lunedì 27 giugno 2011

Non possiamo aspettare oltre


Presidente del consiglio, innanzitutto la ringrazio per ascoltare, questa volta, anche la voce dell’opposizione.
Ho ascoltato anch’io con attenzione il suo intervento questa mattina, e posso dire con serenità che lei ha delineato alcune fotografie che sono un dato di fatto da cui bisogna partire. Il Capo dello Stato le ha chiesto di venire qui a verificare se lei aveva ancora una maggioranza. Lei ha detto, e i fatti le danno ragione che la maggioranza di 317 deputati di ieri è più numerosa di quella di 314 voti del 14 dicembre. Quindi c’è una maggioranza in Parlamento, e questo Parlamento non è in grado, oggi, di offrire un alternativa per far uscire un governo diverso in questa legislatura.
Noi dell’Italia dei valori ci siamo battuti e ci battiamo perché cambi legislatura al più presto, ma sappiamo che la legge dei numeri è quella che è e da qui dobbiamo ripartire. Lei mi darà atto che noi dell’Idv abbiamo fatto e vogliamo fare un’opposizione durissima al suo governo, a cui una cosa rimproveriamo: l’aver creato “una nuova divisione del Paese”, ha detto il collega Tabacci, ma io dico una nuova divaricazione sociale nel paese. L’aver creato, cioè, un Paese dove pochi stanno troppo bene e troppi stanno troppo male. Quel che più le rimproveriamo è l’aver creato una nuova categoria di poveri, una nuova categoria di persone che non hanno speranza per il futuro.
Lei però ha detto oggi una cosa che deve far riflettere noi dell’opposizione. Il presidente del consiglio ha detto che ci sono secondo lui tre o quattro opposizioni, che non c’è una chiara identità di programma e che non riusciamo a esprimere una leadership in grado di proporci come alternativa. Bene, io credo che noi dobbiamo sfidarlo su questo campo, proprio perché altrimenti ci limiteremmo a chiedere il voto ai cittadini in forma di plebisicito positivo o negativo sull’attività di governo di Berlusconi.
Noi riteniamo che i cittadini abbiano già dato una risposta. La hanno data con le elezioni amministrative. La hanno data ancor più con i referendum. Hanno detto che, dopo l’illusione creata dal governo Berlusconi, oggi c’è una delusione. Lo hanno detto perché con i referendum hanno mandato tre messaggi precisi. Ventisette milioni di cittadini sono andati a votare nonostante fosse stato detto loro di non andarci e nel 95% dei casi hanno detto che vogliono che l’art. 3 della Costituzione sia uguale per tutti: per chi governa e per chi è governato. Quindi i cittadini hanno già detto che c’è una divaricazione tra la maggioranza numerica di questo Parlamento e la volontà della maggioranza reale del Paese.
Al massimo tra due anni ci saranno le elezioni. Io penso che ci dobbiamo battere perché siano il più presto possibile, ma dobbiamo partire da un dato di realtà: che difficilmente questo governo si schioderà prima di due anni. Quindi abbiamo due anni per costruire questa alternativa. Ma dobbiamo cominciare da subito.
I cittadini hanno già mandato a dire a questo governo che non condividono le politiche dell’illusione che sono state portate avanti in politica estera, nella politica economica, nelle scelte energetiche, nella politica giudiziaria. Hanno detto che vogliono riformare la giustizia? Ne parleremo. Ma certo hanno detto che non vogliono più leggi ad personam. Ma noi? Qual è il nostro programma? Qual è la nostra coalizione? Qual è il nostro modo per scegliere la leadership? E’ su questo che ancora oggi siamo in crisi. Ho sentito l’on. Martino chiedere, prima: “Voi cosa offrite in alternativa?”. Bene io lo devo dire davanti a tutti, pubblicamente: non lo so. Non lo so perché non ho ancora avuto una riunione con gli altri leader dei partiti dell’opposizione. Non lo so, e qui lo chiedo pubblicamente, davanti al Paese. Se c’è un partito di maggioranza relativa ha il dovere oggi di convocarci per vedere cosa fare. Non può aspettare più un minuto.
Ci è stato detto che dobbiamo fare le primarie. Su che cosa, per quale programma, con chi? Io non me la sento di chiedere ai cittadini di votare per un leader senza sapere per fare cosa e dove mi porta. Perché non me la sento di portare il Paese verso un oscuro premier che magari parla bene e affabula tanto, ma che poi, in concreto, non so se ha in capo un mondo liberale, un mondo fatto anche di economia basata sulla libera concorrenza, un mondo basato sulla meritocrazia, sull’efficienza del servizio pubblico…
Vorrei ricordare che l’Idv è un partito politico che fa parte dei liberaldemocratici a livello internazionale e nel Parlamento europeo, e io non ci sto più a sentir dire ogni volta che si parla dell’opposizione “la sinistra”. L’opposizione a questo governo è fatta non solo dalla sinistra. E’ fatta da forze politiche che mettono insieme e devono mettere insieme con grande responsabilità la solidarietà, della sinistra, la difesa delle fasce più deboli, della sinistra, la legalità, della destra sociale, la capacità di mettere insieme solidarietà e libero mercato in modo che anche la meritocrazia sia un valore e non diventi mero assistenzialismo.
Abbiamo dimostrato di saper fare opposizione. Se oggi stiamo discutendo di tre temi fondamentali come quelli dei referendum è grazie all’opposizione dell’Idv che su questi temi ha avuto il coraggio e l’umiltà di andare avanti fino in fondo. Oggi siamo qui e vogliamo discutere di un progetto e di un programma. Vogliamo sapere in che cosa consiste questo programma.
Ecco perché noi chiediamo a gran voce di dare una risposta concreta e positiva alla richiesta del governo. Dice che vuole vedere un’alternativa? Facciamogliela vedere. Dice che vuole dedicare i prossimi due anni ad alcun riforme su cui ha chiesto che l’opposizione dia una mano? Presidente del consiglio, io non so cosa voglia dire “dare una mano”, però la sfido.
Lei ha detto che vuole fare una riforma fiscale e tributaria. Porti domani mattina dal 12,5% al 20% la tassazione della speculazione finanziaria, e io gliela voto. Porti domani mattina un aumento delle risorse finanziarie e umane e delle strutture per far funzionare la giustizia e io sono pronto a discutere. Lei porti l’eliminazione del reato di immigrazione clandestina, che non c’entra niente con la sistemazione del problema dell’immigrazione, e noi lo discuteremo e lo voteremo. Lei rimetta in discussione la defiscalizzazione degli investimenti, anche con riferimento ai fondi Fas, e noi siamo pronti a discutere.
Lei ha chiesto all’opposizione di essere forte e coerente. Io la sfido, ma porti dei provvedimenti che servono al Paese. Non porti più leggi ad personam, perché ilPpaese le ha detto che quelle non le dobbiamo discutere più. Io non so se lei avrà il coraggio di farlo, ma una cosa è certa: che l’opposizione ha il dovere di proporre un’alternativa.
E allora amico Luigi Bersani comincia tu, perché a te spetta il dovere, l’onore e l’onere, di convocarci.

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