domenica 13 luglio 2008

TRECENTOMILA PROCESSI FINISCONO NEI CASSETTI



Francesco Grignetti
La Stampa
13 luglio 2008


Ora che la blocca-processi non c’è più, e al suo posto c’è un qualcosa di molto diverso, c’è da chiedersi che effetto avrà nelle aule di giustizia. Quanti saranno i processi per reati minori da accantonare? Nessuno può dirlo, tanto più che la legge non prevede automatismi, ma anzi la massima discrezionalità per i presidenti di tribunale. Starà a loro decidere quali processi mandare avanti e quali no. Naturalmente sono soddisfatti i diretti interessati, che si erano sentiti espropriati. Il Parlamento stabilisce però che alcuni reati sono più reati degli altri e meritano una corsia preferenziale: ciò vale non soltanto per i casi più intuibili come il terrorismo, la mafia o la criminalità organizzata, sequestri, omicidi e droga, ma anche per i processi con imputato in carcere, quelli da celebrare con rito direttissimo, e ancora tutti quelli dove è contestata la recidiva, oppure i dibattimenti per i reati collegati all’immigrazione clandestina, agli incidenti sul lavoro, agli incidenti stradali e infine a tutti gli altri reati «con pena non inferiore nel massimo a quattro anni».
E’ cambiata dunque la tipologia dei reati interessati allo slittamento rispetto alla prima formulazione. Il che fa dire all’Anm che «si è limitato il danno». Ora la soglia (passata da dieci a quatto anni) è molto più bassa. Si torna cioè a procedere per lo stupro, per il sequestro semplice, per l’omicidio colposo. Si porteranno avanti anche i famosi processi per le violenze al G8. La truffa semplice è considerata reato minore e salta un giro. Se aggravata, è reato da portare rapidamente in un’aula di giustizia. Protestano gli animalisti: tutti i reati ambientali e contro gli animali di questo passo saranno considerati secondari. Finiranno in armadio anche una miriade di processi di materia economica: gli assegni a vuoto o l’appropriazione indebita, per dire. Per altro verso, ed è la seconda faccia della medaglia, si dà ai giudici la possibilità di accantonare, ma senza che decadano i termini di prescrizione, e con l’obbligo di ripartire dopo diciotto mesi, i processi con reati «indultati».
Quanti potrebbero essere questi ultimi procedimenti che finiscono nel cassetto? Il Consiglio superiore della magistratura, quando il Parlamento votò l’indulto e non l’amnistia, stimò con sgomento che l’80% dei processi che si sarebbero celebrati negli anni seguenti sarebbero stati «inutili». Si sarebbero tenute udienze su udienze, con grande spreco di soldi e energia, per un reato che al termine del processo, in caso di condanna, sarebbe risultato «cancellato». Siccome sono trecentocinquantamila i processi pendenti in primo grado, non è azzardato dire che trecentomila sono in bilico. Ma la qualità è molto diversa dai centomila processi che - denunciava l’Anm - sarebbero stati bloccati per dodici mesi: quelli comprendevano reati davvero seri; questi, reati piccoli e comunque già dichiarati nulli dall’indulto. Saranno comunque i singoli tribunali, a seconda del loro arretrato, a decidere il da farsi.
COMMENTO
Nel 2006 fu presentata una legge di iniziativa parlamentare, relativa alla concessione di amnistia e indulto.
Fu approvato solo l'indulto.
Non doveva essere approvato nemmeno quello, ma logica avrebbe voluto che un Parlamento responsabile si facesse carico di entrambi i problemi.
Invece prevalse la solita pratica dello scarica-barile.
Approvato l'indulto (occorre per tali leggi - amnistia e indulto - la maggioranza dei due terzi del Parlamento), l'amnistia fu 'dimenticata' (non fregava niente a nessuno, l'indulto bastava ed avanzava per gli amici degli amici).
La conseguenza fu ed è che l'80% dei processi in corso era coperto da indulto, una eventuale sentenza di condanna sarebbe stata, com'è, inefficace per via dell'indulto.
Invece una declaratoria di estinzione per amnistia non ha bisogno di un complesso iter giudiziario, è quasi come per la prescrizione dei reati, anzi è meglio perchè l'amnistia cancella il reato commesso.
Adesso è troppo tardi ? No, credo di no, ma ancora una volta non frega niente a nessuno che la macchina della giustizia e la Giustizia italiana vadano a finire 'a puttane'.

Nessun commento: