lunedì 27 giugno 2011

Val Susa, lanci di sassi e lacrimogeni La polizia sfonda le barriere dei No Tav

Durante la risalita lungo la strada che porta al presidio della Maddalena le forze dell'ordine hanno rimosso tutti gli ostacoli e i manifestanti si sono dispersi nei boschi

Durante la risalita lungo la strada che porta al presidio No Tav della Maddalena le forze dell’ordine hanno rimosso tutti gli ostacoli che i manifestanti hanno usato per impedire l’accesso all’area dove è prevista la realizzazione del cantiere per la linea ferroviaria Torino-Lione.
Al momento dello sfondamento, il presidio ha tentato di bloccare le forze dell’ordine segando un grande albero di pino, ma la persona che stava tentando di tagliare l’albero è stata allontanata e non è riuscita a completare l’operazione.
Dopo il fitto lancio di lacrimogeni, i poliziotti sono riusciti a entrare sia a Nord, a fianco dell’autostrada, sia a Sud a fianco della cosiddetta “Centrale” facendo confluire i manifestanti nel piazzale.

Un militante – conosciuto con il nome di Turi – ha saltato la staccionata per andarle contro ed è stato bloccato con rudezza e colpito dagli agenti che lo hanno immobilizzato. Il manifestante è stato bloccato mentre si avvicinava al mezzo tenendo in mano due pezzi di aglio “con i quali – ha successivamente riferito agli agenti – voleva benedire i mezzi”. L’uomo – hanno riferito fonti della Questura di Torino – con disegni di colore rosso sul viso, è sceso da una scaletta fra le due gallerie dell’autostrada ed è stato bloccato prima che raggiungesse il mezzo, ma – hanno precisato le stesse fonti della Questura del capoluogo piemontese – non è stato colpito in alcun modo. Dopo essere stato bloccato, è stato condotto in un’area di sicurezza, identificato e poi rilasciato.

Da Chiaromonte la cronaca del giornalista Lorenzo Galeazzi

L 'inviato del Fatto Quotidiano al presidio No Tav in Val di Susa by ilfattoquotidiano.it. Uploaded with SoundCloud iPhone

Ore 12.17 – Comunità montane: “Azione di forza dimostra fallimento della politica”
“La necessità di un’azione di forza testimonia il fallimento nella gestione politica di questa vicenda”. Così le Comunità montane Valle di Susa e Val
Sangone commentano le tensioni di questa mattina alla Maddalena. “La decisione di aprire formalmente un cantiere per un tunnel geognostico, inutile ai fini della progettazione – aggiungono -, non risponde alle richieste dell’Unione europea”. La maggioranza della popolazione, sottolineano, ha già ribadito la sua contrarietà alla Tav e, continuano, “questa impostazione nei rapporti con il territorio non favorisce la distensione e soluzione dei problemi in campo”. Per questo la Comunità e i comuni coinvolti “chiedono la convocazione urgente di un tavolo politico con il governo per riprendere corretti rapporti
istituzionali”.

Ore 12.13 – Di Pietro: “Preferiamo andare con il mulo che manganellare i cittadini”
Anche il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro sottolinea l’importanza di investire nelle infrastrutture in Italia. Ma aggiunge: “Riteniamo altrettanto fondamentale e prioritario che le infrastrutture non si costruiscano con il manganello”. “Nella scelta tra fare le infrastrutture e farle a manganellate
noi – aggiunge – stiamo sempre senza se se senza ma dalla parte del rispetto dei diritti fondamentali delle persone”. “Preferiamo mille volte
- conclude – andare con il mulo piuttosto che con il manganello sulle teste dei cittadini”.

Ore 11.56 – Cremaschi (Fiom): “Soluzione militare del governo non funzionerà. La mobilitazione continua”
“Pieno appoggio allo sciopero generale in corso in tutta la valle che sta fermando tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati” è stato espresso da Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom. “La soluzione militare decisa dal governo e dalle istituzioni piemontesi – osserva – non porta da nessuna parte. Non si agisce contro un intero popolo, lo sciopero generale della Val Susa è solo l’inizio di una mobilitazione che continuerà e che alla fine riuscirà a farsi valere”.

