GENOVA - "E' morta la giustizia" continua a ripetere un ragazzo fuori dal tribunale di Genova dove da poco è stata emessa la sentenza per quello che è stato definito "il massacro della Diaz". Una sentenza, come ovvio, destinata a dividere, con il centrodestra ad esultare e le vittime di quei giorni infuriate e deluse.
Per il governo il primo a parlare è il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano che sottolinea: "Le responsabilità penali sono individuali, non è stato ordito alcun complotto. La polizia di Stato merita la gratitudine di tutti". Insomma a fare quel macello sono stati Canterini, all'epoca capo del VII nucleo (la Celere, in sostanza) ed i suoi uomini ma senza altre responsabilità. Sulla stessa falsariga Pierferdinando Casini all'epoca dei fatti presidente della Camera per il centrodestra. "Al vertice della Polizia - dice Casini ci sono stati e ci sono autentici galantuomini e servitori delle istituzioni. Il tentativo di criminalizzare, per i fatti del G8 di Genova, i vertici delle forze dell'ordine si è rivelato per quello che era: un'autentica persecuzione".
Di tutt'altro tenore i commenti di quelli che alla Diaz stavano dalla parte di chi manganellate e insulti le ha prese. Luca Casarini parla di nuova amnistia. "In questo paese, si è fatta un'amnistia a senso unico su Genova - dice l'ex leader dei Disobbedienti - nei confronti di dirigenti della polizia e del potere politico. E invece ci si è accaniti sui capri espiatori che sono i manifestanti, condannati pesantemente dallo stesso tribunale". Secco Vittorio Agnoletto, europarlamentare di Rifondazione: "Da oggi in poi questa sentenza
stabilisce la totale impunità per le forze dell'ordine". Per il Pdci si tratta di una "sentenza vergognosa". "Pagano sempre i sottoposti, mai i capi", ha detto Oliviero Diliberto.
"Nessuno degli imputati oggi è presente in aula. Era un loro dovere stare di fronte al tribunale ed alle parti civili", ha detto Enrica Bartesaghi, presidente del Comitato verità e giustizia per Genova che è anche parte civile per i danni subiti dalla figlia, percossa nella scuola Diaz. "I poliziotti condannati dovrebbero essere sospesi dal servizio", ha aggiunto. "Le condanne per i fatti di Bolzaneto - ha proseguito Enrica Bartesaghi - ci sono state ma nessuno è stato sospeso compreso il medico della caserma che continua a fare il suo lavoro".
Parla di sentenza "vergognosa" anche il coordinatore nazionale di Forza Nuova Paolo Caratossidis. "Non ci resta altro che pensare che i vertici della polizia e dei servizi in Italia sono praticamente intoccabili", ha aggiunto Caratossidis. Pur essendo "una formazione politica lontana anni luce da coloro che furono vittime delle angherie degli agenti alla Diaz, - ha sottolineato - quello che è successo nella scuola non è stato in Italia un fatto isolato. Le istituzioni non devono più coprire i macellai".
(13 novembre 2008)
Per il governo il primo a parlare è il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano che sottolinea: "Le responsabilità penali sono individuali, non è stato ordito alcun complotto. La polizia di Stato merita la gratitudine di tutti". Insomma a fare quel macello sono stati Canterini, all'epoca capo del VII nucleo (la Celere, in sostanza) ed i suoi uomini ma senza altre responsabilità. Sulla stessa falsariga Pierferdinando Casini all'epoca dei fatti presidente della Camera per il centrodestra. "Al vertice della Polizia - dice Casini ci sono stati e ci sono autentici galantuomini e servitori delle istituzioni. Il tentativo di criminalizzare, per i fatti del G8 di Genova, i vertici delle forze dell'ordine si è rivelato per quello che era: un'autentica persecuzione".
Di tutt'altro tenore i commenti di quelli che alla Diaz stavano dalla parte di chi manganellate e insulti le ha prese. Luca Casarini parla di nuova amnistia. "In questo paese, si è fatta un'amnistia a senso unico su Genova - dice l'ex leader dei Disobbedienti - nei confronti di dirigenti della polizia e del potere politico. E invece ci si è accaniti sui capri espiatori che sono i manifestanti, condannati pesantemente dallo stesso tribunale". Secco Vittorio Agnoletto, europarlamentare di Rifondazione: "Da oggi in poi questa sentenza
stabilisce la totale impunità per le forze dell'ordine". Per il Pdci si tratta di una "sentenza vergognosa". "Pagano sempre i sottoposti, mai i capi", ha detto Oliviero Diliberto.
"Nessuno degli imputati oggi è presente in aula. Era un loro dovere stare di fronte al tribunale ed alle parti civili", ha detto Enrica Bartesaghi, presidente del Comitato verità e giustizia per Genova che è anche parte civile per i danni subiti dalla figlia, percossa nella scuola Diaz. "I poliziotti condannati dovrebbero essere sospesi dal servizio", ha aggiunto. "Le condanne per i fatti di Bolzaneto - ha proseguito Enrica Bartesaghi - ci sono state ma nessuno è stato sospeso compreso il medico della caserma che continua a fare il suo lavoro".
Parla di sentenza "vergognosa" anche il coordinatore nazionale di Forza Nuova Paolo Caratossidis. "Non ci resta altro che pensare che i vertici della polizia e dei servizi in Italia sono praticamente intoccabili", ha aggiunto Caratossidis. Pur essendo "una formazione politica lontana anni luce da coloro che furono vittime delle angherie degli agenti alla Diaz, - ha sottolineato - quello che è successo nella scuola non è stato in Italia un fatto isolato. Le istituzioni non devono più coprire i macellai".
(13 novembre 2008)


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