domenica 11 dicembre 2011

Grazie Bagnasco, ma ora trasparenza


GIANFRANCO MASCIA

Bagnasco dice: “Pronti a discutere sull’Ici” e aggiunge: “la prima cosa ora è fare chiarezza e documentare le cose”. Benissimo, quello che i cittadini vogliono è proprio questo: che si faccia chiarezza. E’ quindi il clero che deve fare chiarezza. Non lo Stato, non i cittadini.

E’ Bagnasco che deve chiedere a tutti i gestori degli immobili delle varie curie che risultano ad uso commerciale o parziale (314 nella sola Roma) di rendere pubbliche le loro dichiarazioni Ici. In modo che i cittadini si rendano conto di come è la situazione. Se la Chiesa paga il dovuto, tante grazie, abbiamo tutti preso un abbaglio. Se però c’è reticenza e si cerca di ribaltare la battaglia prendendo per il cuore gli italiani (…quante opere misericordiose facciamo…sopperiamo alle carenze dello Stato…) siamo sulla strada sbagliata.

I cittadini che hanno firmato la petizione di Micromega (120.000 in tre giorni), che si sono riuniti nella pagina Facebook (più di 160.000) e che partecipano agli appuntamenti di “Santa bICI” vogliono trasparenza e verità.

La risposta di Bagnasco è il segno che le mobilitazioni hanno sortito un loro primo effetto. Ma non bisogna mollare.
Per questo domenica mattina proseguiremo con i nostri tour fra gli immobili della Chiesa deICIzzati. Appuntamento alle 11 a Campo de Fiori con “Santa bICI“.

1 commento:

alessio di benedetto ha detto...

Se si rastrellassero ogni anno i 13 miliardi di euro che un sottogoverno confessionale continua a donare alla Città del Vaticano, sottraendoli con la menzogna dalle tasche della povera gente, se si recuperassero tutti gli introiti dell’ICI (il valore degli immobili vaticani ammonta per difetto a 30 miliardi di euro), la smetteremmo di parlare di debito pubblico (altra bufala) , di crisi delle pensioni, di tagli ai rinnovi contrattuali, alla sanità, alla scuola pubblica, all’arte, alla musica e allo spettacolo… Grazie a Berlusklaun il Vaticano, il più ricco Stato del Mondo, non paga più neppure l’ICI, i suoi monumenti privati sono ristrutturati con le tasse imposte ai lavoratori italiani, e gli istituti cattolici sono finanziati con i soldi di noi tutti, non con le offerte dei fedeli o delle aziende di Berlusconi, abbastanza ricche da permetterselo. Siamo il solo caso nel mondo in cui una popolazione multirazziale e multiconfessionale deve obbligatoriamente versare i propri contributi per farsi indottrinare. Atei, non credenti, agnostici, musulmani, ebrei, protestanti ed induisti, le cui tasse statali sono devolute molto benignamente ad una ideologia religiosa che li combatte accanitamente e che se potesse tornerebbe ad accendere nuovi roghi! È come se gli Italiani – il paragone non vi sembri forzato – fossero costretti a finanziare l’Iran per lasciarsi plagiare: è la stessa identica cosa, anche se sembra assurda. Ma come ha detto qualcuno: “Il Vaticano è uno stato! L’Italia no!”. DA: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
(Nexus Edizioni), giugno, 2010.
517 pagine, 130 immagini, € 25

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