Ore 11.54 – Marcegaglia: “Avvio lavori fondamentale per finanziamenti Ue. Torni la legalità”
“Un paese civile e democratico come l’Italia non può permettersi la permanenza di un presidio come quello del villaggio Maddalena, al di fuori della legalità”. Così la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, commentando oggi a margine dell’assemblea di Federchimica le notizie sugli scontri in Val di Susa. “La Tav è un’opera fondamentale per lo sviluppo dell’Europa – ha aggiunto – e un’infrastruttura importante per mantenere i collegamenti dell’Italia a livello internazionale”. “Per questo – conclude – è fondamentale che i cantieri partano entro fine mese, per non perdere quote di finanziamento europeo”.

Ore 11.43 – Cota: “Tav è priorità per la regione. Non confondiamo gli abitanti con i facinorosi”
Per il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, “la TAV è un’opera assolutamente necessaria per il Piemonte e per l’intero sistema Paese”. Sugli scontri in mattinata, il governatore ha aggiunto, esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine: “Non si può confondere la posizione della Val di Susa con l’azione di violenti facinorosi”.

Ore 11.34 – I No Tav lasciano smontano le tende e lasciano il presidio
Il popolo No Tav sta lasciando il piazzale della Maddalena, obbedendo all’ordinanza di sgombero firmata dal prefetto di Torino, Alberto Di Pace. A gruppi di dieci – com’è stato concordato con le forze dell’ordine – giovani, donne e anziani smontano rapidamente le tende, impilano le sedie in plastica, caricano su furgoni le cucine da campo, raccolgono le cose servite per passare il lungo presidio, dalla fine di maggio ad oggi.

Ore 11.18 – Sindaco Chiomonte: “Non poteva che finire così, sono angosciato”
“Sono troppo angosciato per parlare. Quando finisce così non si può essere contenti”. E’ il commento del sindaco di Chiomonte, Renzo Pinard, che guida una maggioranza di centrodestra. “Non poteva che finire così – aggiunge – sarebbe da ipocriti dire una cosa diversa”. “Comunque – conclude – mi sembra che pochi tra i No Tav abbiano usato violenza. D’altronde neppure le forze dell’ordine hanno usato il pugno di ferro sul piazzale dove i manifestanti avevano allestito le loro tende e i loro ritrovi”.

Ore 11.11 – Area cantiere Tav consegnata alla ditta per avvio lavori
E’ stata consegnata dalle autorità di Polizia alla ditta interessata l’area nei pressi della Maddalena di Chiomonte sulla quale deve essere realizzato il primo cantiere della Tav. Lo si apprende da fonti della Questura di Torino.

Ore 10.53 – Matteoli: “Tav è priorità per lo Stato. Non ci arrendiamo”
“Lo Stato non può assolutamente arrendersi di fronte a dei protestatari: la Tav è considerata una priorità da parte dello Stato. I lavori andranno avanti”. Così il ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli commenta i disordini avvenuti questa mattina in Val di Susa. Il titolare delle Infrastrutture è intervento a margine dell’inaugurazione della nuova barriera autostradale di Rosignano Marittimo.

Ore 10.24 – Scioperi spontanei in molte aziende Val di Susa
Sciopero spontaneo in molte fabbriche metalmeccaniche della Val di Susa, dopo quanto avvenuto questa mattina a Chiomonte. E’ quanto rende noto la Fiom. Tra le aziende in cui ci sono stati gli scioperi la “Savio” di Chiusa San Michele, la “Teknocar” di Sant’Antonino, la “Beltrame” di San di Dero e la “Vertek” di Condove

10.24 – Quattro feriti fra i manifestanti, nessuno grave
Quattro manifestanti sono rimastiferiti nelle operazioni per l’apertura del cantiere della Maddalana di Chiomonte (Torino) per la ferrovia Torino-Lione. I manifestanti feriti si sono fatti medicare nel centro di primo soccorso allestito nel presidio della Maddalena di Chiomonte. Nessuno ha riportato ferite gravi. Molto più numerose – e non sono stati conteggiati dagli operatori – sono state le persone che hanno avuto bisogno di assistenza per essere state intossicate dal fumo dei lacrimogeni che sono stati lanciati verso il campo.

