sabato 22 novembre 2008

Mercurio senza segreti per "Messenger"

LA STAMPA
PIERO BIANUCCI
16 NOVEMBRE 2008


Gli scienziati che seguono la missione “Messenger” hanno fatto il bilancio delle conoscenze raccolte dalla navicella della Nasa (nel disegno) dopo il suo secondo sorvolo di Mercurio, avvenuto il 6 ottobre, e sono molto soddisfatti. Il 30 per cento della superficie fotografata in questo secondo flyby non era mai stata vista prima. Tra poco l’emozione di vedere paesaggi ignoti nel sistema solare finirà. Rimane da scoprire soltanto il volto di Plutone, dal 24 agosto 2006 declassato a “pianeta nano”, meta della navicella americana “New Horizon”.

A questo punto, complessivamente “Messenger” ci ha rivelato l’ottanta per cento della superficie del pianeta che rimaneva ancora sconosciuta dopo i lontani flyby del “Mariner 10” avvenuti negli Anni 70 del secolo scorso, ha compiuto la prima misura del campo magnetico dell’emisfero ovest scoprendo che Mercurio è fortemente asimmetrico dal punto di vista magnetico, ha rilevato la composizione della rarefattissima esosfera del pianeta trovando la presenza di sodio, calcio, magnesio e (ovviamente) idrogeno, scoprendo che la loro distribuzione varia nel tempo, essendo risultata la quantità di sodio molto diversa rispetto al primo flyby. Il magnesio è stato osservato per la prima volta nel recente sorvolo.

Interessanti anche i dati dell’altimetro a laser (MLA), che per la prima volta ha correlato la topografia ad alta risoluzione del pianeta con precise misure di quota.

Ora che le telecamere di “Messenger” hanno fotografato più dell’80 per cento della superficie di Mercurio, risulta chiaro che anche il pianeta più interno del Sistema solare, come Marte e la Luna, è caratterizzato da profonde differenze di natura geologica a grande scala, e più precisamente sulla scala di un emisfero. E’ un po’ come se questi corpi celesti avessero due facce. Per esempio, sulla Luna le pianure laviche o “mari” (più recenti) si concentrano sull’emisfero rivolto verso la Terra, mentre l’emisfero opposto è costituito quasi esclusivamente da “terre”, altipiani molto craterizzati. Differenze analoghe si trovano su Marte a proposito di canyon, distribuzione dei vulcani e dei deserti pianeggianti.

Le immagini a colori riprese da “Messenger”, infine, dimostrano che la composizione del suolo di Mercurio è molto eterogenea: la superficie del pianeta somiglia a un puzzle di rocce fortemente diversificate. Su questo e vari altri punti rimangono numerosi aspetti da chiarire ma i ricercatori confidano di riuscirci entro il termine della missione, previsto per il marzo 2011.

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