giovedì 9 giugno 2011

Vita da cani con Alitalia

BRUNO TINTI

Aeroporto, 6 di mattina. Il mio cane e io al desk Alitalia. Mac è cordiale, educato, sa stare al mondo. Si avvicina al nastro valigie e si accuccia. Io faccio il check in. 28 F. “Mi scusi ma così mi tocca fare tutto l’aereo con il trasportino [contenitore per cani, in aereo debbono stare lì] e la valigia [bagaglio a mano regolamentare]. Una hostess gentilissima cerca un posto più avanti, ma non ce n’è. Arriva un’altra hostess, anche lei gentilissima. “Io la imbarco lo stesso ma le debbo dire che il suo trasportino non è regolamentare, è troppo grosso (50x30x30); ne deve comprare un altro”. “Come un altro? Mi hanno detto che è omologato; costa un sacco di soldi, guardi com’è bello”. “Sì, ma da regolamento le misure debbono essere 40x20x20: il trasportino deve stare sotto il sedile davanti; è una questione di sicurezza”. Non discuto, debbo partire e Mac con me; sia mai che resto bloccato. Così vado alla biglietteria e faccio il biglietto per lui; perché a me lo fanno, con carta di credito, via Internet o al call center (anche lì gentilissimi) ma per Mac bisogna prima fare il check in e poi fare un’altra fila appunto in biglietteria. Intanto mi monta il solito impotente risentimento del cittadino vessato.

Domanda 1: ma quale razza di cane sta in un trasportino di 40x20x20? Un chihuahua. Perché Mac Duffy è un west highland (il cagnetto bianco del Black and White), pesa 5 kg ma nel trasportino a misura Alitalia ovviamente non ci sta. Manco un gatto sta in una scatola del genere.

Domanda 2: Sicurezza? Basta farmi mettere vicino al finestrino con il trasportino sotto le gambe.

Domanda 3: Capisco un cane grande che in cabina può creare problemi, ma perché un cagnetto come Mac deve viaggiare in stiva, terrorizzato e trattato come una valigia? E poi scaricato e ricaricato su un altro aereo quando, come in questo caso, si deve fare uno scalo?

Domanda 4: Non è meglio dire subito che Alitalia cani non ne porta? Le compagnie low cost (Easy jet, Ryanair) non trasportano cani, io lo so e non viaggio con loro, anche se prezzo e puntualità sono eccezionali. Alitalia fa pagare il doppio e offre lo stesso servizio?

Domanda 5: L’itinerario che percorro abitualmente è servito anche da altre compagnie. Quando ho preso uno dei loro aerei, mi hanno aiutato in tutto: posto davanti per non farmi trascinare il bagaglio lungo tutto il corridoio e perfino la gentile offerta di far uscire Mac dal suo trasportino durante il volo e tenerlo in braccio; ma non se ne è fatto niente, lui se la dormiva alla grande. Ha senso regalare clienti alla concorrenza?

Domanda 6: Alitalia lo sa che lo Stato spende ogni anno un po’ di soldi per le campagne contro l’abbandono degli animali? E impedire di fatto ai loro proprietari di portarli con sé non è un obiettivo incentivo a disfarsene?

Domanda 7: Alitalia lo sa che c’è l’art. 727 del codice penale? Ecco, lì c’è scritto che non si può detenere un animale in condizioni incompatibili con la sua natura e produttive di gravi sofferenze. Si sono chiesti che effetto fa a un essere vivente viaggiare in una bara? “Chi di dovere” dovrebbe provare a sdraiarsi in una scatola di 1,80x60x50, farsi chiudere dentro e starci per un paio d’ore.

Finirà che con Alitalia smetto di viaggiare. Perché quello che vogliono fare a Mac Duffy è una carognata.

Il Fatto Quotidiano, 3 giugno 2011

3 commenti:

cetta504 ha detto...

Ora Alitalia diventa francese, chissà se cambierà qualcosa.

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Ci puoi scommettere, quella è gente seria.

Francy274 ha detto...

In effetti con l'Air France tutti questi problemi non ci sono, tranne il fatto che l'animale non deve superare i 6kg. Per quanto ne so si può pagare il biglietto per lo stesso via internet. Mia cugina vive in Francia e porta sempre con sè la sua cagnetta, il trasportino non è affatto piccolo, per la legge della compagnia l'animale deve potersi muovere agevolmente dentro.