Ore 10.13 – Bombe carta contro convoglio, chiodi e olio su strada
Anche delle bombe carta sono state lanciate contro i mezzi degli operai e delle forze di polizia in Val di Susa, dove si sta insediando il cantiere preliminare per la realizzazione della Torino-Lione, ostacolato dalle resistenze dei manifestanti No-Tav. La strada dell’Avana’ e’ cosparsa di chiodi a 4 punte, e ricoperta di liquido oleoso per rendere scivoloso il terreno, cosa che complica notevolmente l avanzata del convoglio dei mezzi. Un fitto lancio di pietre e’ arrivato da manifestanti nell area dell azienda vitivinicola della comunita’ montana contro operai e agenti ed e’ in corso anche un lancio di grossi massi da parte di manifestanti attestati nell area retrostante il museo archeologico

Ore 10.04 – Nota della polizia: “Fumogeni usati per rispondere a petardi e oggetti”
La Polizia, in una nota, comunica di aver risposto con il lancio di lacrimogeni al gruppo più agguerrito di manifestanti No-Tav che stanno lanciando pece, secchi di vernice, numerosi grossi petardi, oggetti contundenti e stanno scaricando estintori all’indirizzo di operai e agenti sulla strada dell’Avanà, in Val di Susa, all’altezza del sito della A32 in cui sarà allestito il cantiere per la realizzazione della galleria geognostica per la costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione. Il lancio di oggetti e di polvere di estintore è proseguito e sono state alzate anche “barricate di fuoco”, roghi generati da balle di fieno posizionate sulla strada dell’Avanà, intrise di olio e nafta. Le forze dell’ordine e gli operai sono arrivati intorno alle 5 del mattino, per l’insediamento del cantiere in località la Maddalena di Chiomonte, in Val di Susa, nell’area attigua al viadotto “Clarea”, in uscita dalla galleria Ramats sulla carreggiata sud dell’A/32. L’autostrada è stata chiusa alle 4 nella tratta compresa tra Bardonecchia e Avigliana Ovest, in entrambe le carreggiate, per motivi di sicurezza e di pubblica incolumità. Per chi è diretto in Francia si consigliano due itinerari alternativi: dalla tangenziale sud di Torino si imbocca la A6 Torino-Savona e poi la A10 Savona-Ventimiglia-Francia,; oppure, dalla tangenziale nord di Torino, uscita A5 Torino-Aosta-Courmayeur-T1, Traforo del Monte Bianco-Francia. All’arrivo delle forze di Polizia nell’area del cantiere, centinaia di manifestanti No Tav si sono posizionati nei pressi della galleria Ramats, alcuni di loro armati di sassi. Numerosi posti di blocco sono stati rimossi dagli agenti. Anche i vigili del fuoco sono stati impegnati a neutralizzare i roghi creati dai manifestanti. Sempre la polizia comunica che al Check point della centrale elettrica lungo la colonna dei mezzi delle maestranze e di Polizia, i manifestanti stanno cercando di abbattere un albero per farlo cadere addosso ai mezzi ed è in atto un fittissimo lancio di sassi. Per respingere l’aggressione anche li’ sono stati esplosi diversi lacrimogeni da parte delle F.F.P.P. ivi presenti, che al momento hanno superato il predetto posto di blocco. Una decina gli sbarramenti che il convoglio di mezzi delle forze di polizia e degli operai provenienti su strada dell’Avana’, sono stati costretti a rimuovere prima di raggiungere e superare il primo e il secondo check point

Ore 09.56 – Forti tensioni al presidio, feriti tra forze dell’ordine
Venticinque agenti delle forze dell’ordine sono rimasti feriti nelle operazioni per l’apertura del cantiere della Maddalana di Chiomonte per la ferrovia Torino-Lione. Lo si apprende da fonti della Questura di Torino. Cinque agenti sono stati portati in ospedale in ambulanza; venti sono stati medicati sul posto.

