domenica 30 novembre 2008

Berlusconi tende la mano al Pd: «Diamoci un mano, nell'interesse di tutti»

IL CORRIERE DELLA SERA

ROMA - Dopo mesi di guerra fredda, ecco la prima vera apertura. Il premier Silvio Berlusconi illustrando i provvedimenti del decreto anticrisi e specificando che oltre al pacchetto appena varato ci sarà un piano da 80 miliardi di euro di investimenti, tende la mano all'opposizione. E lo fa - spiega- perché è «nell'interesse di tutti» uscire dal pozzo della crisi che attanaglia il Paese. «Diamoci un mano - dice il Cavaliere - guardando come stella polare all'interesse di tutti». L'invito al Pd e a Veltroni è così illustrato: «Visto che le prossime elezioni sono tra quattro anni e mezzo, si cessi di essere sempre in campagna elettorale e ci si metta insieme, per dare una mano». Il premier si è poi appellato agli italiani a non «modificare lo stile di vita». I cittadini, ha sottolineato il capo del governo, «hanno la possibilità di mantenere le proprie abitudini. La profondità della crisi dipende dalla nostra capacità di avere fiducia e speranza». Il premier ha poi osservato che il segreto è non ridurre i consumi: «Dobbiamo fermare questo circolo vizioso, questa spirale. Mi sto sgolando al telefono con i colleghi europei affinché anche loro invitino i cittadini ad un comportamento consapevole. Ora la buona volontà la devono mettere i cittadini».


IL NO DI EPIFANI - Berlusconi ha voluto inoltre sottolineare che il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri ha raccolto il parere favorevole di molte categorie ed è stato «approvato anche da gran parte dei sindacati». Ma la risposta della Cgil, unico sindacato confederale che giudica insufficienti le misure decise dall'esecutivo, non si è fatta attendere: ed è stata negativa. La Cgil infatti confermerà lo sciopero generale del 12 dicembre, poiché - come ha spiegato il leader Epifani - «manca la svolta». «Per serietà - ha detto Epifani - prima di un commento dettagliato occorre una lettura delle misure. Ma il senso generale del pacchetto non indica quella svolta di cui il Paese ha bisogno, sia per dimensione che per le scelte fatte». «Colpisce - ha concluso il leader della Cgil - che il mondo produttivo, dagli operai alla scuola, non abbia risposte a livello di peso fiscale, e trovo incomprensibile questa scelta. C'è qualcosa per gli indigenti e poco per gli altri».

CONFINDUSTRIA - Diversa la reazione di Confindustria. Il leader degli industriali, Emma Marcegaglia, ha detto che il decreto anticrisi del governo va nella giusta direzione, anche se servono ulteriori fondi a supporto delle imprese .«Chiediamo che ci siano agevolazioni fiscali per le imprese che investono in risparmio energetico e riduzione delle emissioni», ha aggiunto.

FASSINO - Intanto è Piero Fassino a rispondere all'appello del premier al dialogo. «Prendiamo atto che Berlusconi dice che il Pd può dare una mano ad affrontare la crisi. Siamo disponibili, lo abbiamo sempre detto» dice il ministro ombra degli Esteri del Pd a Red tv. «Non siamo un partito che ha la cultura del 'tanto peggio tanto meglio'. Non ci appartiene - aggiunge Fassino - Ma il governo ci deve dare modo di dire la nostra, di discutere».


28 novembre 2008

1 commento:

Luigi Morsello ha detto...

Anche gli altri due dovrebbero scendere dal piedistallo, ma non lo faranno mai: chissà perhé !