lunedì 18 agosto 2008

La questione cattolica


Eugenio Scalfari
L'Espresso
20 giugno 2008

L'otto per mille sull'Irpef. Sgravi fiscali per attività di commercio. Fondi alle scuole cattoliche e finanziamento dell'insegnamento religioso nelle pubbliche. Per oltre sei miliardi di euro. Come non avviene in nessun altro Paese

Fra le tante questioni che affliggono il nostro paese c'è anche la questione cattolica. In nessun'altra nazione del mondo il cattolicesimo è diventato un problema. Semmai altre religioni sono state all'origine di difficoltà; così la minoranza protestante nella cattolica Irlanda o la minoranza cristiano-maronita nel Libano islamico. Ma una questione cattolica no, in nessun paese occidentale, né in Europa né in Nord America né in America Latina. Soltanto in Italia, che pure viene definita da molti studiosi delle religioni "il giardino del Papa" in quanto sede storica del Vicario di Cristo in terra. Forse proprio per questo esiste in Italia una questione cattolica ignota in altri paesi: è un nostro privilegio ma anche una nostra croce della quale faremmo volentieri a meno.

In tempi di monarchia i re di Francia venivano chiamati 'maestà cristianissima' e i re di Spagna 'maestà cattolica'. Il re d'Italia invece non mai è stato definito sulla base della religione probabilmente perché i papi l'hanno sempre considerato un usurpatore, almeno fino al Concordato del 1929. Ma anche nell'Italia concordataria e repubblicana continua ad esistere una questione cattolica. Esiste per i cattolici e per i laici, per lo Stato italiano e per il Vaticano. Oggi questo problema è diventato più che mai acuto perché mai la Chiesa ha avuto tanto potere, neppure quando la Democrazia cristiana governava. Neppure allora la Chiesa, il Vaticano, la Santa Sede, la Conferenza episcopale italiana hanno avuto il potere che hanno oggi.

Naturalmente questa affermazione va dimostrata ed è quello che ora proverò a fare cominciando con l'aspetto più vistosamente materiale del problema e cioè con i benefici economici che la Chiesa riceve dallo Stato italiano. Nelle successive puntate affronteremo gli altri aspetti di questa complessa questione.

Il nucleo centrale del sostegno finanziario che lo Stato offre alla Chiesa è costituito dal famoso otto per mille prelevato dall'erario sull'imposta personale di tutti i contribuenti e destinato in larga misura al finanziamento delle parrocchie e di altre istituzioni ecclesiastiche secondo criteri decisi dalla Conferenza episcopale cui il gettito di questo prelievo viene versato. Si tratta di oltre un miliardo di euro, una cifra che è in assoluto la più elevata tra quelle destinate da paesi e governi cattolici europei al sostegno dei preti con cura di anime. La Chiesa italiana è infatti la più ricca di tutte le Chiese cattoliche nazionali, al punto di poter effettuare prestiti alle consorelle che versano in difficoltà e a poter stanziare cospicui contributi a fondo perduto per Chiese di paesi africani e asiatici nonché per iniziative missionarie in varie zone del mondo.

Ma il sostegno finanziario non si esaurisce all'otto per mille. Vanno messi in conto una serie di sgravi fiscali in favore di iniziative anche commerciali di enti religiosi, il finanziamento di scuole cattoliche, il finanziamento dell'insegnamento cattolico nelle scuole pubbliche, la manutenzione e il restauro di opere d'arte disseminate nelle chiese italiane e di loro proprietà.

Il complesso di queste provvidenze arriva ad una cifra complessiva che supera i sei miliardi di euro, ma non esaurisce questa complessa materia, come documenta il libro 'La questua' di Curzio Maltese di recentissima pubblicazione.

Non era mai accaduto prima che la Chiesa avesse tanti doni da uno Stato. La prospettiva a breve termine è d'un ulteriore e cospicuo aumento di tali benefici con le conseguenze che ne derivano sul potere complessivo della gerarchia ecclesiastica nel nostro paese


(20 giugno 2008)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Acciderbolina!

Qualsiasi gatto si leccherebbe i baffi!

Madda

LUIGI A. MORSELLO ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Naturalmente, sono subito corso questa mattina ad acquistare il libro-inchiesta di Curzio Maltese, milanese di nascita, calabrese di origine: un'ottima miscellanea !