Ore 9.47 – Bloccati collegamenti stradali verso la Francia
Sono
bloccate tutte le strade tra Torino e il confine francese passando per la Valle di Susa. L’autostrada A32, Torino-Bardonecchia, è stata chiusa all’alba dalle forze dell’ordine che stanno intervenendo per consentire l’avvio del cantiere della Torino-Lione. L’autostrada è chiusa tra Bardonecchia e Avigliana Ovest, in entrambe le direzioni mentre da poco alcuni manifestanti No Tav hanno bloccato il traffico sulla SS24, la statale che porta verso il confine.

Ore 9.36 – Polizia raggiunge il presidio, No tav in fuga

Le forze dell’ordine, dueore dopo avere forzato il primo sbarramento, sono arrivate sul piazzale della Maddalena di Chiomonte dove fino a poco prima c’erano centinaia di No Tav e hanno occupato l’area. I manifestanti si sono rifugiati nei boschi e di tanto in tanto esplodono grossi petardi.

Ore 9.25 – Comunicata ai manifestanti ordinanza prefettizia
Poco prima che le ruspe cominciassero l’avanzata per raggiungere l’area del cantiere dove dovranno avere inizio i lavori del tunnel geognostico della Torino-Lione, le forze dell’ordine hanno comunicato ad alcuni manifestanti presenti dietro una barricata l’ordinanza del prefetto di Torino in cui si fa sapere che le aree occupate sono ora nella disposnibilità delel forze dell’ordine e che pertanto dovranno venire sgomberate. Lo ha comunicato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Davide Bono, presente sul luogo. “Ritengo poco corretta la procedura usata perché l’ordinanza è stata letta quando già le forze dell’ordine sono schierate e quindi non è stato possibile avvertire prima la popolazione che aree a loro disposizione ora non lo sono più”, conclude.

Ore 9.00 – Ruspa rimuove blocchi su percorso verso aerea Maddalena
La pala meccanica che ha sfondato la barricata della Centrale Idroelettrica, sta rimuovendo tutti gli ostacoli e i blocchi creati dai No Tav sulla strada dell’Avanà, che conduce all’area della Maddalena, dove è prevista la realizzazione del cantiere per la linea Torino-Lione. La pala è guidata da un agente di Polizia e finora sono state tolte due cancellate. Durante le operazioni sono stati lanciati alcuni lacrimogeni. La colonna di poliziotti e carabinieri si è fermata dietro uno sbarramento di balle di paglia sul quale sono state poste bottiglie, che – secondo le Forze dell’ordine – potrebbero probabilmente contenere liquido infiammabile. Per ritardare l’azionedelle forze dell’ordine i manifestanti hanno dato fuoco al penultimo sbarramento prima della sommità della Maddalena.
Una densa colonna di fumo nero si è levata dalla strada dell’Avanà. I No Tav hanno tirato anche alcune pietre. Per disperderli le forze dell’ordine hanno lanciato una nuova batteria di lacrimogeni.

