sabato 13 agosto 2011

SOLO STRANIERI IN CLASSE. COME IN UN GHETTO


di Nicola Brillo

Il Veneto si scopre terra ad alto tasso di immigrati. E lo fa in una scuola dell’infanzia vicentina, la Piaget di Alte, frazione di Montecchio Maggiore. Qui, lamenta il sindaco leghista Milena Cecchetto, “anche quest’anno non riusciremo a rispettare il limite del 30% di alunni non italiani per classe” e in alcune sezioni si è abbondantemente sopra il 90%, “fino al 100% della 1° B”. Il caso preoccupa lo staff del ministro dell’Istruzione Gelmini, che fa sapere: “Questo non aiuta l’integrazione, ma crea un ghetto”.

“La situazione non è una novità, da anni sono presenti immigrati e gli immigrati fanno figli – spiega al Fatto Quotidiano Sebastiano Campisi, segretario Cgil-Flc di Vicenza – ma occorre tener presente che questi bambini hanno cognome sì straniero, ma sono di seconda generazione. Se invece prendiamo in esame immigrati di prima generazione la quota si aggira sul 20%”. Bambini dunque che sono nati qui, frequentano coetanei e molto spesso parlano il dialetto vicentino. “Considerarli ‘stranieri’ è una scelta politica, ma la società va avanti, si evolve, la presenza di immigrati nella nostra regione è in continua crescita: i bambini sono cittadini di quel territorio”, prosegue Campisi.

L’integrazione prosegue, con alti e bassi. E i buoni esempi non mancano: gli studenti stranieri, che hanno fatto un percorso formativo del nostro Paese, si difendono bene tra i banchi di scuola. Durante i recenti esami di terza media, tra le quattro lodi assegnati dall’istituto, due portano un cognome straniero.

In “soccorso” al distretto scolastico 2 di Montecchio Maggiore arriva anche la Provincia, sempre a guida leghista. “Il sindaco Cecchetto ha fatto bene ad evidenziare il problema e a prenderlo a cuore – commenta Morena Martini, assessore provinciale all’Istruzione – ora è necessario fare squadra perché gli enti interessati, ognuno per la propria competenza, si mobilitino, testando ad Alte un modello di organizzazione scolastica sperimentale da applicare in tutte quelle aree dove la situazione è simile”.

Negli ultimi 20 anni il Veneto-locomotiva ha richiamato operai da tutto il mondo, diventando la terza regione in Italia per presenza straniera. Nell’ultimo censimento gli immigrati regolari nella regione sono 505mila (su quasi 5 milioni di abitanti), crescendo in maniera esponenziale dai 25mila del 1991. Una media del 10%, che in alcune zone diventa anche il doppio, come nel vicentino. Montecchio Maggiore è un Comune di 23mila abitanti, e oltre 4000 sono stranieri di ben 63 differenti nazionalità. Stessa realtà anche nel vicino distretto di Arzignano Chiampo, terra delle concia e delle fonderie, dove lavorano moltissimi operai stranieri.

In prima linea per l’integrazione ci sono gli educatori, docenti e operatori, che lavorano nelle 140 scuole della provincia di Vicenza. E negli istituti si sperimentano piani di offerta formativa differenti, per rispondere alle diverse realtà. Ma proseguire è sempre più difficoltoso. “I tagli alla scuola hanno distrutto un modello – conclude il sindacalista – e il Governo sta distruggendo la scuola per gli studenti stranieri e per gli italiani”.

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