venerdì 6 maggio 2011

"La mia nomina fuorisacco aiutata anche dalla Chiesa"


"Diciamo la verità, la mia è una nomina fuori sacco". Gianpiero Catone non ha rispettato la fila. E' entrato dalla finestra nella stanza del governo.
"È la verità. Sono un fuorisacco, un signore che Berlusconi ha assolutamente voluto per le sue competenze".

Dottore commercialista, professore universitario, espertissimo in fondi europei, architetto delle più ardite finanze.
"Mi conoscono ovunque".

E gode di vaste simpatie Oltretevere.
"E perché dovrei tacere di questa intima connessione con la Chiesa? La Chiesa ha sempre speso buone parole per me".

Vescovi e cardinali.
"Conosco cinque o sei cardinali, qualcuno avrà telefonato".

Ha elaborato parecchi progetti finanziari anche per la Chiesa.
"Naturalmente
".

Volti alla costituzione di una solida impresa sociale.
"Sul sociale, certo. Sul versante del sociale lavoro molto. Nelle confraternite raccolgo voti e sostegni umani".

Catone è veramente un fuori sacco.
"Ho detto a Berlusconi: se ti servono i miei servigi sono a disposizione. L'autista ce l'ho da me, non mi serve l'auto blu. Se vuoi mandarmi alla Sanità, pensa a un altro".

Lei è un uomo di competenze e di bilanci.
"Tutta la mia vita dedicata a un lavoro che mi ha dato tanto".

I falsi in bilancio erano due, dico bene?
"Non ho capito".

Le solite malelingue ricordano i processi.
"Prescritti, assolutamente prescritti".

Zero condanne.
"E altre volte assolto".

Fini prova compassione.
"Ho sempre provato stima per lui. E quando le nostre strade si sono divise ho spiegato il perché: non me la sentivo di andare così contro a Berlusconi. E dai!".

Anche dai Responsabili si è però voluto distinguere.
"Poveretti, fanno quello che possono. Si sono un po' eccitati per i posticini. Ma io ho una storia solida e anche un impegno di rappresentare tanti elettori".

Lei è appunto un fuorisacco.
"Fuori dal coro".

Ma dentro al coro.
"Amico mio, anch'io sono un precario".

Sempre sul limite.
"Oggi ci sei, e domani non ci sei più".

Politicamente.
"E certo, cos'ha capito?".

(06 maggio 2011)

5 commenti:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Professore universitario,esperto di economia e bilanci! Strano che non conosca il significato dell'istituto giuridico della PRESCRIZIONE, che non vuol dire assoluzione. E che chi si ritiene veramente innocente alla prescrizione può rinunciare facendosi processare sicuro della propria innocente e di essere, pertanto assolto.

Francy274 ha detto...

Seeeeeeee, Luigi, non pretendere la luna da questi "fenomeni", lo sa benissimo cosa significa prescrizione, per ciò lo traduci agli ignoranti con il significato di innocente!

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Stavo facendo del'ironia...

Francy274 ha detto...

Lo so, anch'io :)

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

;-)