ore 8.51 – Pietre contro la ruspa a punto di accesso Galleria Gaglione
Pietre e vari oggetti sono stati lanciati contro una ruspa che si è avvicinata a uno dei tre punti di accesso (quello vicino alla galleria Giaglione dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia) presidiati dai manifestanti No Tav nella zona di Chiomonte (Torino). Un vetro della cabina di guida della pala meccanica è stato rotto dal lancio di pietre e oggetti e lo scarico degli estintori, fatto da alcuni dei manifestanti sistemati sulla campata della galleria, ha infastidito il conducente.
Nel punto di accesso è stata realizzata una barricata con pietre, alberi e reti metalliche. All’arrivo della pala meccanica, decine di militanti No Tav si sono accalcati ma la ruspa non ha bloccato il lavoro. La maggioranza dei manifestanti ha contestato coloro che hanno lanciato le pietre contro la ruspa, che al momento sta continuando nelle operazioni di rimozione del materiale con il quale è stato ostruito il percorso di accesso verso l’area della Maddalena, dove è prevista la realizzazione del cantiere.

Ore 8.00 – Sfondate le barricate e lanciati lacrimogeni
Le forze dell’ordine hanno sfondatola barricata eretta dai manifestanti No Tav alla centrale idroelettrica di Chiomonte (Torino). Sono stati lanciati alcuni lacrimogeni. Gli agenti stanno risalendo verso la Maddalena scortando una ruspa.

Ore 07.45 – Nel pomeriggio presidio davanti a sede Pd di Torino
Un presidio No Tav è stato promosso per questo pomeriggio davanti alla sede del Pd torinese. A darne notizia una nota del Cub Piemonte in cui si annuncia che coloro che si oppongono all’opera e non possono recarsi in Val di Susa “si troveranno di fronte alla sede del Pd per ringraziare coloro che hanno chiesto l’intervento dell’esercito contro il movimento No Tav”.

Ore 07,39 – Ordinanza della prefettura
La Prefettura di Torino ha, poi, emesso un’ordinanza secondo la quale l’area della Maddalena di Chiomonte (Torino), occupata dagli attivisti è nella disponibilità delle forze di Polizia. E’ quanto è stato comunicato agli amministratori locali che, al punto di accesso noto come “Centrale idroelettrica”, dove è stata creata una delle barricate, stanno trattando con le forze dell’ordine. Alla centrale sono accorsi un centinaio di attivisti. L’ordinanza – si è saputo – è stata emessa dal Prefetto di Torino lo scorso 22 giugno.

Ore 07,17 – Manifestanti insultano gli operai
Urla e insulti si sono levati contro gli operai che si trovano sull’autostrada A32 Torino-Bardonecchia, nei pressi di Chiomonte (Torino), per l’apertura del cantiere della linea ferroviaria Tav Torino-Lione. Uno degli operai e a bordo di un mezzo con una grossa pinza meccanica, gli altri sotto la galleria in attesa di iniziare i lavori per la recinzione del cantiere. “Servi”, “Vergogna”, “Giù le mani dalla Valsusa”, hanno gridato due-trecento persone mentre il mezzo si muoveva in autostrada. Altri hanno intonato la canzone partigiana ’Bella ciao’. Intanto, a un altro lato dell’area del futuro cantiere, a Giaglione, sono arrivate le forze dell’ordine vicino a un presidio dei manifestanti che hanno eretto una barricata. Per segnalarne la presenza i No Tav hanno esploso alcuni fuochi d’artificio.

Ore 5.00 – Scatta l’allarme al presidio
L’allarme è scattato già alle alle 4 e 30. A richiamare le centinaia di persone del movimento No Tav sono stati i fuochi d’artificio sparati dal piazzale, come era stato stabilito nella serata di ieri. Tutti si sono alzati dalle sedie o dai giacigli di fortuna e si sono diretti verso i punti del presidio dove sono state preparate le barricate. Numerose persone sono nascoste nei boschi nell’oscurità. Dalle sei del mattino una lunga colonna di veicoli delle forze dell’ordine che scortano i mezzi delle ditte incaricate di aprire il cantiere della Torino-Lione sta scendendo dall’autostrada A32, da oltre un’ora chiusa al traffico. La colonna è diretta a Chiomonte. Altri mezzi sono in direzione della strada della valle Clarea sbarrata dalle barricate formate dai manifestanti No Tav.

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