mercoledì 11 maggio 2011

"Brutti, sporchi e cattivi" L'ossessione del Cavaliere


di FILIPPO CECCARELLI

DUNQUE, e oltretutto: il nemico puzza. Perché è sporco e si lava poco. Nel luglio di due anni fa un telefonino rubò le immagini e il sonoro di una festa leghista in cui l'onorevole Salvini un po' brillo si abbandonava al canto di una graziosa canzonetta. Il motivetto dell'attuale candidato a vicesindaco di Milano era piuttosto in voga tra le tifoserie delle squadre del Nord: "Senti che puzza, scappano anche i cani:/ sono arrivati i napoletani!/ Colerosi e terremotati,/ con il sapone non si sono mai lavati".
Bene, nel discorso di Crotone il presidente Berlusconi ha fatto suo il
prezioso argomento di Salvini e con allegra ferocia, come al solito, dal terreno etnico-calcistico l'ha rilanciato su quello post-ideologico all'insegna di un igienismo ad uso biopolitico e contundente.

Quelli di sinistra, appunto, ammorbano l'aria per difetto di pulizia. In modo totalitario e definitivo arriva in tal modo a configurarsi la delegittimazione dell'avversario in queste elezioni. Lui invece si addormenta con una mentina in bocca per rispetto del partner, come ha ritenuto di testimoniare mesi orsono a un rotocalco una sua amica attrice. I sensi, l'olfatto, la sporcizia personale arbitrariamente attribuita agli uomini di sinistra - le donne sono brutte - sostituiscono quindi le vecchie accuse e le antiche passioni nel quadro di quello che vorrebbe manifestarsi come un estremo conflitto di civiltà.

E si resta sempre un po' incerti dinanzi al compito di collocare, magari anche sforzandosi di interpretare questo genere di sotto-prodotti da comizio nell'era della turbo-semplificazione. Se dargli peso e in che maniera, con quali limiti. Venti anni fa si sarebbe trattato di faccende trascurabili; si scherzava sui capelli lunghi e unti di De Michelis, "e più me lo dicono - rispondeva lui - meno me li taglio" (c'è pure un film in cui Alberto Sordi ripete la battuta). Una volta, era il 1992, Montanelli rispose a un lettore lasciando capire che Bossi aveva un rapporto piuttosto disturbato con la doccia. Ma insomma, bazzecole. E il Senatùr aveva la fama del barbaro.

A dirla tutta, Berlusconi non sembra un tipo da puzza sotto il naso. Ma in realtà proprio sull'odorato il personaggio sconta un che di ossessivo, una ricerca di perfezione soprannaturale, si direbbe, riverberatasi col tempo in un capriccio di distinzione sovrana. L'idiosincrasia per l'aglio, ingrediente essenziale nella cucina italiana, anche se ormai del tutto abolito nei menu ufficiali; lo spiccatissimo potere, cantato da Dell'Utri e altri cortigiani, che il Cavaliere possiede di percepirlo a distanza, come un vampiro; e poi quel fantastico precedente d'aula che lo vide vittima della "fiatella" di qualche suo finora ignoto onorevole, col risultato che il giorno dopo l'intero gruppo parlamentare berlusconiano si ritrovò nella cassetta delle lettere un flaconcino per l'alito accompagnato da una garbata, ma ferma lettera in cui si raccomandava di usare lo spray "al fine di rendere sempre piacevoli gli incontri ravvicinati tra lei e il presidente di Forza Italia, onorevole Silvio Berlusconi, nonché dei suoi elettori".

Anche dopo la polemica sulla scuola quadri delle Veline, d'altra parte, nell'aprile del 2009, il Cavaliere espresse il suo sdegno accusando chi gli stava dando addosso di aver mandato in Parlamento persone "malvestite e maleodoranti", le suddette ragazze essendo state scelte in quanto implicitamente ben vestite e meglio profumate.
Ma qui, sia pure con filo di sgomento, è doveroso smentire il Cavaliere, o forse non proprio smentirlo, ma aggiustare le cose. Perché negli atti giudiziari del caso Ruby, a proposito delle cene "eleganti", si capisce che così tanto eleganti non dovevano essere se il padrone di casa una volta rimproverò una sua ospite di aver mangiato cipolle e un'altra volta, recidivo nella scortesia, invitò addirittura una delle ragazze ad andare in bagno per lavarsi le ascelle che "emanavano - si legge in atti - un cattivo odore". Come dire, al grado zero della politica, che si era portato i suoi avversari di sinistra nella sala del bunga bunga.

(11 maggio 2011)

3 commenti:

Francy274 ha detto...

Ripeto ciò che ho già detto su fb. riguardo a queste ennesime offese di b. verso una parte dell'elettorato.

Certo che ascoltare e osannare un puttaniere che parla di "pulizia personale", è come sorbirsi una lezione di onestà tenuta da Arsène Lupin in persona!!!

Marianna ha detto...

a Roma siamo esseri umani ..è inutile dire ....a Roma poi..

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Ma quello, almeno, era un ladro gentiluomo! ;-)