mercoledì 21 settembre 2011

MOMENTI TOPICI


Noemi era a villa Certosa la notte del “me ne sono fatte otto su undici”. Residenza già famosa nel 2002

di Luca Telese

Villa La Certosa, estate 2002. Villa La Certosa Capodanno del 2009. Sette anni, due storie emblematiche. Partiamo dalla coda. L’Espresso rivela: nella telefonata in cui Berlusconi si vanta con Tarantini “ieri sera avevo la fila fuori dalla porta della camera... erano in undici... io me ne son fatto solo otto”, è la notte del primo dell’anno. La notte di Noemi Letizia e dell’amica Roberta Oronzo, tutte e due minorenni. Ancora non si sa chi fossero le undici prescelte, certo la chiacchierata con Gianpi racconta ore totalmente opposte rispetto alla versione ufficiale, quella che spendeva l’dea di un party dove si era solo ballato e cantato.

PASSO INDIETRO. Torniamo al 2002. Il geniale Massimo Sestini, fotografo di razza, viene ingaggiato dal direttore del Corriere della sera Ferruccio De Bortoli. La villa sarda del Cavaliere, come é noto é blindata, ma Sestini è un mastino. Riesce a scattare una foto emblematica con il teleobiettivo: nel parco tutto verde, Silvio Berlusconi cammina, con maglietta e pantaloncini immacolati, tenendo per mano una graziosa e formosa fanciullina boccoluta. Anche lei biancovestita. L'immagine non ha nulla di peccaminoso, é curiosa, d'estate spesso non ci sono grandi notizie, il direttore del Corriere spara la foto in prima pagina. La mattina dopo, mentre mezza Italia si interroga su quel volto giovane e incantevole, malgrado la sgranatura dell'ingrandimento: su questo dubbio innocente sta per esplodere una bomba atomica, con una intricata trama che pare partorita a penna di Alexandre Dumas. Interrogazioni, polemiche, minacce di divorzio, nessuno immagina che quella foto sia l'anno zero di tutte le papi-girl, la profezia iconografica delle mille ragazze che verranno. Ma torniamo a quella mattina. Il primo a innescare la deflagrazione è Beppe Giulietti. Il parlamentare del Pd, responsabile per i temi dell'emittenza, riconosce nelle fattezze della fanciullina bianca i lineamenti dell'ex segretaria di Berlusconi, Deborah Bergamini. Ma siccome in quella prima estate di governo la Bergamini é diventata la direttrice del marketing della Rai, Giuilietti firma una interrogazione parlamentare: “Cosa ci fa una dirigente del servizio pubblico nella residenza privata del premier?”. Il deputato del Pd ipotizza un ennesimo conflitto di interessi sul delicato fronte della comunicazione. Non immagina che - invece - il conflitto di interessi si determinerà sul piano degli affetti. Ma siccome in quei giorni si discuteva (incredibile ma vero) di comunicazione, il portavoce di Palazzo Chigi, Paolo Bonaiuti precisa “non si tratta di Deborah Bergamini”. A questo punto sul Corriere della sera, che avendo innescato la polemica giustamente la cavalca, prende corpo il dubbio: “Ma allora chi é la dama bianca, e cosa ci fa alla Certosa?”.

CI VORRANNO altre 24 ore perché il giallo della (prima) madamigella del Cavaliere si risolva. Quando tutta l'Italia apprende che la ragazza ha 23 anni e si chiama Francesca Romana Impiglia. A questo punto il nuovo dubbio innesca una nuova telenovela: cosa ci fa, in quella villa, una ragazza di 23 anni e da dove viene? Anche dentro Forza Italia sono pochi conoscono la verità.

Uno di loro é il leader dei giovani azzurrini, e si chiama Simone Baldelli. Baldelli é un dirigente abile, esperto, e si é trovato testimone di un scena indimenticabile, due anni prima, durante la campagna elettorale delle regionali duemila. Ad Ancona, quando la nave Azzurra attracca, una ragazza bionda si aggiudica un abbraccio del leader di Forza Italia. È figlia di un dirigente locale, ha un decolté mozzafiato. Il premier dice a Baldelli, che lo accompagna: “Prendi il suo numero!”. Indovinate il nome della ragazza? Francesca Romana. E finirà di li a pochi giorni a lavorare nella direzione dei giovani azzurri. Ma la presenza della ragazza nella villa adesso diventa un problema. Perché é la prima prova fotografica della presenza al fianco del premier, di una donna che non sia, nell'iconografia ufficiale, Veronica Lario. Essendo la prima, Francesca Romana ha un rilievo mediatico oggi impensabile. Nella settimana successiva Oggi pubblica nuove foto di Sestini. Quella di copertina vede in barca il Cavaliere (che all'epoca era ancora calvo) e la Impiglia a mezzobusto, di nuovo in t-shirt. Le conseguenze arrivano, imprevedibili. Veronica Lario annulla il suo viaggio in Sardegna. Dopo pochi mesi, il duetto con il povero premier Rassmussen, certificherà il romanzo pubblico del dissidio di Berlusconi.

DOPO quel'anno zero arriveranno altre foto delle damine bianche della Certosa. Anche perché adesso si moltiplicano, sedute sulle gambe del premier. Poi arrivano due inchieste di Vallettopoli, con il corollario di intercettazioni fra Saccá e Berlusconi. Poi, nell'estate del 2009, nella festa di Casoria arriva l'altra bomba atomica, quella di Noemi, il battesimo onomastico di Papi. Non c'é festa berbera che tenga, stavolta. Le conseguenze sono il divorzio e la celebre lettera della Lario a la Repubblica: “Mio marito é malato... Le vergini si offrono al drago...” Poi si scopre il caso di Virginia Teulada di Saint Just, poi esplode l'arma finale di Patrizia D'Addario la cui presenza viene certificata. Fa scandalo solo perché nessuno ancora sa che ne arriveranno altre trenta. L'iceberg é enorme, il sistema Tarantini e quello dell'Olgettina disegnano il quadro agghiacciante di un welfare erotico il cui epicentro é ancora una volta una minorenne: Ruby Rubacuori. Il pedigree di Ruby con photo book di lap dancer fa impallidire quello di Noemi. Il tappo é saltato. La satiriasi, come una nemesi, porta a fondo il premier. Questa storia ha un sottofinale. Nel 2006 una giovane giornalista del tg4 sale all'altare. Ha per testimone il presidente del consiglio. É sempre Francesca Romana. C'é un lieto fine, dunque. Ma solo per lei.

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