanti della personalità e del carattere. Non c’è nessun fango.

Nelle famiglie accade che si litighi, ma un litigio è diverso dal picchiare la moglie. E nessuno può solidarizzare con chi lo fa.

Non crediamo che Feltri picchi o abbia mai picchiato sua moglie e ci stupisce che ci rimproveri di non aver scritto “quali sarebbero le cause del pestaggio”. Perché - ipotizziamo - se la signora fosse stata sorpresa con un altro uomo, il marito sarebbe stato legittimato a menarla? Poi una donna può decidere di restare con chi vuole ma che il marito parlamentare l’abbia picchiata resta una notizia vera.

È QUESTA la ragione per cui non commentiamo le dichiarazioni della signora: “C’è chi si inventa tali falsità e le scrive sui giornali. Tutta pubblicità per mio marito. Lui è un uomo pacifico, inoffensivo. Se mio marito mi avesse picchiato non saremmo arrivati a 38 anni di matrimonio”. Noi comprendiamo il suo stato d’animo, purtroppo, comune a molte donne nella sua stessa situazione. Così come sorvoliamo sulle offese a chi scrive rese ai giornali e scritte su Facebook dalle figlie e ci stupiamo di vedere pubblicata su Libero la foto della famiglia Ceroni compresa quella della figlia minorenne. E prendiamo atto che l’onorevole Ceroni che ha invocato l’intervento del Presidente della Repubblica e del Presidente della Camera, mente quando afferma che si tratta di “volgari menzogne. Non farei mai del male alla donna che amo appartiene alla fantasia di questa giornalista”. E mente quando dichiara che chi scrive ha telefonato a metà paese alla ricerca di gossip.

I fatti. La signora Silvia Di Stefano, moglie di Remigio Ceroni ai tempi sindaco di Rapagnano, l’11febbraio del 1998 alle ore 9:48:52 riferisce ai medici di guardia del Pronto soccorso dell’ospedale Augusto Murri di Fermo - dove si è recata accompagnata dalla sorella - “di essere stata percossa dal marito” che il fatto è accaduto “ieri alle 22.30 circa presso la propria abitazione”.

I medici redigono il referto e lo inviano in copia all’autorità giudiziaria. Questa la diagnosi: “Ecchimosi spalla destra, spalla sinistra, braccio destro, contusione escoriata gamba destra, ematoma gamba destra, ecchimosi guancia destra, ematoma orbitario sinistro, contusione piramide nasale”. E queste le prestazioni eseguite: “Visita medica, medicazione, fasciatura semplice ig tetano bendaggio elastico. Esami richiesti: rx orbita zigomo sinistro ossa nasali più Ect Muscolare gamba destra consulenza oculistica e otorino”. Prognosi: venti giorni.

La signora è stata accompagnata al Pronto Soccorso la mattina seguente perché subito dopo essere stata picchiata è scappata di casa facendo perdere le sue tracce. Ascoltata dai carabinieri ha confermato il referto aggiungendo che avrebbe sposto querela nei confronti del marito. Cosa che ha ribadito ad un avvocato da cui si è recata alcuni giorni dopo accompagnata dalla sorella.

Questi i fatti: l’onorevole Ceroni intanto annuncia che querelerà Il Fatto.

3 commenti:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Laurea in sociologia; Insegnante di scuola secondaria superiore. Non male per un sociologo e un insegnate, cero?

cetta504 ha detto...

Mi hai convinto, ti copio. Non lo trovo sul Fatto.
Auguroni a te e famiglia.

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

No, è nella versione in abbonamento PDF online.
Ricambio gli auguri.